Le banche di Grecia sono chiuse, ora si guarda al referendum

Le banche della Grecia rimarranno chiuse oggi nel tentativo di evitare che i clienti possano ritirare o risparmi e provocare il collasso del sistema finanziario già fragile del Paese.

Un assalto alle banche è stato come inevitabile dopo i drammatici eventi del fine settimana, quando Alexis Tsipras, il primo ministro greco, ha lasciato i negoziatori europei scioccati dichiarando vorrei mettere le ultime proposte di salvataggio dietro un referendum.

Fino alla dichiarazione di Tsipras nelle prime ore di Sabato mattina, era stato ampiamente previsto che il governo greco avrebbe accettato i termini dell’offerta europea. Ma Tsipras ha poi deciso di mettere la scelta del piano di salvataggio in mano al popolo.

L’attuale ancora di salvezza finanziaria della Grecia finisce domani, con il referendum invece programmato per domenica prossima. I funzionari della zona euro hanno snobbato la richiesta di Tsipras di un rimando della data di scadenza. Alcuni funzionari europei hanno chiesto un rinnovato impegno da entrambe le parti. Manuel Valls, primo ministro francese, ha detto “Dobbiamo fare tutto in modo che la Grecia rimanga nella zona euro. Ma fare tutto non significa solo rispettare la Grecia e la democrazia, anche rispettare le regole europee. La Grecia ha bisogno di tornare al tavolo dei negoziati.”

La Banca centrale europea ha mantenuto le banche della Grecia a galla con dei finanziamenti di emergenza (che sabato non sono stati aumentati).

Senza un aumento della liquidità di emergenza, che si trova attualmente a poco meno di 90 miliardi di euro, quattro grandi banche della Grecia potrebbero finire presto il denaro contante ed essere costrette a implementare controlli sui capitali. Questo significherebbe un aumento della crisi finanziaria, e la Grecia potrebbe fare un nuovo passo verso il lasciare l’euro.

La crisi bancaria del paese potrebbe assestare un colpo fatale alla stagione turistica di questa estate, con i visitatori che preferiscono rimanere lontani dal pese in mezzo dei timori di non poter essere in grado di accedere al denaro.

L’uomo che ha inventato il termine “Grexit“, l’ economista Ebrahim Rahbari di Citigroup, ha dichiarato: “Ci aspettiamo che il referendum possa portare come risultato un gran numero di “SI”, non ci aspettiamo nessun Grexit quest’anno e un minor rischio di Grexit negli anni successivi.”

Rahbari stesso e la sua squadra l’anno scorso avevano dato le probabilità di una uscita della Grecia dalla moneta unica al 90 per cento.

Due sondaggi pubblicati domenica, intanto, hanno indicato che la maggior parte dei greci vuole restare nella zona euro e fare un accordo con i creditori.

Autore: Guglielmi Franco

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