BCE e QE: funzionerà davvero?

La Banca centrale europea dovrebbe seguire l’esempio della Federal Reserve degli Stati Uniti entro questo mese e dare il via ad un nuovo programma di acquisti di obbligazioni destinate a stimolare l’economia della zona euro. I programmi di acquisto di bond, noti come quantitative easing, hanno lo scopo di ridurre gli oneri finanziari per incoraggiare le famiglie e le imprese a prendere denaro in prestito, ad investire e a spendere. Essi hanno inoltre lo scopo di incrementare il valore dei beni come le azioni e favorire una maggiore assunzione di rischi. Inoltre, tendono a spingere verso il basso il valore della moneta di una nazione, cosa che aiuta a incrementare le esportazioni. La componente valutaria è particolarmente importante in Europa, con l’euro caduto a un minimo di nove anni contro il dollaro.

Eppure il quantitative easing ha dovuto affrontare seri ostacoli anche nei luoghi in cui ha segnato dei successi apparenti. Questi ostacoli potrebbero essere ancora più temibili in Europa, dove il prodotto interno lordo rimane al di sotto dei livelli del 2008 e la disoccupazione rimane a due cifre.

La Fed, per esempio, ha accumulato un portafoglio di 1,7 trilioni di titoli garantiti da ipoteca, ma i suoi sforzi per spingere verso il basso i tassi ipotecari non hanno aiutato milioni di americani che sono stati bloccati sia nel rifinanziamento a tassi più bassi che nell’accensione di nuovi mutui perché sono stati gravati da un cattivo credit score o da standard bancari più severi.

I mercati del debito in Europa sono troppo piccoli per poter essere toccati dalla BCE in modo aggressivo. Circa l’80% dei prestiti alle imprese in Europa avviene attraverso le istituzioni finanziarie della regione, piuttosto che attraverso i mercati obbligazionari. Il sistema bancario qui è altamente frammentato lungo i confini nazionali. Ad esempio, le piccole imprese in Germania sono in grado di prendere in prestito ad un interesse del 2,8%, secondo i dati della BCE, contro il 4% della Spagna.

Per ottenere grandi risultati in un programma di acquisto di obbligazioni, la BCE non ha altra scelta che optare per l’acquisto di una vasta gamma di titoli di Stato. Ma gli oneri finanziari in questi mercati sono già bassi, cosa che potrebbe limitare l’efficacia del programma. In breve, mentre il quantitative easing potrebbe aiutare i governi, non è chiaro se esso riuscirà ad arrivare in maniera efficace anche all’economia europea più ampia. Il QE è un bene per i ministeri delle finanze e per le banche nei paesi altamente indebitati, ma non cambierà le prospettive di medio termine per la crescita economica.

Autore: Guglielmi Franco

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