E se la Gran Bretagna fosse entrata nell’euro?

Il referendum sull’adesione del Regno Unito all’UE è ancora lontano, ma gli attacchi retorici sono già cominciati, chiamando all’attenzione coloro che volevano la Gran Bretagna aderire all’euro, la maggior parte dei quali hanno ritrattato questa volontà o hanno tentato di dimenticarla.

Uno degli argomenti più “caldi” in tema è se la Gran Bretagna se la sarebbe cavata meglio nella crisi all’interno della moneta unica rispetto a quanto sta facendo fuori.

La terribile performance economica della zona euro ha pesato fortemente sulla Gran Bretagna, facendo precipitare le speranze di una ripresa guidata dagli investimenti e dalle esportazioni. Questo è successo perché i leader europei non sono riusciti a perseguire delle politiche migliori, in particolare a causa della loro incapacità di porre fine alla crisi del credito e allentare prima le condizioni monetarie.

La questione importante, quindi, è come il Regno Unito sarebbe cambiato all’interno dellUE. La risposta è: in un modo che avrebbe portato ad una crescita più veloce.

Prendiamo la politica monetaria. La Banca d’Inghilterra sarebbe un peso massimo all’interno l’euro, non solo a causa delle dimensioni della sua economia. Il peso che avrebbe la BoE sulle questioni monetarie e la sua sensibilità verso i mercati finanziari, affinata da secoli di esperienza nel centro della City di Londra e ora anche a Canary Wharf.

La BoE ha compreso la necessità di una politica straordinariamente aggressiva molto meglio rispetto alla BCE. Nell’ottobre 2008, la BCE ha alzato i tassi, mentre la BoE ha intrapreso un taglio di quattro punti percentuali in sei mesi. Li ha mantenuti allo 0,5 per cento dal marzo 2009, mese in cui ha lanciato un programma di acquisto di asset che valeva un quinto del reddito nazionale annuo.

Al contrario, la BCE ha aumentato i tassi due volte nel 2011, il che ha contribuito a portare la zona euro in recessione con forti ricadute anche sulla crescita del Regno Unito. E ci sono voluti sei anni per Francoforte per seguire l’esempio di altre banche in merito al QE.

Non possiamo sapere quanto successo ci sarebbe stato, ma è chiaro che la politica monetaria della zona euro si sarebbe volta in una direzione più favorevole alla crescita, con una maggiore sicurezza nei mercati finanziari.

Anche in ambito fiscale l’adesione all’euro da parte degli UK avrebbe inclinato la politica in una direzione di crescita. E l’influenza poteva essere sostanziale: ricordiamo il “veto” del primo ministro David Cameron sulla contrazione del fiscal compact.

Forse, oggi, ci saremmo trovati in un’altra situazione.

Triangoli

I triangoli sono molto comuni, delle formazioni grafiche facili da trovare. Si tratta sostanzialmente di indicazioni che ci mettono di fronte ad possibile consolidamento del mercato, mentre è difficile avere un’inversione di tendenza dopo una figura del genere, anche se a volte può capitare.

Esso si verifica quando la curva dei prezzi varia tra movimenti ascendenti o discendenti, con delle oscillazioni in diminuzione (tranne nel triangolo rovesciato, in cui le oscillazioni sono in aumento). Queste oscillazioni consentono di disegnare una linea di supporto e una linea di resistenza che si vanno ad unire, formando la punta di un triangolo, che dà appunto il nome alla figura.

I triangoli sono ottenuti collegando la linea di massima tendenza al ribasso e la linea di uptrend, che invece unisce i minimi crescenti. Dei segnali di acquisto o di vendita vengono rilevati quando questo equilibrio è rotto e il prezzo sfugge bruscamente verso l’alto o verso il basso del rettangolo.

L’inaffidabilità di questa figura se presa da sola ci porta per la maggior parte delle volte ad aspettare che il prezzo prenda una posizione più chiara, cioè la rottura del supporto o della resistenza nel caso in cui venga rotta. Come di consueto nelle figure grafiche, si ha un segnale di acquisto o di vendita quando i prezzi vanno oltre un certo prezzo di oltre il tre per cento.

Il volume di trading deve scendere lungo la formazione triangolare, se poi la rottura è superiore ed esso va ad aumentare al momento della rottura, il che conferma il segnale di acquisto. Viceversa, se la rottura avviene al ribasso, non è necessario avere un aumento del volume per confermare il segnale di vendita.

Il significato di questa figura è che ci sono tanti venditori che hanno fretta di vendere le loro operazioni perché pensano che il mercato sia in una fase di imminente cambio di trend, rialzista o ribassista. D’altra parte, gli acquirenti non sono d’accordo e pensano di poter ancora salire. La distanza tra acquirenti e venditori è sempre più stretta col passare del tempo. E’ proprio il momento vitale per decidere in che direzione il mercato andrà in futuro.

Il volume nella formazione dei triangoli tende a diminuire quando essi si verifica, e aumenta notevolmente quando il prezzo è riuscito a rompere il triangolo stesso.

Si tratta, alla fine, di una formazione grafica interessante da seguire, che se combinata con altri indicatori può dar adito a buoni movimenti.

La zona euro cresce velocemente, i dati Markit

L’economia della zona euro è di fronte al suo stato di forma più forte in quattro anni, nonostante i continui timori di una risoluzione disordinata alla crisi del debito greco.

Le aziende di tutto il blocco della moneta unica hanno riferito una maggiore crescita delle assunzioni nel mese di giugno, secondo la società di servizi finanziari Markit.

Il Purchasing Managers Index di Markit (PMI) – un indicatore strettamente sorvegliato che mette in evidenza la salute economica della zona euro – è aumentato di mezzo punto, arrivando a 54,1 nel mese di giugno.

Qualsiasi numero superiore a 50 indica che l’eurozona è in crescita, e sorprendentemente la forte lettura di giugno indica che l’economia della regione può essere in fase di slancio. Gli analisti si aspettavano che il PMI avesse fatto registrare, infatti, un decremento questo mese.

Chris Williamson, capo economista di Markit, ha dichiarato: “Nonostante la nube della crisi del debito greco sopra la regione, la zona euro ha registrato una crescita economica accelerata al massimo da quattro anni.”
Teunis Brosens, di ING Bank, ha detto che l’indagine ha mostrato come se la zona euro fosse “immune dalle paure di un Grexit “. Ai livelli registrati da Markit nel secondo trimestre, la zona euro sembra essere sulla buona strada per crescere di 0.4% nel periodo, anche perché la periferia del blocco ha iniziato a guadagnare forza.

La ripresa nel secondo trimestre mette la zona euro sulla buona strada per crescere, inoltre, del 2% in tutto l’anno, anche se gran parte del corso del 2015 dipende dal risultato dei negoziati del debito greco.

L’incertezza generata dalla recente escalation della crisi sembra aver preso forza, ma l’occupazione rispetto al secondo trimestre nel suo complesso ha dimostrato la più grande crescita da quattro anni”.

Sempre più spesso i colloqui del debito greco e le voci di una possibile Grexit sono citati come fonte di incertezza da parte delle imprese. Da questo punto di vista, un accordo tra la Grecia e i suoi creditori questa settimana può essere una cosa fondamentale. Mentre l’economia tedesca sta ancora facendo bene, ciò che veramente spicca è l’imponente recupero dell’economia francese.

Al di fuori della Francia e della Germania, l’indagine di giugno ha fatto segnare il miglior trimestre da otto anni e il terzo miglior trimestre del 2007 a questa parte in termini di crescita della produzione e di creazione di posti di lavoro.

Dei dati positivi che fanno ben sperare.

Perché bisognerebbe apprendere il forex

Quando si parla di Forex a molte persone si “accappona” la pelle. In realtà questo mercato è efficiente ed efficace, nel senso che è eccellente per poter guadagnare e per difendersi da eventuali movimenti sbagliati in una valuta. Perché bisognerebbe apprendere il forex? Quali sono le cose che occorre sapere? Che vantaggi dà?

Per prima cosa diciamo che il trading è adatto a tutti. E’ possibile farlo da casa con un computer ed una connessione ad internet, indipendentemente dal fatto se si fa o meno un altro lavoro. Per hobby o per migliorare la propria situazione finanziaria, gli investimenti nel forex sono importantissimi.

Il forex è un settore di investimento molto flessibile, nel senso che non ha impatto sulla propria vita lavorativa o familiare. Essendo un mercato aperto 24 ore su 24 dal lunedì al venerdì, è possibile “tradare” quando meglio si riesce, senza doversi preoccupare di sacrificare del tempo prezioso con il partner, con i figli o con i genitori.

Il rischio, inoltre, è tenuto sotto controllo (se si sa come farlo). Questo significa che si può investire una piccola parte del proprio capitale e limitare il rischio di perdite solo ad esso. Ci sono delle tecniche e degli strumenti “ad hoc” da poter usare per limitare al massimo i rischi legati al forex, come gli stop loss e i take profit. Entrambi sono noti anche come strumenti di money management (gestione del denaro) e permettono di guadagnare in maniera più sicura e veloce, senza correre grandi rischi.

Il mercato delle valute, inoltre, è importante per poter guadagnare denaro anche se il mercato scende. In questo caso è importante sapere che il mercato valutario permette di aprire posizioni sia in salita che in discesa (rispettivamente, si dice long e short). Nel primo caso si “scommette” che il valore di una data coppia di valute salga, nel secondo che scenda.

Un investimento in sé stessi. Imparare a fare forex è un investimento per sé stessi. Il discorso è semplice: il forex è basato sulle valute, sul denaro, e il denaro c’è sempre stato e sempre ci sarà. Quello che cambia è la valuta (euro o valute nazionali, ad esempio), oppure il movimento del mercato stesso, ma, con un fatturato di oltre 4.000 miliardi di dollari al giorno, il mercato del Forex è assolutamente sufficiente per poter investire con successo e guadagnare una rendita costante, per sé e per la propria famiglia. Con l’obiettivo di lasciare il lavoro.

Il dollaro sale sugli ottimismi greci, forte anche la sterlina

Il dollaro ha guadagnato nei confronti dello yen e dell’euro durante la sessione asiatica di oggi, con il sentimento che migliora dopo i recenti segni di progresso nei colloqui di salvataggio della Grecia e dopo dei dati economici ottimistici.

L’effetto complessivo dell’ottimismo rinnovato ha portato l’euro a perdere terreno nei confronti del dollaro, scendendo a 1,1265 dollari da 1,1341. Inoltre, la valuta unica è scesa rispetto allo yen a 139.46 da 139.86.

Il WSJ Dollar Index, una misura del dollaro contro un paniere di altre valute, è salito dello 0,41% arrivando a 86,20.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, era convinto che ieri ci sarebbero stati dei passi in avanti e che il programma di salvataggio del paese sarebbe stato finalizzato questa settimana, in seguito alla presentazione di una proposta da parte della Grecia, con cui il paese ha offerto nuove concessioni.

Il biglietto verde si estende durante la notte continuando lo slancio generato dalla notizia greca, insieme ai dati ottimistici degli Stati Uniti. Questi fattori combinati hanno scatenato il più grande rendimento “daily” del biglietto verde.

Il miglioramento del sentiment è stato dimostrato anche da un aumento del Nikkei Stock Average, salito dell’1,9% nella sessione pomeridiana.

Gli investitori ora spostano gli occhi sui dati economici, con gli ordini di beni durevoli di maggio che dovrebbero plasmare il loro parere sulla probabile tempistica di una decisione della Federal Reserve per quanto riguarda l’alzare i tassi a breve termine.

Eppure, mentre il dollaro dovrebbe salire più che scendere, le plusvalenze saranno probabilmente limitate nel breve periodo. Il valore di 125 contro lo yen è ora “lontano” ed è difficile continuare a comprare dove siamo. Tra le altre cose da tenere in considerazione vediamo anche il discorso di Kuroda, governatore della BOJ, che ha portato il dollaro a scivolare contro lo yen a 124.60 (ha detto che lo yen solo in maniera improbabile continuerà ad indebolirsi).

Il dollaro rimane rangebound contro lo yen ed è tenendo questo in mente che bisogna poter operare.

La situazione rimane favorevole per la sterlina, che ha guadagnato terreno sia contro l’euro che contro la divisa americana. Siamo tuttavia di fronte ad una situazione in cui la valuta britannica sta diventando troppo forte e potrebbe far male alle imprese inglesi che esportano i loro beni/servizi. Per questo motivo potrebbe essere necessario considerare un intervento da parte del governo o della Boe per svalutare il valore della valuta (senza però incappare in una “guerra”).

Passi avanti nei colloqui greci, forse siamo vicini ad una soluzione

I leader della zona euro in generale hanno accolto con favore le nuove proposte greche per le riforme, coltivando così le speranze che un accordo possa essere raggiunto a pochi giorni dalla necessità della Grecia di pagare 1,5 miliardi di euro al FMI.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che l’ultima offerta della Grecia ha costituito “alcuni progressi”. C’è ancora da fare e “il tempo è breve”. Anche se nessun accordo è stato ancora realizzato, gli ostacoli principali sembrano essere stati cancellati.

Tra le novità della nuova proposta Tsipras, vediamo

  • nuove tasse sui ricchi
  • incrementi selettivi dell’IVA
  • risparmio dalle pensioni legate al contenimento del prepensionamento e all’aumento dei contributi
  • ulteriori riduzioni dei salari e delle pensioni pubbliche, le famose “linee rosse” per il governo di Syriza

Solo una volta raggiunto l’accordo con i creditori si concluderà lo sblocco di 7,2 miliardi di euro della nuova tranche di fondi di salvataggio.

La mossa è stata accolta con cauto ottimismo da parte dei leader delle 18 altre nazioni della zona euro, che si sono riuniti per un vertice di emergenza a Bruxelles. Donald Tusk e Jean-Claude Juncker hanno detto che ci sono speranze per un accordo.

Dopo i colloqui conclusi nella serata di ieri, la Merkel ha detto che tutti volevano che la Grecia rimanesse nella zona euro, “me compresa”.

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha incontrato personalmente anche i numeri uno dei tre creditori internazionali della Grecia – il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea e la Banca centrale europea (BCE) – a Bruxelles.

Con pochissimo tempo rimasto prima di un default di fatto – e, più spaventosamente, forse, di un sistema bancario greco sull’orlo del collasso completo perché i risparmiatori hanno perso tutta la fiducia che avevano verso lo stato – Tsipras ha messo a punto un piano che gli altri leader dell’Eurozona vedono, finalmente, come base per un accordo.

Anche il presidente francese Francois Hollande ha detto che i creditori si stanno “muovendo verso un accordo”. Egli ha aggiunto detto c’è “ancora qualcosa da fare” per una definitiva, e ora i ministri delle finanze della zona euro si incontrano di nuovo domani, sperando di trovare finalmente la soluzione definitiva.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha detto “sono convinto che arriveremo all’accordo finale nel corso di questa settimana”. Per contro, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble è stato più negativo, dicendo che non ha visto nulla di nuovo da Atene.

Leggero pessimismo anche in Grecia, con il presidente del parlamento e deputato di Syriza Alexis Mitropoulos che ha detto che i legislatori avrebbero trovato difficile far passare l’ultimo pacchetto di riforme.

Soluzioni per guadagnare nel forex

Il mercato del Forex è aperto 24 ore al giorno per 5 giorni a settimana, si tratta del mercato finanziario globale più liquido e importante del modo, con oltre 4 trilioni di dollari scambiati ogni giorno. Con una leva molto alta (fino a 400 volte) e la forte possibilità di notevoli guadagni in breve tempo, il forex è scelto da tantissimi trader per investire, ma non bisogna dimenticare che anche il rischio di perdita è massimo.

Non c’è nessun segreto da poter mettere in pratica, la maggior parte degli investitori deve lavorare ogni giorno per poter avere successo in questo mercato.

Il mercato del forex è un gioco a somma zero, il che significa che, a prescindere dai guadagni di un commerciante, molti altri perdono denaro. Secondo il “The Wall Street Journal”, solo il 5% dei commercianti è redditizio, questo significa che il rimanente 95% perde.

Per dirla semplicemente, quando un commerciante vince, altri 9 perdono. Quando abbiamo capito questo, abbiamo capito anche che è difficile essere un trader di successo. Per poter guadagnare occorre avere un vantaggio competitivo rispetto ad altri.

Tale vantaggio può essere messo in pratica in due modi: un robot di trading o l’investimento manuale.

Il 99,99% dei robot di trading che si trovano in vendita in internet non funzionano. Non sprecate soldi e tempo. Perché non funzionano? Un robot non funziona, almeno non nel lungo periodo, semplicemente perché il mercato è in continua evoluzione, e un robot è stato programmato, testato e ottimizzato per sostenere un certo periodo. Per avere successo con un robot occorre necessariamente ottimizzare il suo comportamento nel corso dei mesi.

La soluzione migliore è dunque il trading manuale, che da lungo tempo ha successo per tanti trader. Certamente questa tipologia di trading ha i suoi vantaggi, soprattutto è in grado di adattarsi alle condizioni di mercato, ma d’altro canto presenta anche molti svantaggi.

Oltre al fatto che richiede molta presenza al computer, porta anche ad una notevole dose di stress.

Il trading manuale è un’arte, e come in tutta l’arte ci sono dei virtuosi e altri che non lo sono. Non tutti hanno le qualità necessarie per essere commercianti, ma soprattutto non ci improvvisa commercianti in 5 minuti. Ci vogliono anni di esperienza per diventare un trader di successo, e il 99% dei commercianti manuali che iniziano con nessuna esperienza nel Forex perdono la loro scommessa.

Per essere dalla parte giusta della “barricata” è necessario approcciare al forex in maniera calma, un giorno alla volta, senza grandi pretese sin da subito. L’uso di una corretta strategia e soprattutto il saperla mettere in pratica è una cosa importantissima.

Perché è importante creare un proprio sistema di trading e come fare

Vediamo un semplice sistema di forex trading intraday progettato per grafici a 1 ora che permette di avere dei vantaggi interessanti se usato in combinazione con grafici a 15 minuti. È necessario essere ovviamente consapevoli che il forex comporta dei rischi, in ogni caso, e che è fondamentale poter gestire il rischio che si corre per salvare il denaro che si investe. E’ importante ricordare che un controllo del rischio eccellente può trasformare un sistema di negoziazione cattivo in uno buono, ma uno scarso controllo del rischio può rovinare il miglior sistema di trading.

La creazione di un valido sistema di trading richiede alcuni concetti basilari, tra i quali il più importante è quello di non utilizzare mai sistemi ad aspettativa negativa, dato che sono perdenti per definizione.

Il sistema commerciale che proponiamo è positivo, nel senso che se correttamente applicato permette di guadagnare concretamente. Esso si basa sull’utilizzo di due medie mobili esponenziali, una EMA a 5 periodi (EMA5) e una a 10 periodi (EMA10). Inoltre c’è bisogno della RSI a 10 periodi. Mentre l’uso classico del RSI è quello di indicare uno stato di ipercomprato (RSI> 80) o ipervenduto (RSI <20), qui lo usiamo solo per il livello medio di 50 (l’RSI si muove su una scala da 0 a 100 ).

Prima di entrare in una posizione lunga, l’RSI deve attraversare il livello di 50 dal basso verso l’alto e confermare la traversata verso l’alto delle due medie mobili.

Al contrario, per entrare nel mercato in una posizione short, il sistema deve muoversi esattamente al contrario. Cioè, l’RSI deve attraversare il livello 50 dall’alto verso il basso e confermare un attraversamento ribassista delle medie mobili esponenziali. Questa posizione sarà annullata quando l’RSI supera ancora una volta il livello di 50 dal basso verso l’alto.

Possiamo aggiungere che in ogni sistema di trading la cosa più importante è il prezzo, ovvero qualsiasi oscillatore, indicatore, media, ecc che permette di capire in che maniera esso si muove. C’è da dire che questi strumenti sono un modo di rappresentare ciò che il prezzo sta facendo, ecco perché è così importante operare in base all’azione dei prezzi e basare il nostro sistema su di esso.

Ogni sistema di trading dovrebbe basarsi sui prezzi in ogni momento, in maniera che essi siano lo strumento usato per capire se il trend sta crescendo o sta decrescendo e, dunque, agire di conseguenza per investire.

Grecia, è oggi il giorno decisivo

Le azioni globali e le obbligazioni della zona euro sono aumentate sul finire della settimana scorsa dopo un aumento legate alla speranza di trovare presto un accordo tra la Grecia e i suoi creditori internazionali per evitare un default. Le azioni tedesche sono salite fino al 3,5 per cento, il rendimento dei titoli spagnoli e italiani a 10 anni è sceso fino a 14 punti base, le azioni degli Stati Uniti hanno aperto in salita dello 0,7 per cento.

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha incontrato i capi della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale oggi in vista di un vertice di emergenza dei leader della zona euro rivolto a raggiungere un accordo sui colloqui del debito.

Il capo di stato maggiore alla Commissione europea, il presidente Jean-Claude Juncker, ha detto che le ultime proposte dalla Grecia sono una “buona base per il progresso” mentre il commissario economico dell’UE Pierre Moscovici ha detto che sarà raggiunto un accordo.

In Spagna, il ministro delle finanze Luis de Guindos ha detto che un accordo non sarà possibile oggi, tuttavia, questo significa che si può trovare una unione di intenti entro giovedì. Le probabilità sembrano cambiare a favore di un compromesso.

Molti investitori sono ancora cauti perché si pensa che saranno necessarie delle proposte migliori in termini di tagli alla spesa e di aumenti delle tasse supplementari. Atene è a corto di soldi per rimborsare un prestito del FMI di 1,6 miliardi di euro previsto per la fine del mese. C’è una speculazione diffusa che, se nessun accordo fosse raggiunto oggi, la Grecia avrebbe bisogno di imporre controlli ai capitali già domani per evitare una crisi bancaria dato che i risparmiatori continuano a ritirare fondi dalle banche.

La BCE giovedì ha aumentato il massimale di liquidità d’emergenza delle banche greche per la terza volta in sei giorni. Il governatore della Banca di Grecia Yannis Stournaras ha detto ai banchieri di prepararsi per una “giornata difficile” domani se non si dovesse trovare nessun accordo. Il mercato si sta preparando ad un raduno di rilievo indipendentemente dalle buone o dalle cattive notizie dalla Grecia. In entrambi i casi, le nuvole di incertezza dovrebbero dissiparsi, sia in bene che in male. L’euro è salito fino a mezzo punto percentuale nella sessione di oggi, per poi ridiscendere di nuovo al valore minimo del giorno a 1,1355 dollari. Sarà una lunga giornata per Atene e per l’euro.

Cosa accadrà all’euro in caso di uscita della Grecia? Ecco le novità

La crescente possibilità di un’uscita della Grecia dal blocco della moneta unica potrebbe far alzare il valore delle valute rifugio sicuro come il dollaro statunitense e la sterlina britannica, mentre altre valute asiatiche emergenti potrebbero perdere valore.

Se la Grecia non ha intenzione di rispettare le misure di austerità messe in atto, entro breve vedremo se il paese potrà rimanere in zona euro o meno.

Ci sono già paesi che stanno mettendo in atto dei piani di emergenza per pararsi dal rischio di fallimento ellenico. Stiamo navigando in acque turbolente, con il rischio di una tempesta che si avvicina al nostro continente.

Gli economisti e gli operatori ritengono che l’euro crollerà nel caso di uscita della Grecia, anche perché c’è chi dice che questa uscita potrebbe portare a rischio anche altri paesi, tra cui Italia e Spagna.

L’euro come moneta potrebbe cadere molto acutamente semplicemente a causa del danno economico e finanziario a breve termine che una rottura può causare.

Le valute rifugio sicuro, come il dollaro, guadagneranno di valore. Secondo alcuni l’euro cadrà nei confronti del dollaro. Altre valute, come la sterlina potrebbero guadagnare valore (forse, considerando che la divisa inglese è legata all’euro in quanto l’Europa è il principale sbocco per le esportazioni britanniche).

Su tutta la linea, ci si potrebbero aspettare dei cali molto significativi nei paesi delle valute asiatiche emergenti.

Un approfondimento è da fare relativamente all’euro, tuttavia. Abbiamo detto prima che molto probabilmente la nostra valuta scenderà contro le altre, addirittura un’uscita della Grecia dall’UE potrebbe portare l’euro sotto la parità contro il dollaro americano (anche se, ad oggi, c’è anche chi dice che non sarà così).

Quello che è certo è che dobbiamo agire con calma e con precisione, non possiamo farci travolgere dal mercato.

Sicuramente ci aspettano dei momenti ad alta volatilità, con l’euro che potrebbe “ballare” molto contro le altre valute, in maniera particolare contro il già citato dollaro USA, ma anche contro lo yen, la sterlina e le principali valute “commodities”, ovvero dollaro neozelandese e dollaro australiano.

Per poter fare forex nei prossimi giorni bisognerà necessariamente agire con stop loss molto stretti per evitare di perdere denaro qualora ci sia un movimento improvviso contro la previsione fatta.

Operando in questa maniera sarà possibile riuscire ad investire in sicurezza e indubbiamente a proteggere i nostri capitali, cosa che è la prima da fare per poter investire con successo e a lungo periodo.

Lunedì nuovo vertice per parlare della Grecia, Tsipras è positivo

Il primo ministro greco Alexis Tsipras oggi ha espresso ottimismo sulla riunione di emergenza chiamata per la prossima settimana per cercare di raggiungere un accordo di salvataggio, anche se altri leader sono apparsi sempre più preparati per un’uscita dolorosa di Atene dalla zona euro e sono pronti ad affrontare nuova crisi economica.

La Germania ha avvertito che saranno prese delle decisioni politiche al vertice organizzato in tutta fretta per lunedì, tranne se il governo greco presenta delle riforme che saranno approvate dai creditori internazionali.

Dopo cinque mesi di negoziati, a volte aspri, l’incontro segna una delle ultime possibilità di raggiungere un accordo. I ministri delle Finanze ieri non sono riusciti ancora una volta a conciliare le differenze tra Atene e i suoi creditori.

La Grecia deve pagare molti soldi al FMI il prossimo 30 giugno. I creditori e il Fondo monetario internazionale vogliono che la Grecia implementi altri tagli al bilancio, per lo più attraverso le pensioni, che dicono sono necessari per ripristinare la salute finanziaria a lungo termine del paese.

Tsipras ha descritto la decisione di tenere la riunione come positiva. “Ci sarà una soluzione basata sul rispetto delle norme dell’Unione europea e della democrazia che permetterà alla Grecia di tornare alla crescita all’interno dell’euro“.

I ministri delle finanze della zona euro terranno un altro round di colloqui lunedì pomeriggio e i progressi dipendono anche dal fatto se la Grecia sarà in grado di presentare un nuovo piano di tagli di bilancio.

Se l’accordo non dovesse essere presentato, il vertice diventerà probabilmente una consultazione finale e non sarà presa alcuna decisione. Il governo tedesco dice anche che “non è troppo tardi” per un accordo e si augura che sia ancora possibile.

I leader politici si stanno ora apertamente preparando ad un’uscita della Grecia, con il Fondo monetario internazionale che dice che le conseguenze sono gestibili per l’area della moneta unica nel suo complesso.

I risparmiatori sono invece preparati al peggio. I flussi di capitale in uscita si stanno avvicinando a circa 1 miliardo di € al giorno in Grecia, sollevando timori che le banche potrebbero essere a corto di liquidità già questo fine settimana.

Il consiglio direttivo della BCE terrà una conference call oggi per considerare la richiesta della Banca Centrale greca di avere dei prestiti di emergenza per tamponare i deflussi di ulteriori depositi.

In un’intervista al quotidiano austriaco Kurier, Tsipras ha cercato di fare pressione sui creditori per trovare un accordo, avvertendo che un’uscita del suo paese sarebbe l’inizio della fine dell’unione monetaria.

La sterlina sale contro euro e dollaro

Il tasso di cambio tra la sterlina e l’euro (GBP / EUR) si avvicina al valore di 1.40 mano a mano che si parla di Grexit, mentre GBP/USD si trova ora a 1,59. Dopo l’annuncio del Federal Open Market Committee (FOMC) sul tasso di interesse, la sterlina è salita a 1,59 in vista della pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito. Se esse dovessero salire, invece di mostrare il declino previsto dagli economisti, la sterlina potrebbe spingere ancora più in alto nelle ore a venire.

Dei dati impressionanti sui salari nel Regno Unito hanno visto la sterlina contro l’Euro salire a 1.40.

I redditi medi sono saliti ad un massimo da quattro anni al 2,7%, invece del 2,1% previsto. Il tasso di cambio GBP / USD ora si trova sopra 1,57 e la sterlina è salita di oltre l’1% sia contro il dollaro australiano che contro quello neozelandese.

Negli ultimi mesi i lavoratori del Regno Unito hanno beneficiato di una ripresa economica abbastanza simulata, nel senso che per avere una vera e propria ripresa sostenuta bisognerà avere una maggiore produttività.

I verbali della BoE hanno aiutato la sterlina contro le altre valute anche perché da essi si è dedotto che le turbolenze dell’economia del Regno Unito si stanno attenuando.

Nel frattempo, gli ultimi sviluppi dei negoziati greci hanno pesato sulla moneta unica. Mentre il primo ministro greco Alexis Tsipras dice che il paese è asfissiato dai creditori, la Banca centrale greca ha commentato la situazione per la prima volta dichiarando che “se non si raggiungesse accordo saremmo di fronte all’inizio di un percorso molto doloroso che porterebbe al default greco, all’uscita della Grecia dalla zona euro e anche dall’Unione europea. Trovare un accordo con i creditori è imperativo e non possiamo permetterci di ignorare la cosa”.

Come affermato da Bloomberg “una ripresa della crescita di posti di lavoro come detto dai funzionari della Fed sta dando ragione nel guardare oltre un rallentamento economico del primo trimestre. Allo stesso tempo, l’inflazione rimane sotto l’obiettivo e i banchieri centrali dicono che i tempi di un aumento dei tassi dipendono da come i dati economici si dispiegheranno in futuro”.

Ci attendiamo un movimento futuro ancora debole per la nostra valuta contro le altre, sia sterlina che dollaro, soprattutto se un accordo con la Grecia non dovesse essere trovato affatto.

Ovviamente ci auguriamo che le due parti possano riuscire a trovare un accordo che permetta di sbloccare la situazione.

Il Grexit potrebbe essere il suicidio dell’Europa?

La Grecia presto presto entrare in un lungo tunnel buio con solo il più debole barlume di luce alla fine. Se non dovesse pagare il FMI alla fine di questo mese il paese potrebbe essere tagliato fuori dai mercati, cosa che costringerebbe Atene a stampare una nuova moneta.

Al di fuori dell’euro, la Grecia potrebbe trovarsi senza i mezzi per pagare le importazioni di base come carburante e medicine. Se il valore della nuova Dracma dovesse scendere, la cosa potrebbe rappresentare un forte richiamo per i turisti: qui sta quel barlume di luce.

La difficoltà, però, è quella di far valere questo nuovo vantaggio competitivo, per il quale è fondamentale far funzionare bene l’economia e aumentare l’efficienza dell’industria. Se la Grecia non riuscisse a fare queste cose, una svalutazione di rilievo potrebbe presto cedere il passo al panico.

Almeno la Grecia capisce che si sta avvicinando il momento del destino. Gli europei, altrove, non possono realizzare che sono appollaiati su un baratro inquietante. Alcuni dicono che, a differenza del 2011, un’uscita della Grecia potrebbe essere gestita. Oggi l’Eurozona è in crescita, non in calo. Ci sono anche segnali che uno o due dei paesi periferici cominciano a volare. I creditori della Grecia sono oggi istituzioni essenzialmente pubbliche e non vi è più lo stesso rischio di contagio nei mercati privati.

Ma non bisogna capire male la situazione, perché ci sarebbe il panico e non sarebbe del tutto irrazionale. Un default greco porterebbe alcuni dei costi del paese altrove, rendendo le prossime crisi un po’ più difficili da gestire, ma il vero danno verrebbe dalle conclusioni che il mondo potrebbe trarre se dopo 5 anni di colloqui e centinaia di miliardi di euro spesi, tutto finirebbe in una bolla.

Coloro che avevano sempre avvertito che una politica monetaria unica non avrebbe mai potuto essere conciliata con un’autorità fiscale fratturata avrebbero la loro vendetta. Le fondamenta instabili dell’euro sarebbero esposte. Forse non oggi, forse non domani, ma ben presto ci sarà un’altra crisi che potrebbe scuotere i mercati.

Inoltre, la Grecia darebbe la colpa dell’Europa, l’Europa alla Grecia. Non vi è alcuna disposizione di legge che vieta ad uno stato dell’Unione europea di lasciare l’euro, ecco il motivo per cui la lettura della situazione è allarmistica.

Sotto le parole di rabbia, c’è un piccolo movimento. I creditori chiedono un po’ meno rigore sul surplus fiscale, ma secondo alcuni calcoli la medicina che il FMI cerca di far ingoiare al paese europeo potrebbe ritardare la crescita al punto in cui il rapporto debito / PIL salirebbe da circa il 180% al 200%.

Per evitare questo, la prima grande mossa deve venire dai creditori, che devono rendersi conto della realtà, ovvero che i debiti greci non sono e non possono essere rimborsati.

Pips e lotti, tutto quello che c’è da sapere

Anche se le quote del mercato dei cambi hanno molte caratteristiche in comune con altre opzioni di investimento, esse si differenziano molto per quanto riguarda la meccanica utilizzata per le operazioni. Due degli aspetti più particolari riguardano pips e lotti. Capire cosa significano questi termini e come utilizzarli correttamente permetterà di massimizzare i profitti nel mercato valutario.

Pips e Lotti sono due termini che probabilmente la maggior parte dei nuovi investitori non comprendono pienamente. Semplicemente, entrambi i termini sono usati come unità di misura per operare nel forex e aiutano a definire che tipo di benefici ci si aspettano dall’investimento fatto.

Un pip è la misura più piccola del movimento nel valore di una moneta e determina il profitto di una determinata operazione. Il valore del pip può variare, quindi è sempre una buona idea capire come esso viene definito dal broker che si utilizza per operare.

La maggior parte dei più grandi broker offre delle quotazioni con “pip pieno”, anche se alcuni potrebbero offrire dei pips frazionati. Questi pips rappresentano un ancor più piccolo aumento o diminuzione del valore di una moneta. Ad esempio, se si sta operando sulla coppia di valute USD / JPY (dollaro / yen), ogni movimento di pip equivale a 1 centesimo di valore. Altre coppie di valute, come GBP / USD (Euro / Dollari) utilizzano un valore di 0,0001 per definire il pip e il movimento del valore monetario dovrà essere aumentato per generare un vantaggio equiparabile.

Per i nuovi operatori è più facile calcolare il successo delle proprie strategie di trading basandosi sui guadagni in pips. Questo permette di avere una chiara indicazione di come operare al meglio prendendo in considerazione un dato unico e comparabile.

Un lotto, invece, è definito come il più piccolo gruppo di valore per una coppia di valute. Questo valore varia con la coppia di valute con cui si sta operando e con il broker che si sta utilizzando. Per esempio, molti broker impostano il valore minimo di un’operazione a 100.000 dollari (1 lotto). Ciò significa che in qualsiasi momento si voglia operare con questa valuta, l’investimento più basso che si può fare è 100.000 dollari.

Negli ultimi anni, i broker hanno stabilito dei lotti più flessibili per gli operatori più piccoli riducendo i requisiti minimi necessari. Si parla così di Mini lotti e di Micro lotti, strumento che permettono di investire con un importo iniziale più basso e con meno capitale di un lotto normale.

L’Inghilterra si prepara ad una Grexit, ecco cosa si dice sul futuro greco

Una portavoce di David Cameron ha detto che al numero 10 stanno intensificando i piani per una possibile uscita della Grecia dalla zona euro. Il potenziale di contagio ha indotto il governo britannico a focalizzare l’attenzione sulle conseguenze di una uscita della Grecia dalla zona euro.

Un portavoce del governo ha detto: “ci si può aspettare di avere i piani giusti al posto giusto entro la fine del mese”.

Intanto continua la guerra di parole tra il primo ministro Alexis Tsipras e il Fondo monetario internazionale (FMI), accusato di essere un “criminale” per la decisione di avviare l’austerità in Grecia, e definendo gli altri due creditori, la Banca centrale europea (BCE) e l’Unione Europea (UE), come attori che stanno cercare di ‘umiliare’ il popolo greco.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha detto che era stato con Tsipras relativamente all’aumento delle tasse, in maniera particolare sui prodotti farmaceutici.

Jeroen Dijsselbloem, il presidente dell’Eurogruppo, ha detto su Twitter che vorrebbe proporre che le elezioni per il successore di Tsipras (di cui si era parlato qualche giorno fa) debbano essere posticipate fino a luglio, così da dare a tutti la possibilità di concentrarsi sulla Grecia, che richiede tutta l’attenzione possibile.

Il consiglio direttivo della BCE si riunirà a Francoforte più tardi per discutere ulteriormente sulla liquidità di ultima istanza (ELA) verso le banche della Grecia. L’ELA, dalla stessa definizione della BCE, può essere fornita solo “ad un istituto finanziario solvente, o a un gruppo di istituzioni finanziarie solventi, che stanno affrontando problemi di liquidità temporanei”.

Tuttavia, dal momento che le banche greche sono in sostanza gli unici acquirenti dei Buoni del Tesoro del governo greco – la fonte cruciale giornaliera di finanziamento per il governo greco – e che il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, ha dichiarato che lo Stato greco è in “bancarotta” è che quindi è difficile sostenere se le banche siano solvibili, la ELA potrebbe non essere la soluzione giusta.

Intanto il paese ha fino al 30 giugno per mettere da parte 1,6 miliardi di euro per il rimborso del debito verso il FMI.

Gli investitori non sono ottimisti, i titoli di National Bank of Greece sono crollati del 11% ieri. Inoltre anche gli alti politici tedeschi hanno cominciato apertamente a discutere le implicazioni di un’uscita della Grecia dalla moneta unica.

Siamo di fronte ad una strada ancora non percorsa, come ha detto Draghi, e non sappiamo dove potrà portare.

Come non cadere nell’atteggiamento sbagliato

Dall’esperienza personale come trader si noterà che non si può fare a meno (purtroppo) di fare errori. Uno dei più gravi, che bisognerebbe cercare di risolvere come primo se si vuole investire con successo, è quello che riguarda l’atteggiamento sbagliato di fare forex. Senza il giusto modo di fare le cose non si va da nessuna parte.

La base è che il voler fare soldi è fortemente compatibile con l’apprendimento. A volte, però, il desiderio di guadagnare con il forex in maniera anche veloce porta a dei risultati disastrosi.

Il problema non è se si vince o si perde il denaro (in linea generale, tuttavia, si tende a perdere finché non si sarà imparato davvero come fare trading), piuttosto quello legato al non riuscire ad imparare al meglio a fare forex, quindi a progredire su quel cammino il cui obiettivo è di superare la soglia di redditività.

Fare forex con fretta tende a mettere in campo delle operazioni sbagliate, a scegliere delle coppie di valute di cui non si è in grado di capire bene il trend ed il movimento (ricorda che non tutte le coppie di valute sono uguali) e, in linea generale, che non rientrano nella propria strategia di trading. E tutto per la voglia di fare soldi velocemente.

Se si vuole essere in grado di imparare, bisogna liberarsi dal desiderio di fare soldi. Si tratta di un problema di priorità. Se volessi iniziare a guadagnare denaro in maniera solida e vincente nei mercati si deve separare l’illusione di poter fare denaro a breve termine (avere qualche euro in più in tasca) dalla realtà che guadagnare con il mercato delle valute è una cosa lunga e complessa.

Non si può dire a se stesso: “Va bene, da oggi decido di voler guadagnare con il forex.” Il desiderio di guadagnare soldi, profondo dentro di noi e nel nostro istinto, non combacia con il far trading in maniera corretta e sostenibile.

Tuttavia, è possibile controllare abbastanza bene il proprio desiderio di guadagnare se ci si riesce a concentrare su questi punti:

  • opera con un bilancio predefinito. Stabilisci un importo da investire nel mercato valutario e rimani “legato” ad esso;
  • non aumentare la dimensione del conto e né quella delle posizioni che si aprono fino a quando non si è in grado di gestire più denaro senza troppo stress (un minimo potrebbe sempre esserci);
  • usare sempre uno stop loss che sia in grado di bloccare le eccessive perdite.

Grecia vicina al tracollo, la Gran Bretagna corre ai ripari

La Grecia è sull’orlo del tracollo economico dopo che la Germania sembra ormai convinta di voler spingere il paese fuori della zona euro.
Con il paese che potrebbe andare in default a breve se non dovesse riuscire a pagare 1,5 miliardi di sterline al FMI entro la fine di giugno, gli alti politici tedeschi hanno avvertito che “quando è troppo è troppo”.

A Londra, l’FTSE 100 è scivolato del 1,1 per cento ad un livello minimo di tre mesi lunedì, con gli investitori che hanno reagito al fallimento della Grecia nel raggiungere un accordo con i suoi creditori proprio il giorno precedente.

Anche i prezzi del petrolio sono scesi dopo che i negoziati sono crollati dopo soli 45 minuti, tra i timori che la Grecia si sta dirigendo verso una vera catastrofe finanziaria.

Mentre la crisi si intensifica, è emerso che George Osborne, il Cancelliere del Regno Unito, presiederà più tardi questa settimana ad una riunione di emergenza dei ministri inglesi, i quali cercano di proteggere l’economia della Gran Bretagna da una potenziale uscita della Grecia dalla moneta unica.

I funzionari vogliono assicurarsi che il governo abbia dei “piani di emergenza” in atto per garantire che le imprese del Regno Unito non siano danneggiati da un’uscita greca. Il portavoce ufficiale del Primo Ministro ha esortato i paesi della zona euro “a trovare una soluzione” alla crisi.

Alexis Tsipras, il primo ministro greco, è stato accusato di aver tentato di “truffare tutto il mondo” in seguito ad una serie di richieste avanzate negli ultimi giorni.

Nonostante la condanna da parte dei leader europei dopo i colloqui degli ultimi giorni, Tsipras, leader di Syriza, ha detto che i creditori internazionali stanno “girando intorno al realismo. Aspetteremo pazientemente fino a quando i creditori guarderanno in faccia la realtà. Non hanno il diritto di seppellire la democrazia nel paese dove è nata.”

La Commissione Europea deve elaborare un piano che possa evitare un peggioramento della situazione nel caso in cui la Grecia dovesse lasciare la zona euro in caso di fallimento.

Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha rifiutato di dire quali conseguenze ci sarebbero state se la Grecia non dovesse trovare il denaro per eventuali rimborsi. Egli ha detto “un default ci porterà in acque inesplorate. Abbiamo in ogni caso tutti gli strumenti per gestire la situazione al meglio come abbiamo fatto in altre situazioni. Tutto ciò ci dice anche che le conseguenze a medio e lungo termine per l’Unione non sono qualcosa che siamo in grado di dire oggi”.

Grecia: è emergenza uscita dalla zona euro

La Grecia potrebbe affrontare lo stato di emergenza dal 1° luglio se non si raggiungere un accordo con i creditori. A dirlo è Guenther Oettinger, Commissario UE della Germania.

Dobbiamo elaborare un piano “B” perché la Grecia potrebbe cadere in uno stato di emergenza” Oettinger ha detto. “Credo che la Commissione debba elaborare un piano che possa evitare un peggioramento della situazione nel caso in cui la Grecia dovesse lasciare la zona euro, in caso di fallimento.”

Prima di oggi, il governo greco aveva fatto sapere che si erano fatti dei passi avanti.

Lunedì la Commissione europea è apparsa desiderosa di dimostrare che non c’erano richieste non irragionevoli e che non ci sono divari tra le loro richieste e le proposte della Grecia. I tagli proposti alle pensioni da Atene sono dello 0,04 per cento del PIL, ha detto l’Unione Europea, che sta invece facendo pressione per un taglio dell’1 per cento.

Le proposte greche hanno incluso nella lista anche un incremento delle tasse sulle piscine e sugli yacht, sulla TV e sul videoludico. Atene ha detto che, invece, non avrebbe aumentato le aliquote per i beni di base come le medicine, l’energia e il cibo.

Nel frattempo arrivano i primi giudizi verso la Grecia ed il comportamento dei suoi leader, che non vogliono accettare le richieste UE. Josef Kollar, vice presidente del comitato finanziario della Slovacchia, ha detto che “questa storia non può andare avanti per sempre. La politica non dovrebbe essere limitata alla correttezza, ma dovrebbe essere basata sulla realtà economica e, in realtà, la dracma sarebbe un salvataggio per la Grecia”.

La situazione diventa più difficile ogni giorno che passa per l’Europa e per l’Euro.

Cosa accadrebbe se veramente la Grecia dovesse uscire dalla zona euro?

Il paese potrebbe conoscere una certa ripresa economica grazie ad una dracma super-svalutata, attirerebbe investitori stranieri che potrebbero fare acquisti interessanti a prezzi davvero irrisori.

Tutto questo, nel giro di un paio di anni, potrebbe portare ad una forte crescita economica del paese (che tuttavia potrebbe non risentire molto del contraccolpo “uscita Euro” dato che il 75% del PIL è prodotto internamente e non dipende da altri paesi).

Se tutto questo fosse vero, l’euro si dimostrerebbe un fallimento mentre le monete nazionali tornerebbero in auge (sull’esempio greco). Questo significherebbe forse la vera fine per la nostra valuta, che invece nel breve periodo potrebbe anche beneficiare dell’uscita della Grecia, che oramai è una zavorra.

Investimenti in oro, ecco tutto quello da sapere nel 2015

Nelle ultime settimane ci sono stati due momenti degni di nota che indicano che ci sono grandi opportunità di investimento in oro. Vediamo ciò che sta accadendo ora e ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi e anni tenendo presente che nel corso degli ultimi mesi abbiamo avuto due tendenze importanti:

  • Il maggior numero di investimento short fatti nel metallo giallo degli ultimi 15 anni
  • Il minor numero di investimenti long sull’oro che si sono mai visti.

Entrambe le indicazioni ci fanno capire che c’è grande pessimismo sul mercato. Nella tabella storica dei prezzi dell’oro si vede usando una semplice onda Elliott come ci sono dei riferimenti di prezzo importanti.

Nel corso del 2012 abbiamo visto i prezzi dell’oro salire notevolmente ed arrivare anche a quasi 1.900 dollari per ogni oncia. Da lì in poi i prezzi sono scesi e abbiamo visto una forte calata, che ha preso di sorpresa molti investitori. Siamo di fronte ad una possibile nuova salita del metallo giallo, considerando che il costo attuale di un’oncia è attualmente di 1.185 dollari per un’oncia.

Le potenzialità del prezzo dell’oro possono ancora essere interessanti, anche particolarmente.

Sappiamo, infatti, che il metallo giallo sale di prezzo quando le condizioni economiche mondiali sono deboli e oggi, soprattutto a causa della situazione economica della Grecia e dell’Europa in generale.

Tutti gli occhi sono al momento puntati sulla famosa “grexit”, ovvero sull’uscita della Grecia dalla zona euro. Qualora questo dovesse avvenire, l’euro potrebbe perdere di valore (il condizionale è da sottolineare, non è detto che invece il mercato possa premiare la nostra valuta in quanto finalmente la zona Euro si è liberata di un grande peso come può essere proprio il paese ellenico).

Se questo dovesse accadere, se l’uscita della Grecia dall’eurozona dovesse destabilizzare l’economia mondiale (come qualche giorno fa Tsipras aveva avuto l’ardore di affermare) allora potremmo essere di fronte nuovamente ad un buon momento per comprare l’oro.

Con un’economia mondiale in bilico, infatti, il metallo giallo rappresenta l’unica ancora di salvezza per non perdere tutto il proprio denaro in investimenti eccessivamente rischiosi.

Qualora anche non fosse così, in ogni caso l’oro è una delle scelte migliori che si possa fare per investire nel medio/lungo termine. Un po’ come il “mattone”, che si tratta di un investimento sempre sicuro, anche acquistare dell’oro rappresenta una buona scelta per tutti quegli investitori che vogliono diversificare il loro grado di rischio.

Teniamo d’occhio il mercato, perché potrebbe riservare belle sorprese.

L’euro è volatile a causa della Grecia, attesa anche per la FED

L’euro è sceso fino ad ora nella giornata di oggi, toccando il minimo da quasi due settimane contro il franco svizzero, dopo gli sforzi, falliti durante il fine settimana, per porre fine ad una situazione di stallo tra la Grecia e i suoi creditori.

I colloqui di Domenica sono durati meno di un’ora, il che suggerisce che ci sono ancora differenze significative tra le parti. Le preoccupazioni che potrebbero lasciare la Grecia in default e costringere il paese a lasciare la zona euro ha sollevato i premi dei rendimenti dei titoli periferici al massimo da quasi sette mesi.

Riflettendo un po’ di nervosismo nel mercato valutario, il costo di copertura contro le forti oscillazioni del cambio euro / dollaro si trova ai massimi da tre mesi.

I dati Reuters hanno mostrato che la volatilità implicita (un indicatore di come si possono avere forti oscillazioni della valuta) ad un mese della coppia di valute euro / dollaro sono salite a un massimo da 3 anni e mezzo. Le inversioni di rischio, che misurano la domanda delle opzioni su una valuta, mostravano un aumento crescente verso la debolezza dell’euro.

La nostra valuta è scesa contro il franco svizzero, visto come rifugio sicuro, per toccare 1,0422 franchi, il dato più basso dal 3 giugno. Nei confronti del dollaro, l’euro è sceso dello 0,4 per cento a 1,1217 dollari, in ritirata dal massimo della scorsa settimana a 1,1387 dollari.

I negoziati tra la Grecia e i creditori sembrano essere in pasticcio e sono un fattore chiave per l’euro. La volatilità implicita è aumentata e, mentre la Fed è un fattore di rischio chiave anche questa settimana, l’euro continuerà ad essere guidato dai titoli greci.

I ministri delle finanze della zona euro potranno affrontare la questione quando si incontreranno giovedì, un funzionario del ministero delle finanze tedesco ha detto che il tempo sta per scadere per la Grecia. La debolezza dell’euro ha aiutato l’indice del dollaro ad aumentare dello 0,3 per cento a 95.25, tirandosi via da u minimo da un mese a 94,322. Il biglietto verde è dello 0,2 per cento più alto rispetto allo Yen a 123,58 ¥.

Nel frattempo i tori del dollaro sperano che la Federal Reserve offrirà un chiaro segnale sui tempi del primo rialzo dei tassi di interesse nell’incontro del 16-17 giugno. Tuttavia, con la possibilità di un periodo più prolungato di avversione al rischio, c’è bisogno di essere un po’ attenti al breve termine.