Bilancio, Conto economico: riclassificazione e struttura

Il conto economico è uno dei prospetti più importanti per un’azienda in quanto permette di conoscere costi e ricavi dell’anno economico in corso o di quelli passati.

Prima del 1991 il conto economico era realizzato in una forma “a sezioni contrapposte”, nella quale sulla sinistra ci sono i costi aziendali e sulla destra i ricavi. Sommando le due parti si ottiene l’utile lordo di esercizio, da cui poi vengono calcolate le tasse da pagare e si arriva, per differenza, all’utile netto.

Da quell’anno in poi è stato introdotto con la IV Direttiva CEE uno schema di conto economico nuovo e più interessante, più utile dal punto di vista delle informazioni che è in grado di fornire.

Se prima il conto economico era un riassunto di costi e ricavi senza alcuna distinzione tra valori “tipici” aziendali e quelli “collaterali”, d’ora in poi il conto economico divide queste due parti, permettendo dunque di avere un controllo maggiore e più informazioni di quello che concorre a formare il reddito di esercizio.

Ad esempio, se un’azienda produce principalmente biciclette, ed inizia a mettere sul mercato anche accessori, oppure decide di spostarsi su un altro business, come ad esempio quello dei monopattini, sfruttando magari l’esperienza accumulata nello sviluppo e nella produzione delle bici, ecco che potrebbe essere utile distinguere quali sono i costi ed i ricavi derivanti dal core business aziendale, ovvero le biciclette, da quelli che invece sono derivati sia dagli accessori alle bici che dai monopattini.

Questo esempio può essere fatto anche per altre attività aziendali, di ogni genere.

C’è da dire, infatti, che l’utile di esercizio viene determinato anche sulla base di tali costi e ricavi, in quanto hanno comunque una certa influenza sulla cassa aziendale.

Per poter avere la certezza di prendere tutte queste informazioni, ecco che la riclassificazione del conto economico è fondamentale. Con questa procedura i costi ed i ricavi sono riaggregati in forma scalare e offrono informazioni che, altrimenti, sarebbe praticamente impossibile raggiungere.

In pratica, se prima del 1991 i costi erano a sinistra e i ricavi a destra, ora sono tutti in colonna, con l’unica distinzione tra l’importo dei costi è mantenuto distito da quello dei ricavi.

Sono tre gli schemi secondo i quali è possibile fare la riclassificazione del conto economico:

  • A costo del venduto e ricavi, che permette di conoscere l’utile lordo sulle vendite e il costo del venduto stesso;
  • A valore aggiunto, che mette in evidenza la capacità aziendale di creare ricchezza, ovvero valore;
  • A margine di contribuzione, la versione più complessa tra le tre, che viene fatta usando uno schema che permette di distinguere costi fissi e costi variabili ed evidenzia il contributi che la gestione ha dato sui costi fissi e sulla formazione del reddito.

Tra le tre opzioni viste in precedenza, diciamo che nessuna delle tre è migliore delle altre in assoluto, dipende tutto dal tipo di informazioni che si vogliono ottenere dal conto economico aziendale. Alla fine, un buon commercialista, sarà in grado di suggerire quale delle tre opzioni è la più utile.

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