BCE: nulla di fatto e Oro up

Avevate qualche dubbio? Beh, noi no. E’ da mesi che assistiamo a meeting della BCE carichi di aspettative, ma che poi lasciano gli investitori a bocca asciutta. Nessuna variazione sui tassi, tanto meno interventi straordinari quali ad esempio l’acquisto di titoli di stato – congelato – piuttosto che un taglio dei tassi overnight. Nulla di tutto ciò. I tassi resteranno ai minimi storici per un lungo periodo e stante le parole di Mario Draghi non c’è alcuna preoccupazione tale da indurre ad uno stimolo monetario immediato.

L’inflazione

Come avevamo anticipato ieri, il recentissimo rialzo dei prezzi al consumo – stiamo parlando di un decimo di punto percentuale – ha inciso enormemente sulle scelte della BCE. Quel che viene da chiedersi è come sia possibile, nelle proiezioni a medio-lungo raggio, confidare nell’avvicinamento di quell’obbiettivo del 2% tale da giustificare una sostanziale tranquillità. E’ vero, forse la situazione non è minimamente paragonabile a quella Giapponese pre-Abe, ma certo lo 0,8% è ben lungi dal poter essere considerato un valore accettabile. E non si tratta di considerazioni personali, bensì di visione condivisa da autorevoli esponenti dell’economia mondiale. Le parole di Draghi, infine, hanno confermato una rivisitazione al rialzo della crescita dell’Unione, che nel 2016 dovrebbe arrivare a +1,8%. C’è da crederci?

BoE, scelte confermate

In questo caso la scelta di lasciare invariati i tassi d’interesse e il QE ha una sua ragione, visto che la politica monetaria espansiva sta dando i suoi frutti. L’economia britannica corre rapida, pur con tutte le incognite del caso, e non c’è ragione che possa indurre la BoE ad apportare modifiche sostanziali ad una strategia che al momento è quanto mai vitale.

I dati americani

La giornata odierna concluderà una due giorni di estremo interesse e in quale miglior modo se non col rilascio dei dati occupazionali statunitensi? Alle 14 e 30 avremo la variazione dell’occupazione non agricola (NFP) che rispetto alla lettura precedente dovrebbe crescere passando da 113 mila unità a 149 mila. Il dato, se confermato, potrebbe innescare un rinforzo del Dollaro e quei movimenti direzionali ad esso correlati. Per quel che concerne il tasso di disoccupazione, invece, non dovrebbero aversi cambiamenti: si prevede un 6,6%.

 

Segnaliamo anche il rilascio del tasso di disoccupazione canadese, anch’esso atteso invariato al 7%. Altro dato d’interesse, ma stavolta dall’Eurozona e in rilascio alle ore 12, è la produzione industriale mensile tedesca, che dovrebbe crescere. Infine, per chiudere, alle 18 ora italiana parlerà il membro FOMC Dudley.

Oro, il set up di vendita regge

Nonostante l’andamento registrato ieri, che ha condotto ad un apprezzamento del metallo prezioso, il nostro set up di vendita ha retto e lo stop loss non è stato toccato. Le notizie attese nel pomeriggio potrebbero aiutarci a rientrare nei ranghi.

oro

Qualora dovesse apprezzarsi il Dollaro, sull’onda di dati economici positivi, la correlazione negativa potrebbe portare l’Oro ad un deprezzamento e quindi nella direzione da noi voluta. Ovviamente attenzione ai picchi di volatilità, che potrebbero riproporsi anche in giornata.

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