BCE, gli acquisti obbligazionari sono un fattore importante

La Banca Centrale europea ha fatto sapere che espanderà il suo bilancio di circa 1 miliardo di euro. Si tratta di una somma decisamente importante, che ci fornisce un’indicazione di quanto la banca è pronta a fare qualsiasi cosa per alimentare l’inflazione. Tutto questo lo ha rivelato il membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea Christian Noyer proprio ieri, suggerendo inoltre che gli acquisti di debito pubblico potrebbero essere anche un’altra carta da giocare. Noyer ha parlato insieme a Hiroshi Nakaso, vice governatore della Banca del Giappone.

La dichiarazione del Consiglio direttivo della BCE sulla dimensione del bilancio della banca “non è formulata come un fermo impegno, ma come una aspettativa. Tuttavia, è molto significativa”, ha detto Noyer, che è anche a capo della Banca di Francia. Tali dati dovrebbero certamente essere visti come una chiara indicazione che ulteriori azioni politiche, se necessarie, non saranno inibito da qualsiasi restrizione quantitativa globale né da alcun limite che ad esse si voglia tentare di imporre.

Il numero uno della BCE, Mario Draghi, ha efficacemente detto all’inizio di quest’anno che la banca aumenterà il suo bilancio di circa 1 miliardo di euro utilizzando prestiti a basso costo per le banche e degli acquisti di asset del settore privato, al fine di di alimentare l’inflazione e di farla salire, perché effettivamente secondo gli ultimi dati il rischio di una potenziale deflazione c’è nella zona euro ed è anche piuttosto concreto.

Molti economisti e banchieri centrali sono preoccupati che la zona euro potrebbe cadere in una deflazione simile a quella vissuta dal Giappone nel corso degli ultimi anni, per poi rischiare di vedere decenni di bassa crescita economica. L’inflazione è stata molto al di sotto dell’obiettivo della BCE, che è invece del 2%. Noyer ha detto che le indicazioni sulla dimensione del bilancio della BCE possono solo aiutare a portare le aspettative più in linea con la definizione della banca stessa di stabilità dei prezzi. Egli ha anche detto che le preoccupazioni sulla “dominanza fiscale” (dove gli acquisti di obbligazioni sovrane da parte della banca centrale sostengono la solvibilità di un governo centrale) non dovrebbero essere un problema in un contesto di bassa inflazione.

Questo è in linea con i recenti commenti di Draghi, che ha detto che non avrebbe visto un problema se la BCE avesse fatto degli acquisti di debito sovrano. Siamo di fronte ad un momento storico perla nostra zona euro, un momento che bisogna superare.

Autore: Guglielmi Franco

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