La BCE stringe ancora la morsa sulle banche greche

Mano a mano che la Grecia si arrampica per cercare di garantirsi un accordo di finanziamento con l’Europa prima di esaurire la liquidità, la Banca centrale europea sta stringendo la morsa sulle banche in difficoltà del paese per limitare l’accesso ai prestiti di emergenza di cui essa ha disperato bisogno.

La Banca centrale europea chiede ora che il valore della garanzia che le banche greche dovranno inviare alla loro banca centrale per garantirsi i prestiti sia ridotto di ben il 50 per cento. Se il governo greco e l’Europa rimarrano ancora in un vicolo cieco su un accordo sulle misure di austerità, i tagli potrebbero aumentare ulteriormente.

La mossa sottolinea la linea dura adottata dalla BCE verso la Grecia che preme per raggiungere un accordo con i suoi creditori. Con il valore della garanzia viene ridotto in modo significativo, per le banche sarà difficile ottenere i soldi di cui hanno bisogno per sopravvivere.

Per più di tre mesi le più grandi banche della Grecia sono state costrette a prendere in prestito denaro a breve termine pagando un maggiore tasso di interesse alla banca centrale in quanto la BCE ha ritenuto troppo rischioso estendere il credito alle banche stesse.

Le banche, a loro volta, devono fornire adeguate garanzie per ottenere questi prestiti. Ma con i depositi in fuga dal sistema bancario e con i prestiti in sofferenza – che si erano invece stabilizzati prima che il governo radicale Syriza salisse al potere all’inizio di quest’anno – è stato difficile per le banche greche sostenere l’indebitamento.

In maniera discutibile le banche greche hanno cominciato a emettere obbligazioni a se stesse e, dopo aver ottenuto una garanzia del governo, hanno utilizzato i titoli a fronte di finanziamenti a breve termine, una pratica che è stata aspramente criticata da Yanis Varoufakis prima di diventare il ministro delle Finanze greco.

Varoufakis si è spesso lamentato che la BCE è “asfissiante” con la Grecia. Allo stesso tempo, Mario Draghi, presidente della banca centrale, ha messo in chiaro che se la Grecia non riuscirà a trovare un accordo con l’Europa potrà decidere di smettere di sostenere le banche greche, cosa che inevitabilmente porterà a controlli sui capitali e ad un eventuale default.

Inoltre, i tagli superano quelli imposti alle banche greche nel giugno 2012, quando i prestiti di emergenza erano saliti a 125 miliardi di euro per le preoccupazioni che la Grecia sarebbe stata costretta a lasciare la zona euro.

Sotto le rigide regole della BCE, dunque, la banca centrale della Grecia si assume la piena responsabilità per il rischio di credito quando emette questi prestiti di emergenza.

Autore: Guglielmi Franco

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