BOE e BCE nell’Indipendence Day

Proprio ieri abbiamo scritto di come il mercato stesse vivendo uno scenario alquanto strano e di come la sua interpretazione non fosse univoca a causa di vari fattori: price action dei principali strumenti che si trovavano su dei livelli di prezzo già molto delicati, liquidità in diminuzione considerando la giornata del pre-festivo negli USA, market mover di oggi e di domani. La combinazione di tutti questi elementi ci avrebbe potuto far avere delle interessanti fiammate di volatilità, considerando anche i percentili di volatilità implicita sui tassi di cambio, che però non sono state in grado però di creare una forte direzionalità nel mercato. Andando a vedere il caso più interessante, il rapporto di cambio tra euro e dollaro ha rotto i minimi relativi a quota 1,2965 , arrivando fino a 1,2925 , per poi invertire e tornare fino a 1,30. Una cosa simile è accaduta al rapporto di cambio aud/usd , che aveva dato la sensazione di poter rompere al ribasso al di sotto di 0,90 ma che, dopo essere entrato nell’area di supporto compresa tra 0,9050 e 0,9030, è rimbalzato tornando a quota 0,91.

Dal punto di vista delle borse, in maniera particolare quelle in Europa, abbiamo visto una partenza disastrosa, con il Dax che in 2 ore ha perso 150 punti, ma hanno poi recuperato tonicità, anche grazie alle performance degli indici americani. L’oro si è dimostrato assolutamente non correlato con gli altri mercati e si è mosso ancora con una certa lateralità, intorno al prezzo di 1.250 dollari per un’oncia. Oggi è una giornata particolare, dato che negli USA non si lavora per il 4 luglio e questo potrebbe incidere molto sulla liquidità. Nel frattempo vediamo l’incontro della Bank of England, che ora ha un nuovo Governatore (Carney) che potrebbe portare delle novità in termini di politica monetaria rispetto al suo predecessore, sir King, dunque attesa una forte volatilità per la sterlina.

Da tenere d’occhio anche la conferenza stampa di Mario Draghi, che arriva proprio nel momento in cui il cielo sopra Portogallo e Grecia si sta rannuvolando. Il Paese ellenico è sotto l’occhio dei riflettori dato che sembra che la Troika potrebbe non dare al paese la nuova tranche di denaro dato che il paese non ha messo in piedi le giuste riforme richieste. Il Portogallo, invece, si trova al centro di forti tensioni politiche che hanno portato i due ministri del Governo Coelho a dimettersi e che hanno portato ad un crollo in Borsa, oltre che a nuove tensioni per i titoli obbligazionari con durata oltre 10 anni, che ora hanno un rendimento superiore al 8%. Draghi dovrebbe dunque tenere a bada le preoccupazioni relativamente al rialzo dei rendimenti sui titoli di stato dell’Eurozona. Le previsioni vedono anche la possibilità che Francoforte acquisti i titoli di uno Stato, con scadenza a 3 anni, sul mercato secondario a condizione che, oltre alla sottoscrizione di un programma di riforme, il Paese stesso sia in grado di potersi finanziare su scadenze più lunghe, cosa che il Portogallo non può fare se non prima del prossimo anno. Oggi, dunque, attesa una grande volatilità sul mercato.

EurUsd

Questo rapporto di cambio ieri rotto il minimo a quota 1,2965 , per poi tornare in maniera forte al di sopra di 1,30. La rottura non è stata definitiva, dunque il quadro tecnico è ancora decisamente confuso. Importante è stata la media mobile esponenziale a 21 periodi che abbiamo visto sul grafico a 4 ore, che ha operato come livello di resistenza dinamico e che sta nuovamente contenendo il prezzo nell’area compresa tra 1,3000 e 1,3010. Se tale resistenza dovesse essere rotta, potremmo vedere altre salite fino a 1,3040 , dove passa la media  mobile semplice e quella esponenziale orarie a 200 periodi. Il questo caso potremmo vedere i livelli successivi a 1,3080, 1,3105 e a 1,3150. La rottura dei minimi relativi, invece, farebbe scendere il prezzo fino a 1,2850.

UsdJpy

La rottura al ribasso della congestione creatasi tra 100,50 e 100,80 si è risolta al ribasso, in seguito allo sviluppo della divergenza al ribasso con lo stocastico e in seguito al ritorno sul supporto a quota 99,90 . Quando tale valore è stato rotto, abbiamo visto il prezzo scendere fino a 99,40. Dopo questo valore, abbiamo visto una salita fino al prezzo di 100 , dove vediamo la media a 21 periodi sul grafico a 4 ore , che opera come resistenza di prezzi e che si contrappone al supporto di 99,80. Potremmo pensare a posizioni “long” in caso di salite al di sopra di 100,10 con possibilità di vedere dei massimi relativi a quota 100,90 , mentre potremmo andare “short” con superamento al ribasso di 99,70 , con obiettivi prima 99,35 ed in superamento 98,70.

EurJpy

Questo rapporto di cambio ha messo in evidenza una grande volatilità, prima fermata dal ribasso di eur/usd e usd/jpy , poi aumentata dal rialzo dei cambi di cui prima. Interessante lo sfruttamento degli aumenti di volatilità oltre la correzione che si è creata tra i prezzi di 129,60 e quello di 130,30, con possibilità di arrivare fino a 128,85 al ribasso e fino a 131,15 al rialzo.

GbpUsd

Molto tonico questo rapporto di cambio. Una volta che si è appiattito in area 1,5140, abbiamo visto una salita molto forte sullo sviluppo della divergenza rialzista, con lo stocastico sul grafico a 4 ore che si è portato fino a 1,520 e poi fino a 1,5290 , andando anche a toccare il prezzo di 1,53. Abbiamo visto il superamento anche della media a 21 periodi sul grafico a 4 ore , che da due settimane operava come resistenza dinamica. Da considerare dei pullback sulla stessa in corrispondenza dell’area di 1,5240 , con delle riprese al rialzo che, in caso di superamento del prezzo di 1,53 , potrebbe trovare il prezzo di 1,5350 come obiettivo. Una rottura di 1,5240 potrebbe invece far scendere i prezzi fino a 1,52 e fino a 1,5140 , punti precedenti.

AudUsd

Decisamente interessante la divergenza rialzista che abbiamo visto con lo stocastico sul grafico a 4 ore. Oltre il livello di 0,9150 , è interessante avere come obiettivi il prezzo di 0,92 e quello di 0,9250. I primi spunti al ribasso si possono avere al di sotto del prezzo di 0,91 , con possibilità di vedere dei nuovi minimi relativi.

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