L’Euro tenta la risalita, obiettivo 1.3540. La Sterlina in deciso recupero

EUR/USD

eurusdh1_20130925134647La coppia EUR / USD è riuscita a toccare il massimo giornaliero a 1,3518, anche se la moneta unica non appare nelle condizioni di realizzare guadagni apprezzabili al di sopra di area 1,3500. Il pair sta ripercorrendo la linea di tendenza giornaliera discendente  proveniente dal massimo registrato nel mese in corso a 1,3567, con gli indicatori tecnici che nel grafico orario evidenziano una perdita di potenziale verso l’alto con una prevedibile  flessione verso livelli di scambio inferiori. Il dato statunitense riferito agli ordini di beni durevoli, dato peggiore del previsto, non ha peraltro favorito ulteriori guadagni nell’immediato non supportando nel breve termine spunti rialzisti. In un quadro temporale più ampio, considerando il grafico a 4 ore, le letture tecniche degli indicatori non offrono spunti direzionali ben precisi, confermando una temporanea situazione di sostanziale neutralità. Livelli di supporto: 1.3450 1.3415 1.3385. Livelli di resistenza: 1.3520 1.3550 1.3585.

GBP/USD

gbpusdh1_20130925134712Il Pound ha violato la trendline discendente che aveva caratterizzato i movimenti della settimana scorsa prendendo spunto dal profondo movimento correttivo innescato dopo aver ampiamente sfruttato la condizione di netto vantaggio sul dollaro statunitense a fronte dei dati macroeconomici del Regno Unito. La coppia ha arrestato la sua risalita, fermandosi  al di sotto della soglia di 1.6071, massimo registrato questa settimana, consolidando i recenti guadagni. Il grafico orario mostra la media mobile a 20 periodi guadagnare progressivamente l’inclinazione rialzista di sotto del prezzo corrente, mentre gli indicatori stazionano tutti in territorio positivo. Nel grafico a 4 ore, i valori tecnici puntano a sud in territorio positivo, sostenendo il tono rialzista, ancora dominante nella coppia. I livelli di supporto: 1,6025 1,5990 1,5950. Livelli di resistenza: 1,6070 1,6110 1,6155.

USD/JPY

usdjpyh1_20130925134735La coppia USD/JPY continua a mantenersi attorno ai suoi recenti minimi, in un range di azione limitato all’area di prezzo che oscilla intorno a 98.40/80. Nonostante la mancanza di azione a tutto campo, la coppia continua a mantenere un tono decisamente negativo, registrando  minimi giornalieri sempre più bassi. Il grafico orario conferma il quadro ribassista indicando livelli di prezzo al di sotto delle medie mobili a 100 e 200 periodi,  convergenti in area 99,05, mentre gli indicatori sono al di sotto le linee mediane. I riferimenti grafici temporali più ampi offrono indicazioni sostanzialmente neutre, anche se il lato negativo continua ad  essere il favorito. I livelli di supporto: 98.40 97.90 97.40. I livelli di resistenza: 99.05 99.35 99.70

L’Euro sfida area 1,35 nonostante i dati Ue. L’Australiano in recupero.

EUR/USD

eurusdh1_20130923135716La coppia EUR / USD spinge verso nuovi minimi puntando direttamente sotto area 1,3500, dopo il rilascio del Pmi manifatturiero degli Stati Uniti i cui dati pubblicati sono risultati essere al di sotto delle aspettative. Il quadro tendenzialmente ribassista della moneta unica trova ulteriore conferma dalle letture negative di alcuni dati macro riguardanti l’Unione Europea. Fino ad ora il mantenimento dell’attuale livello di scambio in area 1.3500 viene mantenuto dalle numerose posizioni di acquisto. Nonostante il tono leggermente ribassista evidenziabile sul grafico orario, gli indicatori non dispongono della forza necessaria per confermare nel breve un rally verso il basso. Nel grafico a 4 ore il livello di prezzo attuale è ancora sostenuto dalla media mobile a 20 periodi, mentre  il posizionamento degli indicatori tecnici mostra solo un rialzo limitato. I livelli di supporto: 1.3480 1.3450 1.3420

GBP/USD

gbpusdh1_20130923135755Il cable ha decisamente recuperato terreno in questa apertura d’ottava, con una impennata in area 1.6060. Il grafico orario mostra il livello di prezzo ben supportato dalla media mobile a 20 periodi e gli indicatori tecnici in territorio positivo che offrono sostegno al tono rialzista della coppia. Diversamente il quadro tecnico mostrato sul grafico a 4 ore  dove i livelli di prezzo, ancora al di sotto della media mobile a 100 periodi, riflettono la mancanza di slancio nella coppia. I livelli di supporto: 1,6025 1,5970 1,5930.  Livelli di resistenza: 1,6060 1,6110 1,6170

USD/JPY

usdjpyh1_20130923135822Scenario ribassista per la coppia dollaro-yen caratterizzato dalla mancata violazione della resistenza in area 98.72 con livelli di scambio attuali che si attestano sotto le medie mobili a 100 e 200 periodi. Nel grafico orario, considerando gli indicatori di direzione orientati in territorio negativo, appare difficile che un movimento rialzista  in area  99.00 possa essere favorito. Piuttosto, nel breve termine, è ipotizzabile un ulteriore indebolimento della coppia verso area di supporto  98.40, al di sotto della quale non vi sarebbe alcuna possibilità di testare la linea di tendenza ascendente dal minimo di 93.78 a 97.60. I livelli di supporto: 98.80 98.40 97.90. I livelli di resistenza: 99.05 99.35 99.70.

AUD/USD

audusdh1_20130923135701Salvato dai rilasci macro provenienti dalla Cina, il dollaro australiano appare  nuovamente in deciso recupero superando area 0,9400. Stando al quadro grafico, ciò suggerisce il potenziale completamento della fase correttiva nel bel mezzo di questa nuova fase rialzista. Il grafico orario mostra gli indicatori in territorio positivo anche se manca la forza necessaria per una ulteriore apprezzamento, con il livello di prezzo attuale al di sopra della media mobile a 20 periodi dal carattere leggermente rialzista. Volendo sfidare recenti massimi intorno 0,9450, la coppia ha bisogno di rompere al di sopra di questo livello per confermare un retest della zona di prezzo 0.9500/20. I livelli di supporto: 0,9420 0,9390 0,9350. Livelli di resistenza: 0,9450 0,9490 0,9525

 

Analisi Tecnica: l’Euro guarda avanti, obiettivo 1,37

eurusddaily_20130920152921La coppia EUR / USD ha terminato la settimana dissolvendosi verso 1.3500, ma ben al di sopra di venerdì scorso, quando a New York il pair ha chiuso gli scambi in area 1.3280. La decisione della Federal Reserve di mantenere invariati gli attuali programmi di acquisto di assets  ha una relazione diretta con la forza della moneta unica che è salita fino a quota 1,3567 contro il suo maggior rivale, il dollaro americano. E mentre la coppia in chiusura d’ottava si è mantenuta in fase di consolidamento,  il mercato bullish punta ad ottenere ulteriori guadagni nel corso dei prossimi giorni. Il grafico quotidiano mostra gli indicatori tecnici perdere forza dopo la recente mancanza di azione del prezzo, mantenendo inalterato il suo posizionamento in territorio positivo, mentre il gap di apertura settimanale rimane non recuperato in zona 1.3280. L’ipotesi di trovare a breve termine dei venditori sui minimi in area 1,3500, potrebbe determinare  come effetto immediato un pullback verso area 1.3415/50, livello di prezzo entro il quale la coppia dovrebbe oscillare senza peraltro pregiudicare la tendenza rialzista dominante. Tuttavia, se in qualche modo il prezzo dovesse andare al  di sotto del livello 1.3415, il gap menzionato sarà recuperato con buone probabilità nella prossima settimana. Tuttavia un ritracciamento sembra abbastanza improbabile al momento; il prezzo dovrà estendersi oltre 1,3560 per guardare in avanti a 1,3710, il massimo registrato quest’anno  con  resistenza intermedia in area 1.3620.

STERLINA, GUADAGNI A BREVE E MEDIO TERMINE

Sulla base dei dati pubblicati ad agosto scorso, abbiamo appreso che l’economia britannica è in una fase di espansione e cresce ad un ritmo più veloce dei mesi precedenti.   Ma c’è un però. Infatti la revisione del prodotto interno lordo, evidenzia una stima di crescita nel secondo trimestre dello 0,7%. All’inizio di quest’anno il quadro economico della Gran Bretagna era diametralmente opposto poiché le possibilità di una nuova recessione era più che reale. Gli ultimi dati macroeconomici sono stati al riguardo piuttosto incoraggianti, irrobustendo la Sterlina e conferendole una forza costante e progressiva. Il Pil nell’immediato futuro sarà un fattore chiave per la moneta britannica, poiché una lettura al rialzo agevolerà i guadagni che potranno estendersi sia nel breve che nel medio periodo. Al contrario, una lettura negativa, innescherebbe una brusca reazione nel breve, ma a meno che altri dati macro che saranno rilasciati nelle prossime settimane siano negativi, questo non  dovrebbe pregiudicare la forza del Pound.

INFLAZIONE TEDESCA, SORVEGLIATO SPECIALE

L’inflazione tedesca ha subito un rallentamento nel mese di agosto pari al’1,5%, segno che la pressione esercitata sui prezzi è rimasta contenuta nel Paese. Un indicatore positivo per l’intera Unione Europea che sembra lentamente avviata ad uscire dal tunnel della recessione. Il dato macroeconomico rilevato ad agosto ha rotto la tendenza al rialzo della morsa inflattiva, sebbene gli economisti tedeschi abbiano attribuito questa recente inversione di tendenza alla diminuzione dei costi del petrolio e a quello del combustibile per automobili, scesi rispettivamente dell’8,1% e del 4,5%. I prezzi del petrolio questo mese  sono rimasti al di sotto dei massimi di agosto, diminuendo il rischio di una lettura più elelvata per il mese di settembre. Allo stesso tempo, i timori di una rapida risalita dei prezzi  causata dalla politica monetaria espansiva della BCE,  finora si sono rivelati infondati,  mentre il lento sviluppo dell’Unione Europea riduce le preoccupazioni per i prossimi mesi sul rischio di una crescita dell’inflazione in tutto il territorio. Il dato inflattivo è tenuto sotto stretto  controllo dagli operatori del mercato, un eventuale picco al di sopra della cifra prevista dovrebbe portare l’Euro ad apprezzarsi contro la maggior parte delle rivali, in particolare contro l’indebolito dollaro e lo stesso yen giapponese. Una lettura più vicina all’ 1,0% indicherebbe al contrario un rallentamento del ritmo della ripresa economica e quindi provocare l’indebolimento della moneta unica su tutta la linea.

La retorica di Draghi e gli obiettivi mancati della Bce (parte 2)

PRIMI SEGNALI POSITIVI

Imacon Color ScannerL’economia dell’area Euro si è ridotta progressivamente in sei trimestri consecutivi  definendo i contorni della più lunga recessione da quando è stata introdotta la moneta unica. La BCE prevede per l’anno in corso una ulteriore contrazione del prodotto interno lordo dello 0,6 per cento, dopo un’analoga flessione registrata nel 2012.  In questo quadro per nulla favorevole, ci sono segnali positivi che indicano che l’Europa può emergere dalla crisi  e che l’accesso al credito può essere migliorato. In questa direzione devono essere interpretati i dati sulla produzione inaspettatamente aumentata nel mese di luglio, per la prima volta in due anni.  Le banche hanno allentato la stretta creditizia e sui  prestiti ai consumatori nel secondo trimestre del 2013,  per la prima volta dalla fine del 2007, secondo il rapporto della Bank Lending Survey della BCE.

LA RETORICA E IL RISCHIO DEL “GRANDE BLUFF”

Le tensioni economiche e di mercato su nazioni come Portogallo e  Cipro non hanno spinto i governi ad applicare il piano OMT varato dalla Banca centrale europea, programma che non è ancora mai stato utilizzato. Con un livello di inflazione inferiore al 2 per cento, Draghi ha ancora spazio per rafforzare il sentiment economico. Le opzioni includono un altro taglio del tasso di riferimento, l’introduzione di prestiti a più lungo termine per le banche la cui politica deve essere sempre più direttamente collegata agli indicatori economici sulla base dei vari orizzonti temporali. La BCE  spera probabilmente che nulla di tutto questo si faccia, affidandosi sempre più alle parole, ma il rischio è che più ci si affida alla retorica, più grande è la probabilità che per il mercato tutto questo si riveli un grande bluff.

RIPRESA ECONOMICA POSSIBILE SOLO CON LA RIPRESA DEL CREDITO BANCARIO

La banca centrale sostiene che la frammentazione finanziaria abbia  agevolato l’approvazione del programma OMT,  in conseguenza della riduzione del credito bancario. Purtroppo nel sistema dei pagamenti nell’area dell’Eurozona permangono evidenti squilibri, come ha avuto modo di osservare qualche mese fa a Bruxelles il vicepresidente della Bce Vitor Constancio.  Ma mentre il mercato del credito rimane dolorosamente segmentato, la minaccia di un collasso sistemico nel settore finanziario europeo è stata scongiurata dal piano OMT.  Altro punto di forza del pensiero  di Draghi è che la politica monetaria non può risolvere i problemi di un sistema. E’ essenziale che la frammentazione dei mercati creditizi della zona euro continui  a diminuire ulteriormente e che la capacità di adattamento delle banche vada rafforzata ove necessario.

UNIONE BANCARIA, LENTA MA INDISPENSABILE

Ulteriori passi decisivi verso la creazione di un’unione bancaria contribuiranno a raggiungere questo obiettivo. Tuttavia  i processi politici  in questa direzione  non sono così veloci  come vorrebbe la BCE.  Lo dimostra il lungo e litigioso iter sul fallimento delle banche la cui normativa vedrà probabilmente la luce non prima di settembre, nonché il compito di vigilanza sulle istituzioni bancarie che la Banca centrale non potrà esercitare prima della fine del prossimo anno.   Tale situazione non fa altro che allungare i tempi, ritardare il piano di revisione dei bilanci bancari da parte della Bce, e tutte le verifiche necessarie a dimostrare il perfetto stato di salute delle istituzioni finanziarie, per ammetterle ai prestiti. La stretta creditizia pone seri interrogativi sulla forza della ripresa in tutta la regione europea. E’ difficile immaginare una ripresa economica sostenibile in assenza di una ripresa del credito bancario.

La retorica di Draghi e gli obiettivi mancati della Bce (parte 1)

IL LAVORO DI DRAGHI ? SOLO ALLA META’ DELL’OPERA

imagesUn anno fa, esattamente il 26 luglio del 2012,  Mario Draghi si è impegnato a salvare l’euro e a sbloccare il credito alle imprese. Il suo lavoro è solo alla metà dell’opera. I rendimenti obbligazionari scesi dai livelli di panico in tutta l’Eurozona, sono la prova del successo del presidente della Banca centrale europea nel promettere ‘tutto il necessario possibile’ per preservare la moneta comune.  Tuttavia anche dopo il varo di un piano senza precedenti per l’acquisto di obbligazioni delle nazioni in difficoltà (OMT), le aziende in Paesi come la Spagna lottano disperatamente per ottenere finanziamenti, dunque l’obiettivo di porre fine alla frammentazione finanziaria resta tuttora sfuggente.  Il programma di acquisto di obbligazioni è stato progettato per dare soluzione al problema che i tassi di interesse più bassi non hanno avuto un impatto significativo sulla fornitura di credito a imprese e famiglie. Il successo della politica monetaria di Draghi non può essere misurato dal fatto che i rendimenti dei titoli sono scesi, ma se le aziende hanno ottenuto un più facile e rapido  accesso al credito a tassi vantaggiosi. La risposta in questo caso è no. Mentre Draghi il 26 luglio dello scorso anno ebbe a sottolineare che la Banca centrale ha il potere di cambiare il corso della crisi della Regione in un colpo solo, i tassi di interesse ai minimi storici e le loro ricadute positive in termini di economia reale non hanno raggiunto i 17 Paesi più bisognosi dell’Eurozona.

LA STRETTA CREDITIZIA DELLE BANCHE E I TASSI D’INTERESSE DELLA BCE

La BCE ha ridotto il suo tasso di interesse di riferimento allo 0,5 per cento in maggio. Lo stesso mese, il rendimento dei titoli spagnoli è sceso al 3,94 per cento, il più basso dal 2010 e molto lontano dal  record  del 7,75 per cento  raggiunto il giorno precedente il discorso di Draghi, sempre nel luglio dello scorso anno. Draghi  durante il suo discorso a Londra, rivolgendosi  a investitori e  dirigenti d’azienda,  spiegò che l’elemento chiave della strategia per salvare l’euro, era quello di porre limiti alla frammentazione finanziaria. Quando annunciò il programma di acquisto illimitato di obbligazioni, qualche settimana più tardi ebbe a dire che si sarebbe dovuto osservare qualche miglioramento sul fronte del credito. Questo non è successo. Le banche dell’Eurozona hanno continuato a stringere il credito e ridurre i prestiti,  come evidenziano i dati della BCE.  I prestiti al settore privato hanno subito una forte contrazione negli ultimi 14 mesi, mentre i tassi medi di interesse sui nuovi prestiti alle imprese in Spagna è salito dal 3,68 di giugno 2012  al  3,89 per cento di maggio di quest’anno. I tassi sono scesi di 12 punti base in Belgio, 16 punti base in Slovenia e 1 punto base in Italia. Il calo medio della zona euro è stato complessivamente di 29 punti base. In loro soccorso è intervenuto il calo di 61 punti base in Germania, la più grande economia europea, vista come un approdo sicuro  nel mare della crisi.

Il Giappone scalda i motori, negli Usa la retorica della “colombe” Fed

Abenomics, una cura per la crescita 

Sinzo AbeLe politiche radicali di “Abenomics”  hanno cominciato ad offrire con la pubblicazione degli ultimi rapporti economici, segnali evidenti che la strada imboccata potrebbe essere quella giusta. Una delle priorità del Giappone è quella di portare a termine il ciclo di deflazione durato 15 lunghi anni, in modo che il  Paese possa riprendere lo sviluppo attraverso una ripresa economica in piena autosufficienza. E’ questo il motivo principale che ha ispirato la Banca centrale ad attuare una politica monetaria ultra-espansiva  condotta in modo radicale, e che ha visto la stessa BoJ scendere in prima linea raddoppiando la quantità dell’acquisto di titoli e obbligazioni. La stessa Banca centrale continuerà  a misurare concretamente l’impatto dell’aumento dei prezzi sulla popolazione, dovendo considerare fattori di sostegno al credito,  spesa e aumento dei salari. Tuttavia  il possibile aumento delle imposte sulle vendite previsto nel mese di aprile del prossimo anno, con un incremento dal 5% all’8%  espone al rischio di un ribasso del clima generale di fiducia dei consumatori soprattutto se i salari non cominciano a salire.

Che cosa significa per la BoJ facilitare la deflazione ?

Nonostante l’aumento degli indici legati al consumo, la strada da percorrere per il Giappone è ancora molto lunga. Convincere gli investitori che il Paese sta davvero uscendo da una situazione di ristagno dell’economia, necessita di una sequenza più ampia di risultati e dati positivi sul fronte della produzione e dei consumi. Bisognerà far capire e convincere il mercato che lo stimolo della BoJ sta dando i suoi frutti e che le misure adottate possono essere considerate una valida strategia di uscita. Nel corso della riunione del G20 della scorsa settimana, il numero uno della BoJ Kuroda ha ribadito il suo impegno a mantenere ben salda la rotta per il raggiungimento degli obiettivi sottolineando che è ancora prematuro affrontare un più approfondito dibattito sulle exit strategy. Kuroda ha anche aggiunto che dall’estero c’è oggi una maggior comprensione sui piani di allentamento attuati dalla BoJ, ma è ancora troppo presto per  considerare la battaglia contro la deflazione, una battaglia già vinta. A giudicare dall’ambizioso obiettivo di raggiungere il 2% in 2 anni,  considerando l’attuale tasso di crescita dei prezzi al consumo, suggerisce  un approccio molto più impegnativo per raggiungere lo scopo finale. Il concetto di fondo  spiegato da Kuroda appare molto chiaro: gli ultimi dati pubblicati sul Consumer Price Index non modificano  l’attuale orientamento ultra accomodante della BoJ la quale attende tempi migliori per rivedere i suoi piani espansivi, non escludendo il rischio di ulteriori manovre di allentamento nel corso di quest’anno. Un rischio che rimane sempre dietro l’angolo.

la Federal Reserve, la comunicazione e gli investitori

jon-hilsenrath-ben-bernankeL’ultima selloff di dollari americani è stato attribuito,  secondo un articolo apparso sul Wall Street Journal  “per gentile concessione” dal capo della redazione economica del WSJ, nonché osservatore della Federal Reserve,  Jon Hilsenrath, il quale avrebbe confermato che nell’incontro  previsto la prossima settimana i membri  della Fed  esprimeranno il loro parere favorevole sul mantenimento del programma di acquisto di obbligazioni (pari a 85 miliardi di dollari al mese). Altro argomento centrale, oggetto di discussione,  sarà l’eventuale orientamento sulle future variazioni ai tassi d’interesse. La Fed ha ribadito in più occasioni che intende mantenere i tassi vicino allo zero almeno fino a quando la disoccupazione non scenderà intorno al 6,5%  e l’inflazione al  2,5%. Secondo Hilsenrath, i membri della Federal Reserve  con molto probabilità discuteranno sul come  modificare le modalità con cui la Banca centrale dovrà in futuro  comunicare ai mercati le decisioni in materia di politica monetaria. Secondo Hilsenrath,   se agli investitori sarà comunicato che i tassi a breve termine rimarranno bassi per un lungo periodo di tempo, questo non farà altro che incoraggiare l’indebitamento, la spesa, e gli investimenti, per favorire la crescita. In conclusione, secondo Hilsenrath,  il cambiamento della percezione da parte del mercato che si vada in direzione di un aumento dei tassi sarà poco probabile fino al 2015. Pertanto anche sul piano della comunicazione non vi dovrebbero essere particolari cambiamenti.

Usa, la retorica delle “colombe”e le reazioni sui mercati

Una aspetto principale dall’articolo di Hilsenrath è la retorica “pacifista” e i toni da “colombe”  che la Fed potrà usare la prossima settimana come strategia di comunicazione. Di per sé questo è stato già sufficiente a provocare il pesante indebolimento del dollaro americano in quanto il mercato considera il “Septaper” (allentamento a settembre)  come un “presupposto pericoloso’. La dimostrazione è data dal fatto che anche in presenza di una Bce dai toni molto più accomodanti , la moneta unica abbia fatto una rimonta impressionante raggiungendo quota 1,33.

 

Rischio alta volatilità sul Forex, ad agosto le “mani forti” in ritiro a Jackson Hole

BernankeNell’epoca della massima globalizzazione finanziaria i mercati hanno scoperto una crescente dipendenza dalle scelte politiche. Potrebbe apparire una contraddizione, in realtà la crisi partita dal 2008 ha assegnato a Governi e alle Banche centrali un potere enorme : la risalita dei mercati obbligazionari  e azionari è legata a doppio filo alle massicce immissioni di liquidità decise soprattutto negli Stati Uniti. Un occhio ai grafici e un occhio al calendario economico: gli investitori debbono stare sempre più attenti agli appuntamenti istituzionali per capire le evoluzioni del proprio portafogli. Emblematico quanto accaduto lo scorso 19 giugno, quando le parole del numero uno della Fed Ben Bernanke, parzialmente attenuate nei giorni successivi, hanno scatenato un vero terremoto sui mercati. Guardando avanti la prossima scadenza di rilievo è tra un mese: si tratta del meeting di Jackson Hole negli Stati Uniti (dal 22 al 24 agosto). In questa sperduta località del Wyoming si tiene un incontro tra i più importanti banchieri e accademici a livello mondiale: un assaggio per capire cosa succederà in autunno. Nel 2010 Bernanke annunciò proprio durante il simposio un nuovo programma di immissioni di liquidità. Quest’anno, visto che il mandato scade in gennaio, il numero uno della Fed non dovrebbe partecipare. Al centro dell’attenzione ancora una volta le politiche delle Banche centrali. Dopo anni di sostegno da parte della Fed, dovrebbe iniziare il graduale rientro degli acquisti di titoli. Un primo timido segnale di freno alle politiche ultraespansive al quale dovrebbe fare da controaltare un taglio dei tassi della Bce e nuovi allentamenti da parte della Banca del Giappone. Il panorama delle mosse dovrebbe alimentare la volatilità sui listini, anche con improvvisi  cambi di fronte. Con i mercati sotto stress aumentano anche le correlazioni, rendendo i portafogli più esposti al rischio.

SETTEMBRE, MESE CRUCIALE PER I MERCATI

MerkelMolto ricco si preannuncia settembre, con due eventi da cerchiare in rosso per il futuro degli Stati Uniti e dell’Eurozona. Il primo è il meeting ufficiale del Comitato di politica monetaria (FOMC) della Fed, in programma il 17 e il 18 settembre. In quell’occasione potrebbe essere più chiaro l’orientamento della Banca centrale in tema di allentamento dell’acquisto di titoli di Stato. L’economia statunitense a settembre avrà dato segnali di tangibile ripresa e quindi per il quantitative easing sarà preannunciata la fine ufficiale ?  Un interrogativo chiave per tutti i mercati finanziari. Per capire la centralità di questo evento basta soffermarsi su un recente report di Jp Morgan Private Bank, che sottolinea proprio la centralità degli eventi Usa per capire l’evoluzione sul mercato dei cambi. E’ prevista una volatilità crescente sul Forex durante l’estate. Riflettori puntati poi il 22 settembre sulle elezioni tedesche: l’esito sarà capitale per il futuro della moneta unica. Gli orientamenti della Germania lasceranno intendere se ci saranno spazi per politiche meno rigorose. L’esito del voto di Berlino non potrà non impattare sui palazzi di Francoforte dove ha sede la Bce: il 2 ottobre è in programma la riunione del Consiglio con la conferenza stampa di Draghi. Possiamo immaginare che in quella sede saranno pronunciate parole importanti per i mercati.

Dollaro Usa in sell-off. Chiusura d’ottava nel segno dello Yen

Sessione asiatica movimentata caratterizzata dalla inversione di tendenza del dollaro americano indebolitosi contro la maggior parte delle valute subito dopo il rilascio di dati economici provenienti dal Giappone. Tutto è sembrato andare contro lo yen nella prima ora di contrattazione della borsa di Tokyo, ma poi improvvisamente per il biglietto verde è cominciata il sell off, largamente venduto contro Yen,  Australiano ed Euro. I mercati azionari locali hanno visto il Nikkei chiudere in territorio negativo con  il – 2%, apprezzamento dell’indice coreano e australiano, in rosso lo Shangai Composite che lascia sul campo lo 0,81 %. Oro e petrolio guadagnano margini superiori, mentre la coppia USD/JPY scende ai minimi di due settimane fa a 98.68.

EUR/USD

Gli Stati Uniti vedono allontanarsi sempre più i tempi di riduzione della manovra di allentamento della Fed e la moneta unica recupera terreno dai minimi registrati nella seduta precedente raggiungendo quota 1.3280.  Euro supportato dalla debolezza del dollaro americano posto sotto pressione dalle notizie sui candidati che si contenderanno la poltrona di Ben Bernanche alla guida della Federal Reserve. Alcuni senatori avrebbero indicato Janet Yellen, come il prossimo presidente della Fed, ma al contempo già si parla della prossima riunione del FOMC e dei toni conciliatori che ancora una volta saranno utilizzati da Bernanche sul tapering. Il calendario odierno, in chiusura di ottava non offre spunti significativi,  in grado di apportare cambiamenti sensibili al quadro tecnico attuale che conferma la tendenziale fase rialzista dell’euro con prossima resistenza in area 1,3302.

GBP/USD

Il cable ha raggiunto il  target che avevamo indicato nella nostra precedente analisi assecondando la dinamica rialzista che ha portato il pound a testare il ritracciamento Fibo in area 1,54. Gli indicatori tecnici del grafico orario offrono spunti direzionali  conseguenti la pubblicazione dell’indice di fiducia dei consumatori francesi. L’indice di fiducia del Michigan, atteso nel pomeriggio, sempreché potenzialmente in grado di apportare movimenti correttivi, non dovrebbe modificare  la fase di consolidamento che potrebbe portare la coppia in area 1,5375, con possibili e ulteriori  guadagni fino a 1,5445.

USD/JPY

usdjpyh1La coppia USD/JPY ha  pagato lo scotto dei dati macroeconomici del Giappone accelerando la sua corsa al ribasso dopo l’ennesimo fallimento in area 100.00. Nel grafico orario appare in modo più evidente il forte sell-off di dollari  e il minimo registrato in apertura europea con la coppia che ha toccato area 98.48. Allargando lo spazio temporale  su timeframe a 4 ore eloquente il deciso breakout  avvenuto sul supporto dinamico del canale rialzista e la conseguente inversione di trend che potrebbe raggiungere ulteriore profondità puntando al più immediato supporto in  area 98.20 semprechè la media mobile a 200 periodi in area  98.60 non riesca ad arrestare la discesa  confermando gli attuali livelli di prezzo.

AUD/USD

Il dollaro australiano è stato uno tra i maggiori favoriti dal forte sell-off  che ha colpito il biglietto verde.  L’Aussie ha recuperato le forti perdite subite ieri risalendo faticosamente la china per riportarsi oltre area 0,9250 e attualmente ben proteso in termini rialzisti a raggiungere nuovamente quota 0,93. Nel breve termine gli indicatori confermano la  fase rialzista con le letture tecniche che mostrano un orientamento coerente con le medie mobili le quali offrono stabile base di supporto in area 0,9230 – 40. Il trend trova conferma sul grafico a 4 ore che vede come potenziali punti di approdo 0,9320 – 0,9340.

L’Euro seduto su una bomba ad orologeria

IFO, LA GERMANIA SI MISURA IL POLSO

Nel mese di luglio, l’indice del clima aziendale tedesco Ifo è aumentato per il terzo mese consecutivo passando dai 105,9 punti registrati a giugno a 106,2. La crescita  è stata modesta  se rapportata al calo delle aspettative del mercato che erano  inferiori  all’incremento corrente. Il clima aziendale è migliorato in tutti i settori con l’eccezione del comparto edilizio sceso al livello più basso dal dicembre dello scorso anno.

Il sottoindice relativo alle condizioni di business in Germania, direttamente correlato con  l’Ifo,  ha evidenziato un aumento di 0,7 punti, salendo da 109,4  a 110,1. Si trova quindi di 0,1 punti al di sotto del livello massimo più alto riferito al settembre dello scorso anno. Dall’inizio di quest’anno, è stato di 2 punti.

Al contrario l’indice delle aspettative è rimasto grossomodo invariato registrando una flessione da 102,5 a 102,4. Il sondaggio IFO conferma il dato sul PMI  pubblicato all’inizio di questa settimana. L’indice composito PMI è salito da 50,4 a 52,8, registrando l’aumento più consistente dall’inizio di quest’anno e rimanendo al di sopra della soglia di 50 per il terzo mese consecutivo, rimanendo al livello più alto da febbraio 2013 puntando ad una accelerazione dell’attività produttiva in Germania.

La crescita del PIL dovrebbe riprendersi nel secondo trimestre dell’anno facendo seguito ad una  debole crescita  del primo trimestre causata principalmente dalle cattive condizioni atmosferiche. Successivamente, nella seconda metà di questo anno, la ripresa economica tedesca sarà probabilmente  meno dinamica in quanto il settore delle esportazioni mostrerà ancora segnali di debolezza, mentre la domanda interna dovrebbe rafforzarsi in maniera graduale. Questa previsione è condivisa dalla Bundesbank nel suo rapporto mensile di luglio pubblicato lunedì scorso. L’Istituto finanziario ha sottolineato  i segnali di un rallentamento estivo, dopo l’industria, e il settore delle costruzioni che nel Q2 hanno registrato una forte crescita.

EURO, IL TRIANGOLO SUL GRAFICO DAILY

eurusddailyGli analisti  del Forex  nel definire le caratteristiche tipiche di un pattern triangolare indicano anche la probabilità che ad un certo punto si verifichi un break out, e che si instauri una nuova tendenza. Ma cosa causerà il breakout?  I dati economici favorevoli da entrambi i lati dell’Atlantico potrebbero svelare il segreto.  Ma fino ad ora gli Stati Uniti continuano a zoppicare e l’Europa resta in fase di lunga recessione. In assenza di crescita del PIL abbiamo visto la reazione del mercato quando Draghi ha accennato alla possibile introduzione di un tasso di interesse negativo per i depositi bancari, e il rimbalzo della moneta unica quando questa possibilità è stata temporaneamente accantonata. Sul fronte opposto si ricorderà quando Bernanke ha parlato di riduzione del suo programma di stimolo entro il  2013. L’euro è sceso in maniera precipitosa, per poi risorgere dalle ceneri quando il gentile Ben ha ritrattato l’intera questione.

BOMBA O NON BOMBA ARRIVEREMO A…

bomba-orologeria-14192573L’euro è attualmente sospeso appena al di sopra di 1,32  e molti analisti sono portati a credere che ci sia il giusto potenziale per  raggiungere ulteriori traguardi, a giudicare dalla posizione più alta del limite superiore del triangolo. La media mobile a 100 giorni tuttavia, lascia presagire un altro declino. In assenza di dati economici positivi provenienti dall’Europa, il limite inferiore può entrare nuovamente in gioco quanto prima.  I funzionari dell’Unione Europea continuano a puntare al 2014, anno in cui secondo le aspettative, la crescita del PIL potrebbe diventare  una realtà. L’ultima spinta verso l’alto della moneta unica è stata trainata dalla pubblicazione degli indici di produzione favorevoli all’Eurozona, ma la recessione è ancora perfettamente in gioco. La disoccupazione è al 12,1%, ben 4,5 punti percentuali in più rispetto agli Stati Uniti, mentre in Spagna, la disoccupazione ha raggiunto uno sbalorditivo 26,9%.  Purtroppo, il  pattern triangolare è paragonabile ad una bomba a orologeria. Il tempo è l’elemento centrale. E la bomba potrebbe  scoppiare da un momento all’altro

Analisi tecnica: riflettori accesi su Pil Regno Unito e disoccupazione Usa

Un’altra sessione tranquilla nella regione asiatica caratterizzata da bassi volumi di scambio e l’Euro che continua a mantenersi al di sopra della soglia psicologica in area 1,32. Le commodities nel complesso hanno registrato segni di debolezza con oro e argento che si mantengono sui minimi di sessione e il petrolio sceso per la prima volta nel corso della settimana  al di sotto di 105. Azionari locali in territorio negativo. Giù il Nikkei che perde lo 0,41%, tentativo di chiusura in pareggio per il coreano Kospi e lo Shangai Composite. Sul fronte macroeconomico si segnala la decisione della Banca centrale neozelandese  di lasciare invariato il tasso di interesse al 2,5%.

EUR/USD

eurusdh1Il dollaro riprende forza trascinato dai dati macro su produzione e servizi Usa pubblicati durante il pomeriggio europeo. La coppia EUR/USD ha segnato il massimo giornaliero di 1,3226 prima di  recuperare solo parzialmente il terreno perduto. Il breakout  sul canale ascendente di breve termine  ha originato il  pull back  attualmente in fase di completamento con il conseguente tentativo di rientro sul supporto dinamico in area 1,3220.  La dinamica rialzista tuttavia, pur trovando parziali conferme  dal quadro tecnico di breve con gli indicatori leggermente inclinati verso l’alto,  vede la media mobile a 20 periodi  non sufficientemente in grado di supportare rialzi più marcati. Il consolidamento del prezzo in area 1,32 in assenza di dati macro significativi potrebbe caratterizzare la penultima giornata di trade, se non una correzione più profonda a 1,3180 o una ulteriore discesa in concomitanza con il rilascio in sessione Usa dei sussidi disoccupazione.

GBP/USD

gbpusdh4Andamento erratico per la coppia GBP/USD contraddistinta da una particolare volatilità dovuta soprattutto ai dati Usa. Sostanzialmente speculare il quadro tecnico della coppia rispetto a quello della moneta unica. Da evidenziare il recupero più marcato del Pound che mostra nel breve termine condizioni di ripresa più marcate con probabili e ulteriori guadagni in area 1,5375.  Punto critico  della mattinata sarà la pubblicazione del Pil del Regno Unito, dato molto sensibile  che potrebbe provocare  sostanziali modificazioni al quadro tecnico intraday.  Il supporto statico a 1,53 rischia, in presenza di rapporti economici deludenti, di essere violato con un break out il cui potenziale potrebbe far scivolare la sterlina sul supporto a 1,5270. In uno scenario inverso vede come punti di approdo area 1,54 – 1,5445

USD/JPY

usdjpyh1Poco scambiata durante la sessione statunitense la coppia USD/JPY sembra aver ritrovato una sostanziale stabilità  in area 100,00 con movimenti di rientro del cambio sulla trendline  di breve. Il grafico orario non fornisce indicazioni ben determinate sulla direzionalità del prezzo. Gli indicatori esprimono una condizione neutrale con potenziale esaurimento del movimento rialzista e correzione in area 99,70. Tutto questo in prossimità dell’apertura della seduta statunitense e del rilascio dei rapporti che potrebbe incidere in modo più accentuato e riportare il pair al di sopra dei 100,56.    Il grafico orario manifesta analoga tendenza sebbene il fascio resistenziale delle medie mobili  produca una sostanziale condizione di lateralità dei livelli di prezzo.

AUD/USD

audusdh4Quella odierna non appare una grande giornata per l’Aussie. La valuta australiana costantemente messa sotto pressione dai deludenti dati cinesi prosegue la sua corsa al ribasso. La coppia ha perso oltre 150 pips dal suo massimo, e il grafico orario mostra indicatori che mirano ad una correzione  più profonda in territorio di ipervenduto. La media mobile a 20 periodi ha impedito in sessione asiatica una risalita oltre area 0,9170 esercitando un forte segnale ribassista. Il grafico a 4 ore manifesta una condizione di estrema lateralità dei prezzi in area 0,9160.

Summers successore di Zio Ben, Pechino ripensa la politica monetaria

Slitta il pagamento della tranche di aiuti alla Grecia

La Commissione europea ha informato ieri che la prossima tranche di aiuti alla Grecia potrebbe subire uno  slittamento. Ai legislatori tedeschi è stato comunicato che le riforme richieste ad Atene dagli istituti di credito internazionali potrebbero non essere effettuate entro i termini stabiliti.   Il Bundestag ha preso atto del fatto che la Grecia ha portato a termine 17 delle 22 misure richieste dalla Troika in cambio dei fondi per il salvataggio. I progressi  circa l’attuazione dei restanti cinque punti saranno esaminati oggi nel corso di una conference call tra il Gruppo di Lavoro dell’Eurozona e funzionari del ministero. Secondo fonti accreditate, anche se il pagamento della ulteriore tranche per  salvare la Grecia dal bailout è in ritardo, non sussisterebbero  problemi di particolare entità che ostacolano l’iter. Si tratta,  in questo momento, di effettuare una verifica sulle procedure per avviare le altre cinque misure a completamento del programma. Il parlamento tedesco, così come il Fondo Monetario Internazionale verificheranno il piano di salvataggio della  Grecia secondo l’ultima revisione operata dalla Troika, in occasione dell’incontro previsto il 29 luglio prossimo. Se il risultato della verifica sarà positivo, la Grecia potrebbe ricevere la prossima tranche di aiuti entro ottobre prossimo.

La Cina ripensa la sua politica monetaria di “non stimolo”

Il premier Li Keqiang ha vivacizzato il “dibattito” politico ed economico cinese sottolineando che il Paese potrebbe ripensare la sua politica monetaria  di “non stimolo” se la crescita dell’economia cinese dovesse scendere ad un valore inferiore al 7%.  Li ha detto che questa cifra rappresenta il punto limite, e se l’obiettivo non  dovesse essere raggiunto,  ci saranno altre opzioni che il governo cinese dovrà mettere in campo  non potendo permettersi l’ulteriore peggioramento del tasso di crescita. Fino a quando la ripresa economica, i dati sull’occupazione e altri indicatori non scivolano al di sotto del limite più basso e l’inflazione non supera il limite superiore, il governo cinese  dovrà mettere in campo interventi di ristrutturazione e introdurre nuove riforme. I commenti di Li, secondo gli osservatori internazionali,  preludono ad un importante cambiamento nella politica di Pechino, che ha deliberatamente progettato un rallentamento monetario reso negli ultimi mesi ancor più pressante a causa della stretta creditizia. Il governo  di recente è stato scosso da sconvolgimenti nel mercato interbancario e ha cominciato a tenere conto del fatto che ormai il giro di vite è andato troppo oltre e rischia di soffocare crescita e sviluppo.

Summers successore di Ben Bernanke, piace a Obama

Larry SummersVoci insistenti su chi sarà il prossimo successore di Ben Bernanche alla guida della più importante banca centrale del mondo.  Il candidato più probabile  che prenderà il posto di Bernanche il cui secondo mandato scade il 31 gennaio 2014, è ora Larry Summers, seguito da vicino da Janet Yellen.  In corsa, ma ben distaccati, seguono altri candidati tra i quali Roger Ferguson, Tim Geithner, Alan Blinder. Secondo quanto riportato dal Washington Post, chi aveva respinto le probabilità di Summers alla guida della Federal Reserve fino ad un paio di mesi fa, oggi ha dovuto ricredersi poiché Summers è visto come il candidato più probabile. Sempre secondo il WP le ragioni di questo cambiamento d’opinione appaiono piuttosto incomprensibili anche se nelle ultime 72 ore l’ipotesi ha cominciato a prendere piede in maniera molto più credibile.  Summers, secondo quanto riportato, sarebbe molto gradito al presidente Obama.  Summers avrebbe eccellenti capacità di reggere il doppio mandato, di portare avanti gli obiettivi della Fed e di sapere gestire situazioni di crisi. Summers inoltre godrebbe della fiducia dei mercati al contrario della sua diretta avversaria Yellen. Tuttavia  Summers rispetto alla Yellen avrebbe maggiori difficoltà a far fronte alle richieste dei repubblicani  su questioni controverse come il piano di stimolo monetario e i piani di salvataggio.

La Germania spinge l’Euro, l’Australiano precipita

Alta volatilità  per il dollaro australiano in una seduta asiatica che ha assistito al rafforzamento del biglietto verde soprattutto contro Euro, Yen, e lo stesso Aussie il cui andamento è stato decisamente influenzato dai rapporti economici negativi. L’inflazione nel quarto trimestre in Australia è cresciuta a un ritmo più lento del previsto, aprendo il campo all’ipotesi di anticipare ad agosto l’ulteriore taglio dei tassi in vista del prossimo meeting della Banca centrale australiana. Notizie poco rassicuranti provengono dalla Cina il cui indice manifatturiero HSBC registra il peggior risultato degli ultimi undici mesi. In leggero rialzo le quotazioni di oro e petrolio scambiati rispettivamente a 1.343  e 107,13 dollari. I mercati azionari locali hanno chiuso in territorio negativo con l’unica eccezione dell’indice ASX australiano che guadagna uno 0,27%, e il Kospi coreano che praticamente è andato in pareggio.

EUR/USD

eurusdh1La vendita di dollari è stata sostenuta durante la sessione statunitense portando la coppia EUR / USD al nuovo massimo delle ultime 4 settimane a quota 1,3230. Il pair appare saldamente ancorato  sopra area 1,32  invertendo in apertura della seduta europea il bias negativo. La moneta unica è in  fase di ulteriore accelerazione,  avvantaggiata dalla pubblicazione del PMI tedesco e più avanti nella mattinata si prevede possa potenzialmente estendere i suoi guadagni in presenza di un PMI dell’Eurozona in linea con le aspettative dei mercati. Dati deludenti attesi nel pomeriggio sulla  produzione negli Stati Uniti e la vendita di case nuove potrebbero favorire l’ulteriore indebolimento del biglietto verde e incidere sulle prospettive di riduzione degli assets da parte della Federal Reserve. Il grafico orario EUR/USD mostra indicatori in territorio positivo, e il prezzo che si allontana velocemente al di sopra della media mobile a 20 periodi. L’impulso rialzista si manifesta anche su grafiche temporali più ampie. favorendo una continuazione del rally in corso, in seguito dalla  rottura della resistenza statica a 1.3245.

GBP/USD

Il GBP / USD prosegue il suo corso rialzista con test in area 1,5390  mantenendo anche per questa giornata di ottava il tono positivo. Mentre il movimento è più lento, è caratterizzato da progressioni costanti. Il grafico orario mostra il prezzo sopra la 20 SMA e gli indicatori in territorio positivo, con un forte slancio al rialzo. Nel quattro ore la tendenza dominante trova ulteriore conferma dalle letture tecniche che potrebbero favorire l’accelerazione verso area 1,54

USD/JPY

La coppia USD / JPY  ha violato la barriera dei 100 prima di dar luogo ad una manovra correttiva che ha portato il cambio a 99,35, vanificando buona parte dei guadagni realizzati nella precedente seduta. Il forte recupero in sessione asiatica ha riportato la coppia ad un ritest della resistenza statica rappresentata dalla media mobile a 100 periodi in area 99,97. Il livello da osservare con attenzione per nuovi posizionamenti long potrebbe essere agevolmente superato sulla base delle indicazioni grafiche di breve termine. Allargando la panoramica al 4 ore si evidenzia la fase di completamento del pullback  e il rientro dei livelli di prezzo sul supporto dinamico rialzista in area 99,96. Il tono appare decisamente rialzista con gli indicatori che tendono a superare le loro linee mediane, orientati in territorio di ipercomprato. Possibili punti di approdo a 100,16 e 100,30.

AUD/USD

audusdh1IL dollaro australiano ha continuato a beneficiare della debolezza del green back per buona parte della seduta statunitense. Inversione di rotta durante la sessione asiatica e forte sell-off  che sta caratterizzando la seduta europea alle prime battute.  Il minimo registrato dall’Aussie a  0,9188  da 0,9317 riflette i forti condizionamenti del mercato rispetto alle notizie macroeconomiche. Ciò favorisce l’ulteriore fase di debolezza del dollaro australiano che nel breve, osservando il grafico orario, evidenzia un forte tono ribassista con possibile e ulteriore correzione in area 0,9180 e con maggiore profondità a 0,9160.

Crescita Giappone ok. La BoJ pronta a introdurre nuovi stimoli economici

KurodaLa Banca del Giappone è pronta a fornire ulteriore misure di allentamento per favorire e sostenere la crescita economica del Paese i cui segnali  di emersione appaiono evidenti.  Fra gli obiettivi  principali  il raggiungimento del livello di inflazione al 2% nel breve periodo. Secondo Takehiro Sato, membro della Banca centrale nipponica, il maggior stimolo economico è una possibilità reale se la ripresa dell’economia è minacciata. Tra i rischi maggiori indicati dal membro della BoJ  la crescita più lenta del previsto in Cina.  In uno scenario di grande incertezza sullo stato di salute dell’economia globale, i rischi per le prospettive economiche  sono attualmente maggiori, pertanto la BOJ non esclude l’attuazione di misure supplementari e non esiterà a mettere a punto le sue politiche monetarie  in modo flessibile in presenza di particolari condizioni di rischio. Sato,  durante un discorso davanti ai leader aziendali di Fukushima, nel nord est del Giappone , ha anche aggiunto che l’inflazione al 2% dovrebbe essere vista come un obiettivo flessibile, soggetto a variazioni nella proiezione del biennio. E’ un lasso di tempo questo, più volte citato dal governatore Kuroda  nel corso di precedenti incontri. Se il tasso di inflazione dovesse stabilizzarsi entro un certo intervallo di tempo, con la crescita dei prezzi intorno al valore del 2 per cento, l’obiettivo principale della politica della banca sarà raggiunto. Sato, economista entrato di recente a far parte del board della Banca centrale, è stato già a partire dallo scorso anno, fra i più ottimisti sulle condizioni dell’economia del Giappone,  quando ebbe a dire che il recupero era in vista,  presentando al contempo una serie di opportunità per superare la deflazione .

ECONOMIA, RECUPERO IN AUTOSUFFICIENZA

Il governo giapponese, nel frattempo, ha pubblicato il suo rapporto economico mensile, sottolineando ancora una volta che l’economia continua a mostrare segnali di recupero in piena autosufficienza. Tra i punti cardine del rapporto il crescente miglioramento del quadro economico  per il terzo mese consecutivo, un’ulteriore prova che la deflazione è in diminuzione, una visione più ottimistica del Capex per la prima volta in 4 mesi, le accresciute prospettive della produzione industriale, così come il  business sentiment e la rafforzata fiducia nel settore delle esportazioni,  diventato più competitivo attraverso il deprezzamento dello yen.  In piena sintonia con l’Ufficio di Gabinetto giapponese che ha presentato martedì scorso il suo rapporto economico mensile,   ampia condivisione sul fatto che l’economia è in costante crescita, indirizzata verso una ripresa auto-sostenibile.  L’andamento dei prezzi indica che la deflazione è in calo, tuttavia  c’è molto lavoro da fare prima di arrivare ad una ripresa economica più solida.

Sul Forex è arrivata l’estate. Volumi ridotti e movimenti erratici

In una sessione asiatica caratterizzata da alcun evento significativo il dollaro americano ha mantenuto costante la  polarizzazione negativa con il rafforzamento di Euro,  dollaro Australiano, Sterlina e Yen.  In calo sul fronte delle materie prime il petrolio  rimasto agli attuali livelli di 107 dollari,  mentre costante rimane  il prezzo dell’oro in area 1335.  Chiusura in positivo per le borse asiatiche senza eccezione alcuna.  Da Hong Kong a Shanghai che registrano entrambe il 2% di guadagno, in Giappone il Nikkei si è apprezzato dello 0,77%, e il coreano Kospi  dell’1,15%.

EUR/USD

Nonostante la stagione estiva contraddistingua i mercati a causa della  consueta e fisiologica  mancanza di volumi, il dollaro non è stato in grado di scrollarsi di dosso il tono ribassista impostato con l’apertura settimanale. La coppia EUR/USD ha raggiunto il nuovo massimo delle ultime cinque  settimane  a 1,3217, avvantaggiandosi  dei deludenti report economici pubblicati dagli Stati Uniti sul numero di case.  Intanto, la notizia che alla fine del 1 ° trimestre, il debito pubblico nella zona euro  è salito al 92,2%,  registrando un nuovo record,  non ha provocato alcun  genere di reazione sulla moneta unica che questa mattina, in apertura di seduta europea, conserva il tono leggermente rialzista. Il grafico orario  e le letture tecniche confermano questa tendenza positiva anche se è necessario considerare che la posizione neutrale, considerando i volumi bassi, prevale. Ulteriori rialzi potrebbero trovare conferme finché il prezzo si mantiene al di sopra di 1,3140. In correzione supporti di breve sono in area 1,3160-1,3170.

GBP/USD

La coppia GBP / USD ha registrato un massimo di 1,5382 prima di correggere sul supporto in area 1.5350 pur mantenendo il tono positivo nel corso della intera giornata. A breve termine il grafico orario manifesta una condizione di palese congestione all’interno di un canale laterale che potrebbe subire rotture con la pubblicazione  del rapporto economico sull’approvazione delibere di mutuo (BBS)  del Regno Unito.  Qualora i dati  fossero deludenti, sono possibili ulteriori correzioni verso il primo livello di supporto a 1,5335, e con maggiore profondità verso area 1,5290/1.53. In uno scenario più favorevole al pound , possibile la risalita a 1,5404 (livello Fibo).

USDJPY

Pochi cambiamenti per la coppia  dollaro-yen rispetto ai precedenti aggiornamenti. La moneta giapponese avanza nei confronti del dollaro  con la coppia che prima di rimbalzare ai massimi di sessione a 99,64 ha testato i minimi a 99,13. Tecnicamente il quadro appare ribassista,  soprattutto in mancanza di forza che riesca a rilanciare il biglietto verde oltre la soglia psicologica dei 100. LO scenario attuale finisce col favorire una prosecuzione del trend al ribasso della coppia, guardando a 98.80 il livello chiave di sostegno al di sotto del quale si innescherebbero ulteriori discese a 98,35.

AUD/USD

L’Australiano mantiene  i suoi attuali guadagni, dopo aver lasciato il livello di  supporto in area 0.9250.  Le letture tecniche mostrano  qualche progresso, con il grafico orario il cui tono positivo è favorito dallo slancio degli indicatori tecnici  che potrebbero portare la coppia oltre area 0,9292 ultimo massimo registrato dal pair il 17 luglio scorso. Tuttavia la ripresa dell’Australiano è ben lontana dal confermare una più definitiva  ripresa  fin quando il prezzo rimane al di sotto di 0,9380, livello resistenziale di medio termine. Fino  a quando saremo sotto questo livello, i movimenti verso l’alto dovrebbe essere visti come movimenti  correttivi  della  tendenza dominante ribassista.

Usa, vendita di case al ribasso e il Greenback perde quota. Il terremoto scuote la Nuova Zelanda

Il dollaro scambiato a livelli inferiori, perde terreno  contro tutte le principali valute, estendendo le perdite dopo i dati deludenti degli Stati Uniti. La vendita di case  è diminuita dell’1,2% nel mese di giugno, scendendo da 5.14 a 5.08 milioni. Il calo ha colto di sorpresa gli investitori che sebbene avessero previsto un rallentamento, non si aspettavano una più marcata  flessione, soprattutto alla luce dell’ultimo rapporto Beige Book della Fed che la settimana scorsa aveva parlato di una attività edilizia più forte.

MARKET MOVER DELLA SETTIMANA IL CPI EUROZONA

Rispetto alla scorsa settimana,  l’attuale settimana di scambi per il mercato del Forex dovrebbe essere molto più tranquilla. In termini di mercato non ci sono dati macroeconomici rilevanti che riguardano gli Stati Uniti, mentre in Europa i market mover più significativi saranno i rapporti economici  del PMI dell’Eurozona. Anche se i partiti della coalizione del Portogallo e il principale partito di opposizione non sono riusciti a raggiungere un accordo, secondo il presidente Silva, l’attuale coalizione di governo ha la maggioranza per evitare il ricorso alle elezioni anticipate. Il ritorno anticipato alle urne prima della naturale scadenza prevista nel  2015 avrebbe creato un clima di grande incertezza politica  per il Paese, per l’Eurozona e per la moneta unica.

GIAPPONE, LA “TERZA FRECCIA” DI SINZO ABE

In Giappone, il successo del partito del premier Sinzo Abe ha restituito vigore allo yen. La vittoria elettorale spiana la strada alla strategia di crescita economica del Paese, meglio nota  come “la terza freccia di Abenomics”.  Il piano di rilancio e di sviluppo  include la eliminazione dei limiti agli investimenti,  riforme economiche e fiscali, la creazione di  Zone Strategiche Speciali al fine di ridurre la distanza tra casa e luogo di lavoro. La vittoria dell’LDP dunque agevolerà  l’approvazione e l’attuazione di queste politiche economiche che nel lungo periodo dovranno portare benefici al Giappone.

TERREMOTO IN NUOVA ZELANDA, LA BANCA CENTRALE POTREBBE TAGLIARE I TASSI

La Banca centrale della Nuova Zelanda si riunisce questa settimana, nonostante il rally odierno del  “kiwi”, una forte scossa di terremoto  ha danneggiato alcuni edifici della capitale Wellington. Il che aumenta il rischio di un taglio dei tassi di interesse. Per fortuna, la scossa di magnitudo 6,5, più forte  di quella che distrusse Christchurch nel febbraio 2011, pare non abbia causato danni a cose o persone. Dopo il terremoto che ha colpito la Nuova Zelanda nel 2011,  si ebbe un calo molto forte del dollaro neozelandese, accentuato il mese successivo dal taglio dei tassi di interesse di 50 punti base praticato dalla RBNZ.  Si ebbe poi una forte inversione nei confronti del dollaro statunitense durante l’agosto dello stesso anno quando ebbe inizio l’opera di ricostruzione  che ha contribuito positivamente alla ripresa dell’economia neozelandese. La scossa verificatasi oggi potrebbe  condizionare le decisioni della  Banca centrale neozelandese che si riunisce questa settimana. Con il rallentamento della crescita in Cina e Australia,  la Banca Centrale potrebbe considerare l’ipotesi di abbassare ancora i tassi, se si ritiene che le attività economiche possano subire un effetto negativo rispetto agli ultimi eventi.

Il Giappone premia Abenomics, Euro possibili rialzi

Sinzo AbeIl primo ministro giapponese Sinzo Abe e la sua coalizione di governo ha vinto con una maggioranza più ampia del previsto le elezioni alla Camera alta del Parlamento. Abe eserciterà  il pieno controllo  su entrambe le camere al fine di attuare il suo programma nazionalista, che prevede  l’attuazione di riforme economiche radicali.  Il partito liberaldemocratico di Abe (LDP), insieme con il suo partner, il  New Komeito, ha conquistato, secondo i primi exit poll diffusi in mattinata,  non meno di 74 dei 121 seggi che sommati ai 59 già detenuti e non in lizza in queste elezioni assegnano circa 130 seggi rispetto ai 242  che formano l’Assemblea.  Tuttavia, la mancanza di entusiasmo per andare alle urne da parte della popolazione giapponese è stata particolarmente evidente, con la percentuale di affluenza più bassa dal 1998.  Nel caso in cui gli exit-poll si rivelassero attendibili la maggioranza assoluta conquistata da Abe darebbe al primo ministro più libertà di movimento all’interno del suo partito per portare avanti le riforme, limitando fortemente le opposizioni interne, guadagnandosi il beneficio del dubbio da parte degli osservatori economici e dagli investitori del mercato.

ABE, LEADERSHIP DI LUNGO TERMINE

La vittoria del Partito Liberal Democratico conferisce maggior forza al programma ‘Abenomics, che ha permesso di produrre per la prima volta in un decennio  il cambiamento della percezione nei confronti delle prospettive economiche depresse in Giappone. Se   Abe ha mai pensato ad uno scenario ideale in cui governare il Paese,  è quello che si profila  in questo momento.  La posizione e la forza dell’attuale coalizione  di governo consente al Primo Ministro di avere campo libero per portare avanti l’ambiziosa politica monetaria, fiscale e i programmi di crescita economica del Giappone, riaprendo  le prospettive per una  leadership di lungo termine.  Abe, commentando favorevolmente  i primi risultati delle urne,  ha sottolineato  che i giapponesi  con il loro voto hanno  sostenuto le politiche economiche attuali ritenendole giuste.  La gente in questo momento  ha bisogno di sentire i benefici. L’economia  sta migliorando  ma l’obiettivo di fondo resta il miglioramento delle condizioni di lavoro, dei salari e l’aumento dei consumi, chiedendo alle aziende maggiori investimenti.

EURO RIALZISTA, POSSIBILI ULTERIORI GUADAGNI

eurusdh4Sul fronte valutario la moneta unica si è apprezzata ulteriormente nei confronti del biglietto verde  raggiungendo quota 1,3190  in apertura dei mercati europei estendendo i suoi guadagni di circa 30 basis point in una giornata che prevede la pubblicazione di dati economici di rilievo solo nel pomeriggio. Dagli Stati uniti attesi i rapporti mensili nel settore delle vendite immobiliari.  Le indicazioni  offerte dai grafici intraday continuano a suggerire ulteriore spazio per un movimento rialzista in area 1,3208.  Tuttavia il prossimo obiettivo che si prospetta è il ritracciamento di Fibonacci 78.6% a 1.3275.   Opportunità di acquisto possono essere considerate sul supporto in area 1.2985/40 prima che la coppia possa correggere verso area 1.2755/40 (recente minimo e minimo di aprile).

Tra riforme e austerità imposte dalla Germania, il Bund perde il suo fascino

BernankeIl presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ribadisce al Congresso che non lascerà l’economia in difficoltà senza stimoli monetari, ma che ridurrà la politica non convenzionale a partire dal 2014. Gli investitori si muovo sempre più in maniera nervosa , assodato il fatto che la Banca centrale statunitense teme una nuova bolla gonfiata dalla liquidità a basso costo che ha spinto i mercati molto più della crescita reale. I listini azionari sono saliti tutti dopo i discorsi di Bernanke. Tra l’altro i dati macro hanno confermato che la ripresa degli Stati Uniti procede attraverso zone grigie e richiama il sostegno di applicare bassi tassi d’interesse. Le richieste dei sussidi di disoccupazione sono tornate a scendere ma le vendite al dettaglio e il settore immobiliare hanno deluso. Sul versante degli utili societari, le banche sono andate oltre le aspettative grazie anche all’andamento dei listini azionari , ma più interessante è vedere i conto dei colossi legati ai consumi, per esempio quello di General Electric, comunicati il giorno successivo alla chiusura di ottava. Pure l’oro verso quota 1300 dollari, ha approfittato di un altro po’ di “bonanza” monetaria; il pterolio è ai massimi da tre mesi a Londra e da oltre un anno a New York, però sostenuto da fattori di produzione e dall’aumento di domanda dalla Cina che rallenta al ritmo del 7,5%. Il mercato valutario è molto più volatile e tuttavia posizionato su un apprezzamento del dollaro a medio termine.

GLI INVESTITORI SI RITIRANO DALL’AREA EURO

Infine le oscillazioni sono state particolarmente ampie sulle obbligazioni periferiche non più oggetto del desiderio indiscriminato degli investitori a caccia di rendimenti. Le tensioni politiche si avvitano alla recessione attraverso tutto il Mediterraneo, dal Portogallo alla Grecia, e il Btp italiano ne risente in modo accentuato su tutte le scadenze: in settimana il rendimento del decennale ha superato soglia 4,5% e lo spread i 300 punti base per poi rientrare. Allargato dal ritorno degli acquisti sui Bund. I dubbi del mercato sulla solidità dei conti pubblici non hanno riguardato gli Oat francesi premiati, nonostante il taglio del giudizio sul debito transalpino da parte di Fitch. Il mercato vede contrapporsi due approcci opposti alla soluzione di un unico problema: il ritorno alla normalità delle economie reali. Da una parte la scuola della Fed, che sta portando l’economia statunitense fuori dalla più grave crisi che il capitalismo ricordi.

LA SCUOLA TEDESCA, RIGOROSA MA ALTRETTANTO MIOPE

MerkelDall’altra la scuola tedesca, certo rigorosa, ma altrettanto miope. La Germania ha avuto nel Portogallo la sconfitta più pesante. Il Paese è stato considerato fino a qualche tempo fa, un esempio , la prima economia europea che ritornava alla normalità grazie a un mix di riforme e di austerità. Il fallimento dell’approccio tedesco è evidente e lo è ancora di più che la Fed sta per cogliere il primo grande risultato, ovvero la crescita senza inflazione. Questo è il motiva che rischia di allontanare gli investitori dall’area europea. Una cura sbagliata che aggrava lo stato del paziente. La qualità del Bund è bassa se lo scenario di riferimento è quello della continuità della crisi sistemica e il rischio è che fino alle elezioni tedesche di settembre, non cambi nulla. Non è un caso che sugli asset europei i volumi siano più bassi e manchino le iniziative di acquisto. La stessa fase positiva del Bund, da quota 140 a 144, potrebbe infrangersi in qualunque momento a causa sia della scarsa appetibilità rivolta ad una obbligazione che è a tasso fisso ad un rendimento inferiore al 2%, sia al rischio legato all’area geografica. L’attrazione del Bund verso l’area del 2 percento potrebbe aumentare nelle prossime settimane.

Abe spinge lo Yen, Euro alle prese col Portogallo. Dollaro sotto tono.

SESSIONE ASIATICA SOTTO IL SEGNO DELLO YEN

Sessione asiatica sotto il segno dello Yen in apertura di ottava con la valuta giapponese che ha tenuto il dollaro sotto forte pressione prim’ancora che la borsa di Tokyo aprisse i battenti. 99,57 è il minimo toccato dalla coppia grazie alla debolezza del biglietto verde causata dalla vittoria delle elezioni in Giappone di Shinzo Abe. L’indice Nikkei ha aperto a 14750, correggendo in area 14600. L’oro  ha rotto la resistenza sopra i 1.300 dollari, mentre il petrolio è rimasto sopra il livello chiave a 108. Mercati azionari misti  con Cina e Giappone che hanno chiuso in territorio negativo, mentre col segno più chiudono Australia e Corea.

EUR/USD

eurusdh4Sul fronte macroeconomico il fine settimana è stato denso di notizie, con la crisi politica del Portogallo che da tre settimane non vede una via d’uscita e tutti i colloqui su un accordo nazionale sono falliti tanto da richiedere l’intervento del presidente del Portogallo.  Ricordiamo che il Paese  ha chiesto una ulteriore proroga al piano di salvataggio per poter onorare i suoi impegni. I partiti di opposizione chiedono l’allentamento delle misure di austerità,  cosa che il governo attuale non è in grado di offrire dovendo rispettare il programma di salvataggio concordato con l’Unione Europea. Argomenti che in qualche modo non stanno incidendo in modo significativo sull’andamento della moneta unica che ha aperto in leggero gap negativo recuperando velocemente in area 1.3150. Il grafico orario mostra un tono leggermente rialzista, con il prezzo al di sopra della media mobile che presenta una direzionalità tendente verso l’alto. Nel  4 ore gli indicatori tecnici  sono piatti, così come i volumi ridotti che hanno caratterizzato le sedute di questi ultimi giorni. Una rottura sopra 1.3150 potrebbe favorire un nuovo test nell’area di prezzo di 1,3205, con la price action pronta a manifestarsi in area  1.3030/50.

GBP/USD

Gli scambi sul cable si sono stabilizzati vicino ai  massimi recenti, così come il grafico orario evidenzia una media mobile rialzista e gli indicatori che tendono a perdere forza sostando in  territorio positivo. Nel 4 ore  possiamo osservare una media mobile a 200 periodi molto piatta che fa da forte resistenza agli attuali livelli di prezzo attualmente intorno a 1,5286, mentre la media mobile a 20 periodi cerca di convergere con una linea ascendente intorno a 1.5200/30 offrendo un supporto molto interessante in caso di ritracciamento. Nel breve termine  il direziona mento è rialzista e una rottura a 1,53  suggerisce la possibilità di ulteriori risalite a 1,5325. Al contrari, una fase di correzione al di sotto di 1,5200  potrebbe innescare ulteriori ribassi in area 1,5190.

USD/JPY

usdjpyh4La coppia USD/JPY  è stata agevolata dal gap di apertura a 100,41 rispetto alla chiusura di New York di venerdì  a 100.56. In apertura abbiamo già descritto lo scenario politico che ha impresso maggiore spinta allo yen apprezzatosi contro il biglietto verde. Nel grafico orario il quadro tecnico ribassista appare non ancora esaurito a discapito del greenback  che trova livelli di supporto decisamente da tenere sotto osservazione.  Il primo è fornito dalla media mobile a 50 periodi che sta sostenendo gli attuali livelli di prezzo, e la media mobile a 200 periodi la cui rottura in area 99,73 darebbe ulteriore profondità al movimento correttivo. Nell’immediato lo scenario ribassista è favorito dal posizionamento degli indicatori. Al contrario, in una panoramica temporale più allargata, le indicazioni  non forniscono una più marcata direzionalità considerando movimenti che avvengono all’interno del canale rialzista.  I  livelli da tenere d’occhio sono 100.70 e 99.90. Eventuali breakout  su questi livelli potrebbero caratterizzare il trend odierno.

AUDUSD

audusdh1Il dollaro australiano sembra non essere nelle condizioni di reagire alla notizia di una revisione al ribasso del PIL diffusasi la settimana scorsa. Il grafico orario mostra il prezzo al di sotto della media mobile a 20 periodi e gli indicatori  orientati verso le loro linee mediane. Al momento manca    una chiara direzione  anche se tutto lascia presupporre che in area 0,92 attuale livello di prezzo vengano esercitate spinte ribassiste fino al supporto di 0,9184. Nel 4 ore tuttavia, letture tecniche evidenziano un trend ribassista che trova come primo supporto area 0,9190, zona di attraversamento della media mobile di breve periodo la cui direzionalità non offre ulteriori spunti aggiuntivi se non un movimento correttivo dei prezzi in questa area. Una accelerazione dei prezzi al di sotto dell’area appena indicata favorire una più forte continuazione ribassista della coppia  a 0,9170.

Euro, trading senza emozioni. I Grandi a Mosca tra finanza e occupazione.

QUADRO TECNICO EUR/USD

eurusdh1Dopo aver sfiorato la resistenza chiave in area 1.3150 in apertura di sessione europea,  la coppia EUR/USD ha perso slancio non riuscendo a sostenere i guadagni realizzati, rendendo la  giornata di trading quasi piatta. La coppia appare in consolidamento sopra 1.3100 nonostante il rimbalzo di breve durata innescato dalle misure di liberalizzazione varate dalla Banca centrale cinese. Il pair si è successivamente collocato al di sotto di 1,3140 stabilizzando l’attuale livello di prezzo e confermando un quadro complessivo rimasto sostanzialmente invariato rispetto alla apertura. Con il calendario economico che non riserva alcuna novità per il resto della giornata, ultima di ottava, la moneta unica potrebbe indirettamente beneficiare dall’andamento dei listini azionari con qualche ulteriore spunto rialzista. Quanto ai livelli, la prossima resistenza si osserva a 1,3150 (massimo giornaliero) e 1.3175 (massimo del 18 luglio), mentre sul versante opposto, una correzione in area 1.3090 (minimi quotidiani) potrebbe far scivolare la coppia a 1,3051 (minimo del16 luglio).

G20, al summit di Mosca governatori delle banche centrali e ministri delle finanze

I governatori delle banche centrali e i ministri delle finanze del G20 si riuniscono per un summit di due giorni a Mosca. Al centro del vertice la situazione dell’economia globale, fra crescita dell’occupazione e regolamentazione delle riforme finanziarie. Le politiche delle banche centrali  sarà uno degli argomenti in agenda che si pensa possa aprire la due giorni moscovita. La politica monetaria aggressiva del Giappone, così come lo stimolo economico della Federal Reserve e le previsioni di probabile riduzione degli acquisti sono alcuni degli argomenti sul tavolo di discussione.  Ma il G20, fanno sapere fonti ufficiali da Mosca, non sarà il luogo ove criticare le misure adottate. I rappresentanti del G20 proseguiranno la fitta serie di colloqui sul principale obiettivo del meeting che si apre sotto l’egida della presidenza russa, il cui tema di fondo  riguarderà il finanziamento per favorire e sostenere gli investimenti, presupposto chiave per la crescita economica oltre ad essere un fattore fondamentale per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Stati Uniti, prospettive da “negative” a “stabili” secondo Moody’s

Moody’s ha annunciato un cambiamento delle sue prospettive degli Stati Uniti. L’agenzia di rating   confermando la tripla A ha modificato l’outlook sugli Usa  che da negativo torna ad essere stabile. La valutazione parte dal presupposto che la situazione del debito pubblico è sulla buona strada per soddisfare i criteri indicati dall’agenzia nell’agosto del 2011. Il disavanzo di bilancio è in calo e si prevede che continuerà a diminuire nei prossimi anni. Inoltre, la crescita dell’economia degli Stati Uniti, pur  essendo moderata, sta attualmente procedendo a un ritmo più veloce rispetto ad altri Paesi che hanno lo stesso rating, dimostrando un buon livello di resistenza rispetto alla riduzione della spesa pubblica. Pertanto, il rapporto americano debito-PIL fino al 2018 avrà un calo più pronunciato che  Moody’s aveva peraltro già anticipato quando è stato assegnato agli Usa l’outlook negativo.  Sempre la stessa agenzia di rating ha però osservato che nonostante le prospettive fiscali nel corso dei prossimi anni appaiano più favorevoli, senza ulteriori sforzi di consolidamento fiscale, è previsto a lungo termine un aumento del disavanzo pubblico.  Se  tali situazioni non vengono affrontate potrebbero nuovamente mettere sotto pressione il rating.

Usa, il dollaro si indebolisce. Outlook positivo di Moody’s. Election day in Giappone

LA SEDUTA ASIATICA PENALIZZA IL GREENBACK

Decisa inversione di tendenza  del dollaro statunitense in seduta asiatica pronta a terminare  settimana di trading  in vista delle elezioni per la camera alta del parlamento giapponese. Da registrare  la tonicità della moneta unica che si è rafforzata contro il greenback, l’ulteriore calo del dollaro australiano,  la flessione del cable  che perde terreno scendendo da 1,5249 a 1,5197 e infine lo yen che riporta la coppia sotto la soglia psicologica dei 100, in area 99,79 a seguito della  massiccia vendita  dei future Nikkei sui mercati azionari.  Indici e borse asiatiche in territorio negativo con il Nikkei  che inverte il trend  delle ultime sessioni  perdendo l’1%  insieme con lo Shanghai Composite. Sul fronte delle materie prime l’oro  registra nuovi massimi di sessione salendo a quota 1295, mentre il petrolio continua ad apprezzarsi  sopra  i 108 dollari.  Quanto alle notizie economiche pubblicato il rapporto  sugli investimenti esteri in Giappone in calo rispetto al mese precedente.

EUR/USD

eurusdh1Pur essendo stato sotto pressione per la maggior parte della giornata, la coppia EUR/USD è riuscita a cancellare  buona parte delle perdite giornaliere  registrate durante la seduta americana di ieri pomeriggio. Tono positivo dell’euro che ha riconquistato vivacità anche a seguito delle notizie provenienti dal Portogallo e dalla possibilità che si vada verso una definitiva soluzione della crisi politica senza dover ricorrere alle elezioni anticipate. La notizia ha provocato un indebolimento generale del biglietto verde, con ricadute sugli indici azionari statunitensi in fase correttiva rispetto ai livelli record raggiunti. Il grafico orario della coppia mostra gli indicatori  in ipercomprato  con un  tendenza ribassista che nel breve potrebbe riportare la coppia sul supporto a 1,3107. Nella giornata odierna non sono attesi dati di particolare rilievo. In area Euro l’indice tedesco del PPI su scala mensile è rimasto inaspettatamente invariato rispetto ad un previsto decremento dello 0,1% . Pertanto nell’ambito del quadro tecnico attuale, riferito anche al grafico a 4 ore, è ipotizzabile una potenziale lateralizzazione dei prezzi sia nel corso della giornata che in fase conclusiva di ottava.

GBP/USD

gbpusdh1Il cable ha mostrato una maggiore vivacità affrontando la sessione asiatica rinvigorito dai dati macro rilasciati dal Regno Unito. Il livello di prezzo si mantiene abbondantemente al di sopra della media mobile di breve periodo ma bisogna altrettanto considerare come la media mobile a 200 periodi funga da forte livello di resistenza dinamica  in area 1,5326. Il grafico orario mostra  spunti direzionali rialzisti; gli indicatori tecnici  confermano questa tendenza  con target  in area 1,5246 – 1,5276 che rapprsentano i punti di approdo più immediati. In una logica inversa la fase correttiva sarebbe sostenuta dalla trendline dinamica in area 1,5210 la cui violazione potrebbe favorire ulteriori discese  verso area 1,5190 e in presenza di ulteriore accelerazione test sul supporto dinamico 1,5190.

USD/JPY

usdjpyh4La coppia USD/JPY ha raggiunto un massimo giornaliero di 100.65,  dando luogo ad un rientro dei  livelli di prezzo nell’ambito del canale rialzista di breve termine in formazione. Tonfo del dollaro e maggior forza allo yen, come abbiamo già detto in apertura  causata  dalla massiccia operazione di vendita sul Nikkei che ha portato il green back ancora una volta a testare la soglia psicologia dei 100. Il trend in atto appare poco favorevole ad una ripresa del biglietto verde, quanto  piuttosto una potenziale e ulteriore discesa sul supporto statico a 99,80. Il quadro tecnico del grafico orario mostra gli indicatori in territorio negativo con un orientamento parallelo alle linee mediane, ad indicare l’attuale fase di congestione in area 100.00. Una risalita  oltre 100,30  non favorirebbe il rischio a breve termine di ulteriore indebolimento. Al contrario la coppia è esposta al ribasso.