Bernanke non scalda i mercati

Bernanke non ha “scaldato” i mercati, che sono molto abituati alla volatilità che si crea dopo le parole del Chairman Fed, che è anche il più importante policy maker al mondo. L’audizione semestrale che ha tenuto di fronte alla commissione servizi finanziari del Congresso degli Stati Uniti e la seguente pubblicazione del Beige Book hanno confermato quanto detto in precedenza. Gli investitori avevano delle grande ingenti aspettative attorno a questo appuntamento, dato che Bernanke aveva avuto poca credibilità quando, la settimana scorsa, aveva ritrattato la forma di quanto detto precedentemente dopo il meeting FOMC dello scorso 19 Giugno. La sostanza non è cambiata, dunque. La Fed non è pronta a ridurre gli acquisti di buoni del tesoro (pari attualmente a 85 miliardi di dollari al mese) dunque la vita del QE3 verrà decisa, di volta in volta, con la pubblicazione dei dati e di importanti indicatori economici in arrivo dal mercato americano. La politica monetaria sarà in generale ancora accomodante, anche se in questa occasione nessun orizzonte temporale è stato nominato, dato che essi dipendono in maniera particolare dai numeri dell’inflazione (che è del 2%) e da quello dei disoccupati (che devono scendere al di sotto del 6,5%.). Bernanke ha inoltre confermato l’obiettivo del “tapering”del Quantitative Easing 3, senza escludere in ogni che la decisione finale di andare avanti venga presa già dal prossimo mese di settembre o, in ogni caso, entro la fine di quest’anno.

Nulla di nuovo dunque da parte di Bernanke, anche se è noto come le aspettative che si costruiscono sui mercati (e quelle costruite attorno a questo evento, come detto, sono state elevate) si formano su dinamiche di breve, affermazione vera soprattutto in questi giorni.

Dopo le parole di Bernanke abbiamo visto inoltre ieri la pubblicazione del dato sulle concessioni edilizie e sui nuovi cantieri edili, che ha fatto registrare un forte calo (-9,9% contro una previsione di +3,9%). Questi dati mettono in evidenza come il mercato immobiliare americano, molto importante per la vera ripresa dell’economia a stelle e striscie, sia ancora lontano dai livelli pre-crisi.

La Banca Centrale americana sembra dunque aver già iniziato a camminare lungo un percorso che porterà alla diminuzione del QE anche se non ci saranno dei grandi segnali di miglioramento per l’economia reale.

Dal punto di vista dei prezzi delle valute, potremo attenderci ancora delle correzioni del trend di rafforzamento del dollaro USA, oltre che un ribasso dell’azionario. La reazione di ieri è stata, dunque, molto chiara, con i primi tentativi di acquisto di usd contro tutte le altre valute, per poi vedere delle correzioni di breve. Ecco che, per operare, occorre rifarci agli strumenti operativi che abbiamo, ovvero l’analisi tecnica con le correlazioni di mercato e il Money management.

EurUsd

Le vendite di ieri pomeriggio hanno permesso di violare i livelli di prezzo di 1,3150 e 1,3120 , con arrivo fino a 1,3090. Questo valore è ancora valido come supporto per la price action, dato che su di esso passa la media esponenziale a 21 periodi per il time frame a 4 ore. La rottura di questo livello potrebbe portarci a nuove vendite con obiettivo 1,3040 , oltre al quale sembra liscia la strada fino a 1,30/1,2990. Buon risk/reward in caso di acquisto su 1,3090 con dei ritorni ai punti tecnici citati prima.

UsdJpy

Interessante il canale rialzista di questa coppia di valute, che prende in considerazione la linea di trend che è stata tracciata partendo dai minimi della metà di giugno. Anche nella giornata di ieri abbiamo visto delle conferme di validità di questo valore, in unione con quota 99, sia livello statico che soglia psicologica. Da qui abbiamo visto degli acquisti accompagnati dall’oscillatore stocastico sul time frame a 4 ore , che hanno portato i prezzi di questo rapporto di cambio al di sopra di 100. L’area 100,40/60 è da prendere come riferimento per degli allunghi del prezzo, dato che le medie mobili sia di breve che di lungo periodo sono una base importante, in termini di supporti dinamici, per vedere degli interessanti rialzi del prezzo. Al di sotto di 99,70 si può invece pensare di andare short con obiettivo 99,30 e 99.

EurJpy

Il canale rialzista che vediamo da giorni è ancora valido, anche se in questi momenti non conviene operare dato che il prezzo si trova proprio in corrispondenza della fascia mediana. Il percorso rialzista rimane comunque valido, con la media mobile a 21 periodi sul grafico con time frame 4 ore che è un forte supporto dinamico. Sempre su questo time frame potremmo vedere una divergenza al ribasso con lo stocastico a patto che tengano i massimi relativi a quota 131,40 , che ci permetteranno di sfruttare degli ottimi Risk/Reward fino a 130,80, 130,40 e 130. Al di sopra di 131,40 , invece, c’è potremmo valutare una salita fino a 132.

GbpUsd

Interessante la divergenza ribassista tra il prezzo e lo stocastico sul grafico a 4 ore. Potremmo vedere delle possibili rotture di 1,5170 con obiettivo rivisitazione di 1,5130 e di 1,5080. La tenuta del primo prezzo, invece, permetterebbe di avere degli interessanti Risk/Reward con obiettivi “long” fino a 1,5220 e 1,5250. Seguiamo il dato sulle Vendite al Dettaglio del Regno Unito, previsto per le 10,30, dato che ieri abbiamo avuto una grande reazione sia alle Minute della Bank of England che alla variazione dei sussidi di disoccupazione.

AudUsd

Graficamente vediamo ancora valida la linea di trend al ribasso, che ieri è stata testata con successo a quota 0,93. Il cedimento di 0,9190 è buono per poter arrivare a 0,9140 , valore da cui poter valutare delle salite fino a 0,9240. I prezzo di 0,9080 è invece il punto di riferimento più importante nel caso di vendite.

XauUsd

L’azione del prezzi dell’oro è ancora molto contenuta, anche se essa potrebbe muoversi su degli aumenti di volatilità. Molto buoni sono i riferimenti dei livelli di Fibonacci che sono stati tracciati in corrispondenza dell’ultimo ribasso, partendo da 1.424 e fino ai minimi a quota 1.178. Siamo ancora nella posizione compresa tra 38,2% e 50%, con possibilità di andare short nel breve periodo al di sotto 1di .273 con obiettivo 1.266. Se tale valore dovesse venire superato, allora potremmo vedere altre vendite fino a 1.245. Interessante, dal punto di vista del risk/reward, un acquisto a 1.275 con obiettivo a 1.290.

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Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Ancora attesa per Bernanke

Ancora occhi puntati su Ben Bernanke, numero uno della Fed, dato che egli, alle ore 16 italiane, terrà la sua audizione semestrale di fronte alla commissione servizi finanziari del Congresso degli Stati Uniti, anticipando la pubblicazione del Beige Book, prevista per le 20 di questa sera. Dopo il meeting FOMC dello scorso 19 Giugno, che ricordiamo tutti, ed il successo “dietrofront” della settimana scorsa, il mercato è nuovamente in attesa delle parole di Bernanke in materia di politica monetaria, con particolare riferimento ai tassi di interesse e al Quantitative Easing.

Le condizioni economiche degli Stati Uniti dovrebbe permetterci di avere dei dati positivi, anche se il tasso di disoccupazione (che ora si trova 7,6%) è ancora molto alto e l’inflazione si trova al di sotto del 2% , che è l’obiettivo della banca centrale. Questo getta le basi per il continuo delle politiche accomodanti da parte della Fed. La politica seguita dalla banca centrale americana seguirà, infatti, i dati che arriveranno dal mercato relativamente a questi due punti (disoccupazione ed inflazione).

Bernanke potrebbe sottolineare che la politica monetaria particolarmente accomodante dal punto di vista dei tassi potrebbe andare avanti ancora per un po’ di tempo, anche dopo un eventuale diminuzione del QE (attualmente pari ad 85 miliardi di dollari al mese). A farla da padrone in questo senso saranno la disoccupazione, che deve scendere almeno al 6,5%, e l’inflazione, che invece deve arrivare al 2%. Solo quando ci saranno queste due condizioni potremo pensare di vedere dei ritocchi al rialzo dei tassi d’interesse, anche se non è una cosa sicura, dato che la soglia del 6,5% non è un livello che potrebbe far scattare in maniera automatica un rialzo de tassi di interesse anche in considerazione del fatto che ci sono altri indicatori sul mercato da tenere in considerazione.

Come reagiranno i mercati alle parole del chairman della FED? Andando a vedere l’analisi delle dinamiche dei prezzi per la giornata di ieri possiamo dire che i flussi di liquidità, ancora modesti, hanno altamente ignorato i dati macroeconomici e si sono concentrati sulle riduzioni parziali dei posizionamenti long sul dollaro.

L’FXCM Dow Jones Dollar Index, infatti, ha violato in basso la trendline rialzista di supporto, che era valida dal 19 giugno, oltre che il livello statico a quota 10.810, poi rientrato sull’attuale test della linea di trend, che ora opera come resistenza. La preoccupazione di quanto avverrà oggi è che i mercati potrebbero risultare ancora incerti e timorosi dopo le parole di Bernanke e mostrare degli effetti limitati dal punto di vista della salita del “buck”. Il dollaro americano, quindi, potrebbe non aumentare i suoi guadagni in maniera significativa, anche se in questi casi le scelte operative devono essere sempre fatte con grande prudenza. Meglio non fare alcun approccio previsionale, ma solo probabilistico andando a valutare cosa potrebbe accadere se un dato livello tecnico dovesse essere raggiunto o meno, se violato o meno.

Nella mattinata di oggi attenzione anche alle minute della Bank of England e alle aste dei titoli di stato tedeschi e portoghesu, eventi che potrebbero impattare negativamente sull’euro in caso di rialzo dei tassi.

EurUsd

Questo rapporto di cambio ha tentato una timida rottura al rialzo, con superamento prima di 1,3120 e poi di 1,3150 , senza però andare oltre quota 1,3170. Sul grafico orario possiamo vedere una flag rialzista che sta andando a testare la media mobile esponenziale a 21 periodi, che potrebbe essere un importante supporto per delle ripartenze long fino a raggiungere il massimo precedente e l’area 1,3200/10. Il prezzo di 1,3260 è quello successivo da prendere in considerazione. Un calo al di sotto della media, al di sotto del pivot point giornaliero e al di sotto del livello statico a 1,3120, potrebbero portarci fino a 1,3090 ed in continuazione fino a 1,3040 e 1,30.

UsdJpy

In maniera generale vediamo ancora valido il canale rialzista che considera la linea di trend crescente tracciata partendo dai minimi della metà di giugno. Ancora una volta è stata testata la sua validità. Dei cedimenti di questo livello di supporto dinamico, che ora passa per quota 99,20 , potrebbero portarci a dei cali fino a 98,70 ed in continuazione fino a 98,25. Interessante il risk/reward per dei posizionamenti long sui livelli attuali di prezzo (99,30) con primo obiettivo a 99,90 e con l’area compresa tra 100,50 e 100, 60 come soglia di arrivo.

EurJpy

L’azione dei prezzi è decisamente confusa, con il canale rialzista che è ancora valido, anche se l’attuale posizionamento del prezzo proprio nella fascia intermedia non consente di operare con un rapporto tra rischio e rendimento ottimale. Meglio preferire l’operatività stop entry, con degli short al di sotto di 130 con obiettivi a quota 129,40 e poi a 129, mentre occorre andare long al di sopra di 130,80 per cercare di raggiungere 131,40.

GbpUsd

Non abbiamo visto degli eccezionali spunti tecnici per questo rapporto di cambio, che ieri è stato interessato da lievi vendite dopo il dato negativo dell’inflazione del regno Unito. La figura di riferimento è il canale rialzista delle ultime 48 ore, con supporto dinamico che passa per il punto 1,5080 , mentre con la resistenza dinamica che passa per l’area a quota 1,5175. Questi due sono i primi obiettivi da porci dopo gli aumenti della volatilità che potranno essere legati alle release della mattinata di oggi. Al rialzo potremo vedere delle estensioni fino a 1,5225 e poi fino a 1,53 , mentre al ribasso potremo vedere delle estensioni fino a 1,5030 e poi fino a 1,4980.

AudUsd

La bandiera rialzista che si vede sul grafico orario è una figura valida, con il test della media a 21 periodi per poter valutare delle ripartenze fino a 0,9250 ed estensioni fino a 0,93. Il superamento della stessa media potrebbe invece portarci, dopo la rottura al ribasso di 0,92, fino all’ area 0,9150/40.

XauUsd

L’azione dei prezzi dell’oro è ancora molto contenuta, anche se presto potremmo vedere un buon aumento di volatilità. Sono ancora validi i riferimenti dei livelli di Fibonacci che sono stati tracciati sull’ultimo ribasso, quello da 1.424 a 1.178. Siamo ora tra il 38,2% e il 50%, con la  media a 21 periodi sul grafico a 4 ore che opera da supporto dinamico. In questi casi potremmo operare in break out, con rialzo al di sopra di 1.302 per dei movimenti che potrebbero farci salire fino a 1.337, mentre al ribasso occorre vedere la violazione del prezzo di 1.267 come livello chiave per quota 1.245.

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Market mover in arrivo

Entriamo finalmente nel vivo di una settimana discretamente interessante da un punto di vista delle release macroeconomiche. Ben Bernanke, numero uno della Fed, parlerà di fronte al Congresso degli Stati Uniti. Avremo poi il G20. L’arrivo di eventi che possano dare delle indicazioni più chiare, in un momento in cui il mercato sta lavorando sulle sue aspettative, è una cosa decisamente utile e da tenere in considerazione quando ci si ritrova ad operare nei mercati finanziari.

Partendo dall’analisi dei rendimenti USA e dalle aspettative di crescita del paese a stelle e strisce, vediamo un quadro che pone al centro di tutto il dollaro, anche in considerazione del fatto che le manovre della FED sono un ottimo punto di partenza in tale senso. Storicamente il dollaro USA si è rafforzato durante i periodi di “tightening”, che riguardano non solo il ritocco dei tassi di interesse, ma anche la riduzione del QE3 (si parla dunque di “tapering”) mentre si è indebolito durante i periodi di politiche espansive da parte della banca centrale. Unica eccezione è stata nel 1994, quando il valore dell’usd è caduto sullo spostamento della curva che ha visto i tassi a 2 anni superare quelli a 10 anni.

Le aspettative circa una possibile debolezza del dollari sono dunque probabilisticamente fuori luogo, dato che l’economia più grande del mondo non si trova affatto in una fase forte di rallentamento. Inoltre, tenendo a mente il cosidetto “ciclo FED”, eventuali strette nella politica attuale da parte di Washington non sono né premature né forzate.

Ieri il dollaro americano è stato interessato da una serie di acquisti generici contro tutte le altre valute. Tali acquisti sono stati seguiti da una serie di vendite dopo la pubblicazione del dato sulle Vendite al Dettaglio (il risultato è stato un + 0,4% mentre le aspettative erano un +0,8%), cosa che dimostra come tutte le news che arrivano dal fronte macro sono fondamentali per la dinamica dei prezzi di breve periodo e per la costruzione delle aspettative di medio-lungo periodo.

Molt importante diventa l’interpretazione del mercato, dato che l’impatto di quello che sta accadendo è molto evidente sia sull’azionario che sul mercato delle materie prima. Nel primo caso, l’azionario rimane molto sostenuto in seguito al fatto che può contare su una forte liquidità e sulla probabilità che, una volta che tale liquidità verrà tolta, l’economia reale sosterrà in ogni caso i prezzi. Nel secondo caso, le materie prime e l’oro in particolare sono state più o meno interessate da quello che accade al dollaro americano.

Intanto nel secondo trimestre del 2013, la crescita cinese è stata del 7,5% , contro il 7,7% , a conferma del fatto che il rallentamento dell’economia orientale, di cui da tempo si parla, potrebbe avere effetti a catena anche sull’economia mondiale. Nonostante questo e nonostante le minute della Reserve Bank of Australia che non hanno escluso delle nuove misure in favore di un nuovo “easing”, non abbiamo visto nella notte delle vendite del dollaro australiano, che invece nelle ore notturne è salito in maniera forte, con possibilità però di tornare short dopo aver toccato le prime resistenze. Da seguire per tutta la settimana la sterlina inglese, grazie ad una serie di interessanti release.

EurUsd

L’operatività per questa coppia di valute è decisamente buona, con il breakout della congestione della notte. La rottura di 1,3050/40 ci ha permesso di arrivare al di sotto di 1,30 , valore poi ricoperto dalle vendite del dollaro durante il pomeriggio, che hanno portato fino alle prime resistenze a quota 1,3090. Sul grafico giornaliero vediamo una pin candle rialzista, che sul grafico a 4 ore trova anche il sostegno delle medie mobili, in maniera particolare della EMA 21, che ora è praticamente perfetta come supporto al prezzo per assistere a dei tentativi di rottura al rialzo che potrebbe farci salire fino a 1,3120 ed in estensione prima fino a 1,3150 e poi fino a 1,32. Se invece il prezzo di 1,3090 dovesse tenere, avremo un ottimo Risk Reward per poter vendere e mantenere fino a quota 1,3040 , con estensioni che potrebbero far scendere il prezzo fino a 1,30.

UsdJpy

A livello generale rimane valido il riferimento grafico del canale rialzista che prende in considerazione la linea di trend che è stata tracciata a partire dai minimi della metà di giugno. Attorno a quest’area di prezzi si è formata una interessante congestione, che ha visto il range di prezzi scendere in maniera importante e che ha visto, proprio nella giornata di ieri, la rottura dei prezzi di massimo a quota 99,50 e poi a quota 99,80 , con arrivo fino a 100,60. Ora l’area compresa tra 99,80 e 99,70 è un interessante supporto per poter continuare a vedere dei minimi crescenti con obiettivo al di sopra di 100,50. Una rottura al di sotto di 99,50 potrebbe far tornare questo rapporto di cambio fino a 99.00, dove vediamo passare una linea di trend rialzista che è in grado di farci avere delle importanti vendite fino a quota 98,30.

EurJpy

Molto buona la rottura dei massimi relativi e del prezzo di 1,30 , cosa che non ha comunque fatto salire il prezzo fino a 1,3060. All’interno della figura rialzista che abbiamo visto tracciata a partire dalla metà di Giugno, vediamo una congestione che possiamo sfruttare dal punto di vista “long” fino al di sopra di 1,3070 , con obiettivi fino a 131,20 ed in estensione fino a 131,50, mentre con obiettivi “short” con obiettivi fino a 130 e fino a 129,50.

GbpUsd

Per il cable possiamo rivedere praticamente la stessa analisi già fatta per l’eurodollaro, che però potrebbe presto disallinearsi in seguito alle pubblicazioni che arrivano dal Regno Unito e che arriveranno fino a giovedì. Il grafico a 4 ore mette in evidenza un interessante possibilità di rialzo al di sopra di 1,5140 , con obiettivi 1,5175 ed in continuazione fino a 1,5220, mentre una rottura al di sotto di 1,5080 potrebbe metterci di fronte a delle vendite fino a 1,4980.

AudUsd

Interessante ed inatteso il movimento al rialzo di questo rapporto di cambio, che dopo i minimi di venerdì erano tornati a toccare le resistenza in area 0,92. Possiamo vedere delle correzioni che, se dovessero essere coadiuvate anche dai livelli di Fibonacci, portano al prezzo di 0,9120 come primo obiettivo. Da lì possiamo tornare nuovamente “long” con allunghi al di sopra di 0,92 ed obiettivo a 0,9250.

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Aspettative in costruzione

Al termine della scorsa settimana abbiamo parlato di “incertezza” e abbiamo messo a punto un ragionamento per cercare di capire come la stessa avrebbe potuto ancora perdurare nei prossimi giorni, nell’attesa di market mover importanti. Sicuramente l’incertezza è ancora un aspetto da considerare per la giornata di oggi. Essa deriva dalle parole che mercoledì scorso ha pronunciato di Ben Bernanke, il quale, anche se non ha cambiato la sostanza dei contenuti espressi nel meeting FOMC dello scorso 19 Giugno, ha fatto un passo indietro sull’ipotesi di un imminente “tapering”, ovvero di un taglio al QE, ribadendo la necessità, per l’economia made in USA di avere ancora politiche monetarie altamente accomodanti.

Sappiamo quello che è avvenuto a livello di prezzi nel momento in cui il mercato ha riformulato le aspettative in maniera così “violenta”. I rapporti di cambio, fatta eccezione per quelli che includono anche il dollaro australiano, si stanno muovendo in lateralità, con le Borse che hanno sostenuto i massimi e i mercati delle materie prime (in maniera particolare l’oro) che non hanno ancora direzionalità. Che scenari potremmo avere di fronte?

Nonostante la cautela da parte della Federal Reserve, la “crescita” degli Stati è convincente e questo potrebbe dare una grande mano al dollaro e ai tassi d’interesse USA. Occorre inoltre ricordare che il FOMC ha parlato, e continuerà a parlare, di una riduzione dal QE, non di una dismissione da tale programma, il che indica che, anche a fronte di dati macro deludenti, potrebbe pensare di avanzare l’ipotesi di una riduzione dei tassi di interesse senza toccare i piani di acquisto. La performance sottotono dell’usd durante la scorsa settimana è stata legata ad un allargamento dei tassi tra i titoli con scadenza a due anni, citati in dollaro, in euro ed in sterlina. Siamo dunque di fronte ad una situazione in cui l’azione del prezzi dipenderà anche dai differenziali tra le azioni delle varie banche centrali di riferimento.

Se si pensa al rafforzamento del dollaro, ricordiamo come esso è avvenuto nel momento in cui Ben Bernanke parlava di “tapering”, mentre Draghi e Carney parlavano di “forward guidance” con orizzonte temporale di un anno ed oltre. Questa settimana il numero uno della Fed parlerà davanti al Congresso e l’attenzione sarà riservata alle sue parole, che potrebbero metterci a conoscenza di altri particolari per quanto riguarda l’evoluzione delle politiche della banca centrale americana. Per la sessione di oggi occorre seguire le Vendite al Dettaglio degli Stati Uniti, previste per le ore 14,30.

EurUsd

Questo rapporto di cambio ha un’azione dei prezzi ancora molto laterale dopo lo scorso mercoledì e dopo le successive correzioni. Sicuramente per poter operare al meglio occorre sfruttare i primi incrementi di volatilità che possono essere in grado di spingere i pezzi fuori della congestione attuale, compresa tra 1,3090 e 1,3050. Se il prezzo dovesse andare oltre 1,3090 , potremmo vedere un arrivo fino a 1,3120, 1,3145 e 1,32 in estensione, da gestire con attenzione dal punto di vista del Money Management. Se invece il prezzo dovesse scendere al di sotto di 1,3050 , allora gli obiettivi potrebbero essere 1,3010 con estensione fino a 1,2990 e fino a 1,2920.

UsdJpy

Siamo ancora di fronte ad un canale rialzista e ad una linea di trend crescente che viene tracciata a partire dai minimi della metà di giugno. Attorno a quest’area di prezzi abbiamo visto una congestione che ha portato il range di prezzi a scendere in maniera importante. Se dovessimo avere il cedimento dell’area di prezzi attorno a quota 98,70 , potremmo vedere dei break al ribasso fino a 98,25 e fino a 97,80. In questo senso è molto valido il livello di resistenza che si trova in area 99,50 . Se invece tale prezzo fosse rotto al rialzo, i nostri obiettivi potrebbero essere quelli di 99,90 ed in continuazione di 100,60.

EurJpy

Per questo rapporto di cambio siamo praticamente di fronte alla stessa situazione di venerdì scorso, dato che poco è cambiato. Facciamo riferimento al grafico del canale rialzista che va avanti ormai dalla metà di giugno. L’azione dei prezzi è ancora confusa e il range di prezzi si sta restringendo andando a formare un triangolo, che se dovesse essere rotto in area 129,10 potrebbe farci scendere fino a 128,40, mentre se dovesse essere rotto al rialzo dopo il prezzo di 129,90 , allora potremmo valutare delle salite fino a 130,50 ed in continuazione fino a 131.

GbpUsd

Il cable ha messo in evidenza un interessante discorso tecnico analogo a quello dell’eurodollaro. La settimana in questione è ricca di release per il Regno Unito, che potrebbero metterci di fronte ad una grande volatilità per questo rapporto di cambio.Interessante l’operatività OCO in acquisto al di sopra di 1,5130, con obiettivi 1,5175 e 1,5225, e in vendita al di sotto di 1,5080, con obiettivi 1,5030 e 1,4980.

AudUsd

Abbiamo visto un importante break ribassista del dollaro australiano che ha messo in mostra dei nuovi minimi, fermandosi di pochi pips al di sotto della soglia di 0,90 , fino a rientrare e ritracciare a 0,9120. Tale correzione può essere vista come una bandiera ribassista che, al di sotto del prezzo di 0,9080 , potrebbe farci andare short con 0,9040 come primo target ed in estensione fino ai minimi. Al di sopra di 0,9120 invece, l’area di 0,92 è quella da guardare.

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Incertezza dopo la tempesta

L’incertezza regna sul momento attuale del mercato. Incertezza è anche la parola che ha regnato sui mercati durante la giornata di ieri. Incertezza è la parola con cui dovremo “fare i conti” nei prossimi giorni, nell’attesa di un grande market mover. L’incertezza arriva dalle parole che mercoledì sera ha pronunciato Ben Bernanke, che non ha praticamente cambiato la sostanza di quanto risultante dal meeting FOMC dello scorso 19 Giugno, ma che ha cambiato in maniera totale forma e tono.

Se 20 giorni fa sembrava praticamente arrivato il momento in cui la Federal Reserve avrebbe ridotto il piano di acquisto di asset (attualmente pari a 85 miliardi di dollari al mese), ponendo un obiettivo temporale pari alla fine del 2013 o alla prima metà del 2014, non oltre, due giorni fa il numero uno della FED si è dimostrato molto più reticente in merito a queste tempistiche dicendo che l’economia a stelle e strisce ha ancora bisogno di una politica monetaria altamente accomodante nel prossimo futuro, escludendo dunque l’innalzamento dei tassi di interesse anche in seguito ad un miglioramento dei fondamenti economici.

Considerando che i prezzi si formano anche in seguito alle aspettative, come abbiamo altre volte affermato, oltre che in seguito alle reazioni emotive, abbiamo visto dei grandi scossoni sulla maggior parte degli strumenti finanziari.

La situazione a cui ci troviamo di fronte in queste ore è di elevata confusione e di incertezza. I principali rapporti di cambio lo hanno perfettamente dimostrato nella giornata di ieri, dove abbiamo visto delle forti correzioni solo leggermente confermate al rialzo, come ad esempio nel caso della coppia di valute euro/dollaro e della gbpusd, mentre abbiamo un andamento più marcato nei rapporti di cambio che includono le “commodities currencies”. Infine, la coppia usd/jpy ha messo in evidenza una certa lateralità, con progressivo restringimento dei prezzi, mentre l’oro è tornato ad essere “attendista”.

Gli indici azionari americani hanno messo in evidenza una buona salita, che li ha fatto tornare verso dei massimi storici, anche grazie ai tanti dollari che sono in circolazione e che ivi resteranno.

Andando a ragionare in maniera complessiva, pensiamo ancora che l’andamento “bullish” del dollaro potrà andare avanti, dato che gli USA stanno facendo registrare una crescita relativamente lineare e sostenibile, mentre lo spread si va allargando in termini di aspettative sui tassi e sulle politiche monetarie delle varie banche centrali.

Guardando da un punto di vista più attento il trading, vediamo che la price action dei principali strumenti che ci troviamo di fronte ha messo in evidenza un ottimo andamento tecnico, anche se vale la pena di non andare alla ricerca di forti movimenti direzionali, cercando di limare il rapporto “Risk/Reward”, che deve in ogni caso rimanere su un livello accettabile e inferiore ad 1. Possiamo usare le correlazioni di mercato, che già si sono mostrate efficaci quando si è creata una dicotomia con il dollaro USA con le altre valute da una parte e con le Borse e l’oro dall’altra. Dal punto di vista macroeconomico, stiamo attenti alla Produzione Industriale della zona euro, pubblicata alle ore 11, e all’Indice di Fiducia del Michigan, pubblicato alle ore 15.55.

EurUsd

La correzione di questo rapporto di cambio, dopo aver toccato dei massimi relativi a quota 1,32, è passata attraverso una formazione a bandiera che è stata rotta al rialzo con target teorico a quota 1,3120. Siamo ora di fronte ad una configurazione simile, in maniera da poter sfruttare degli approdi di prezzo in area 1,3070 , con il test del supporto statico e della media mobile esponenziale oraria a 21 periodi, in maniera da valutare delle ripartenze al rialzo fino a 1,3120 , con possibilità di estensione fino a 1,3150. Il prezzo di 1,3020 è ancora il supporto più importante.

UsdJpy

Siamo ancora di fronte al riferimento grafico del canale rialzista che fa riferimento alla linea di trend crescente che viene tracciata a partire dai minimi della metà di giugno. Attorno a quest’area di prezzi vediamo andarsi a formare il triangolo che vede dei prezzi massimi in calo, che si appoggiano in maniera praticamente perfetta sul prezzo della media mobile esponenziale oraria a 21 periodi, oltre che dei minimi crescenti che hanno un naturale riferimento nella trendline di supporto. Il triangolo che si andrebbe a configurare al ribasso è interessante, ma per potervi operare occorre attendere il cedimento della confluenza dinamica e del livello statico a quota 98,25. Ipotizzando dunque l’operatività in questa maniera, il prezzo di 97 sarebbe decisamente interessante come obiettivo. Se invece l’area al di sotto del triangolo dovesse tenere e dovessimo vedere una salita del prezzo fino a rompere il lato superiore del già citato triangolo, allora potremmo vedere una salita fino a 99.90 ed in continuazione fino a 100,60.

EurJpy

Anche in questo caso siamo di fronte ad un canale rialzista che va avanti dai valori minimi della metà di giugno. L’azione dei prezzi è ancora confusa, con i range di prezzi che si vanno restringendo fino a formare un triangolo che, se dovesse essere rotto a quota 129,10 , porterebbe portarci a dei cali fino a 128,40, mentre se dovesse essere rotto a quota 129,90 , potrebbe farci salire fino a 130,50 ed in estensione fino a 131.

GbpUsd

La situazione tecnica di questo rapporto di cambio è molto simile rispetto a quella del rapporto di cambio eurusd. La differenza con essa è legata al posizionamento del livello statico e della media mobile esponenziale oraria a 21 periodi, che in questo caso sono più sfasati. L’area attorno a quota 1,5150 è propedeutica per dei nuovi rialzi in seguito ai primi incrementi di volatilità dopo la lateralità della notte. L’obiettivo è l’area che si trova a quota 1,5220 , con possibilità di arrivo, in estensione, fino a 1,5245 e ancora fino a 1,53.

AudUsd

I livelli di prezzo dinamici sono stati molto precisi per questo rapporto di cambio, con il canale in calo che è stato tracciato a partire dallo scorso 26 giugno che, dopo essere stato rotto nella parte alta dalla salita dei prezzi dei giorni scorsi, ha funzionato come livello di supporto per i tentativi di discesa fino a 0,92. Il canale al rialzo che si è formato partendo dai minimi crescenti a quota 0,9040 , a partire dallo scorso 8 Luglio, ci ha dato un’ottica bullish con approdi fino a 0,93. Da qui abbiamo visto una violenta discesa fino a testare quota 0,9120 , dove abbiamo visto delle nuove correzioni. E’ questo il punto importante da tenere in considerazione per valutare delle rotture al ribasso fino a 0,9080 e fino a 0,9040. Nell’altro caso, ovvero per l’andamento long, possiamo vedere dei rialzi a partire da un superamento di 0,9190, con obiettivo quota 0,9240.

Spx500

Siamo di fronte ad un movimento rialzista per questo indice americano, precisamente nella parte alta del canale rialzista che è stato tracciato partendo dai minimi relativi dello scorso 24 Giugno. Il grafico orario si dimostra decisamente ottimo per l’analisi e mette in evidenza la funzionalità della media mobile a 21 periodi come supporto dinamico da tenere in considerazione, che possiamo sfruttare per andare long fino ai massimi a quota 1.677 e a quota 1.687. Un andamento al ribasso della divergenza ribassista con lo stocastico permetterebbe invece di scendere fino a 1.661.

Disclaimer

Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Dollaro in caduta libera

Il FXCM Dow Jones Dollar Index, che riassume in maniera completa l’andamento dei quattro più importanti rapporti di cambio (ovvero eur/usd,gbp/usd,usd/jpy,aud/usd), è sceso nel giro di tre ore da un valore di 10.945 punti ad uno di 10.760. Si tratta di quasi 200 punti che possono essere paragonati alla media giornaliera dei movimenti di circa 70 punti, confronto che dà l’idea di quello che è successo ieri sul mercato valutario.

Abbiamo detto ieri che i movimenti degli altri giorni erano stati in qualche modo circoscritti in attesa di una dinamica “dollaro centrica” in seguito ai verbali della Federal Reserve e in seguito soprattutto alle parole del suo numero uno, Ben Bernanke. Parole che hanno avuto un effetto che è andato oltre ogni attesa. Il numero uno della banca centrale americana, infatti, non ha cambiato la sostanza di quello che ha detto nel corso del meeting del 19 Giugno, ma ha chiarito gli aspetti e le modalità, oltre che le tempistiche, di come la FED si muoverà, il tutto con un tono più dovish. Bernanke ha infatti detto che la Fed potrebbe non aver intenzione di ridurre il piano di acquisto di asset in maniera così veloce e così presto come il mercato si era atteso, dato che delle politiche monetarie accomodanti sono ancora necessarie nel prossimo futuro. Se anche la FED dovesse tagliare parte dei suoi acquisti, questo non si tradurrà automaticamente in un rialzo dei tassi di interesse, almeno fino a che il tasso di disoccupazione, che ora si trova al 7,6%, non scenderà al di sotto del 6,5%.

La cosa più interessante per i mercati è stata l’eccessiva volatilità che si è vista dopo il meeting FOMC della metà di giugno, che si sarebbe potuta evitare se la FED avesse fornito un riferimento temporale per quanto riguarda le sue operazioni.

Sappiamo come una delle variabili che sono in grado di far muovere i prezzi è l’aspettativa sui futuri scenari di mercato. Se tali aspettative sono rispettate, si hanno dei movimenti dei prezzi verso la direzione attesa. E’ stato questo il caso dei forti acquisti di dollaro americano che sono avvenuti proprio in seguito al precedente discorso di Bernanke, che era molto atteso proprio per il taglio agli acquisti. Ieri, invece, siamo stati di fronte ad uno scenario in cui ci si attendevano delle conferme su quanto fatto sapere già in precedenza. Tali attese sono state disattese e la cosa ha portato ad una alta volatilità del mercato con un decisamente maggiore rispetto a quello dell’altra volta. Ora bisogna capire che tali movimenti siamo stati creati dalla delusione delle aspettative o se siamo di fronte ad un nuovo inizio di trend sfavorevole al dollaro americano. Secondo noi la prima ipotesi è la più esatta, anche in considerazione che non ci sono stati reali cambiamenti pratici in quanto la FED vuole fare. Per poter operare usiamo i classici livelli tecnici in unione con il Money Management e le correlazioni di ieri, che sono state decisamente efficaci dal momento in cui il dollaro è stato venduto in maniera generalizzata contro tutte le altre valute.

EurUsd

Questo rapporto di cambio ha avuto un movimento decisamente impressionante, con la divergenza rialzista dello oscillatore stocastico sul time frame a 4 ore che ha aiutato a salire, indipendentemente dall’effetto della news di cui sopra. Il prezzo è salito fino a 1,32 , valore dal quale ha ritracciato dopo le prime prese di profitto. Sul grafico orario possiamo ora vedere la creazione di pattern 123 ribassista con possibilità ritorni fino a 1,3075 e break fino a 1,3020. La tenuta del prezzo di 1,3075 porterebbe invece farci rivedere un triplo massimo a quota 1,3150.

UsdJpy

Questo rapporto di cambio ha messo in evidenza un grande ribasso, andando a rompere il livello a quota 100 e quello successivo a quota 99,40 , trovandosi ora nella confluenza grafica a quota 98,30. La rottura di quest’area potrebbe essere importante per altre discese fino a quota 97. Andando invece a tracciare i livelli di Fibonacci sul massimo e sul minimo del canale in salita, possiamo vedere come obiettivi dei ritorni fino a 99,40.

EurJpy

Questo rapporto di cambio ha avuto un movimenti volatile anche se meno ampio rispetto agli altri, soprattutto in considerazione dell’opposto movimento dei due rapporti di cambio originali da cui deriva. Molto buona la salita fino a 130,40, che ha permesso di vedere una correzione fino a 129. Interessante anche il riferimento del canale rialzista che mette in 128,40 il prezzo di supporto decisivo e che pone i prezzi di 129,90 e di 130,40 con valori di resistenza.

GbpUsd

Questo rapporto di cambio si trova in una situazione tecnica decisamente simile a quella del rapporto di cambio tra euro e dollaro, con la divergenza rialzista sullo stocastico a 4 ore che è stata importante per vedere dei posizionamenti “long”. Anche in questo caso vediamo una formazione “123” ribassista , con il prezzo di 1,5080 come primo supporto. Se tale valore dovesse essere rotto, possiamo rivedere il prezzo di 1,5050 e quello di 1,4985, se invece esso dovesse tenere, allora potremmo rivedere il prezzo di 1,5160.

AudUsd

I livelli di questo rapporto di cambio sono stati molto precisi, con il canale al ribasso che abbiamo tracciato a partire dal 26 giugno scorso che, dopo essere stato rotto nella parte alta al rialzo, ha operato come valore di supporto per dei tentativi di discesa fino a 0,92. Il canale al rialzo più piccolo che si è formato partendo dai minimi crescenti a quota 0,9040 a partire dall’8 Luglio, ha invece dato un ottica bullish con possibilità di arrivo fino a 0,93. Possiamo vedere dei ritracciamenti fino a 0,9250 , in corrispondenza del quale valutare un rebound verso i massimi relativi o degli approfondimenti fino a quota 0,9180. La rottura di 0,93 potrebbe far salire il prezzo fino a 0,9340 .

XauUsd

Molto interessante il movimento del prezzo dell’oro, con la rottura praticamente perfetta di quota 1.266 con possibile arrivo a quota 1.300 dollari l’oncia. La rottura al ribasso di 1.289 potrebbe far scendere il prezzo fino a 1.270, mentre se tale prezzo dovesse tenere, potremmo rivedere i massimi con possibili rotture rialziste anche di 30 o 40 dollari.

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Ancora euro e sterlina sotto pressione

Protagonista assoluto del mercato è ancora il rapporto di cambio eurodollaro. Dopo una correzione che lo ha visto arrivare fino a 1,29, la pressione alla vendita ha permesso prima di raggiungere i supporti a quota 1,2870 ed in continuazione a quota 1,2840, per poi far scendere il prezzo ancora fino ai minimi relativi a quota 1,28 , per trovarci di fronte ad un breakout ribassista che non è stato molto forte a causa della volatilità ancora bassa del mercato e per la presenza del prezzo di supporto in area 1,2755.

Questa dinamica di prezzi è stata ripresa, in maniera anticipata, anche dal cable, che ha messo in atto delle forti vendite in seguito al rilascio dei dati sulla Produzione Industriale, sulla Produzione Manifatturiera e sulla Bilancia Commerciale del Regno Unito che sono stati decisamente inferiori alle attese. Il cable ha testare i minimi precedenti a quota 1,4850 senza riuscire a violarli con decisione.

Ecco che sia euro che sterlina, contro il dollaro americano, mostrano dei comportamenti che possiamo vedere come la naturale conseguenza delle indicazioni date dai rispettivi istituti centrali di riferimento, che hanno messo in evidenza come ci sia bisogno, ancora per un certo periodo di tempo, di una politica monetaria accomodante. A proposito di questo, il signor Asmussen, membro del Board BCE, ha detto ieri che l’orizzonte temporale della forward guidance della banca centrale europea potrà andare ben oltre i 12 mesi e che non si può escludere un nuovo LTRO, ovvero un’operazione di rifinanziamento da parte della BCE verso le banche dei singoli paesi. Se a tutto questo aggiungiamo anche le stime che sono state rilasciate dal Fondo Monetario Internazionale, che hanno rivisto al ribasso la crescita globale, ecco che troviamo una giustificazione al movimento tecnico che abbiamo visto ieri sull’eurodollaro.

Un altro importante elemento che potrà rendere ancora più forte tale movimento in favore del dollaro, salvo delle correzioni fisiologiche, sono le minute del FOMC, ovvero i verbali degli incontri del Federal Open Market Committee in materia di politica monetaria, previsti per le 20 italiane.

Il numero uno della FED, Bernanke, parlerà relativamente ai dati recenti che si riferiscono al mercato del lavoro americano preso in considerazione con l’obiettivo di ridurre il Quantitative Easing 3, cosa citata già durante l’ultimo meeting Fed, cosa che potrebbe portare il dollaro americano a “guidare” il mercato. Ieri abbiamo visto una vendita sia di euro che di sterline contro il dollaro americano, per tutti i motivi visti sopra, con dei flussi di liquidità che non hanno riguardato il “buck” in maniera generica. I movimenti del dollaro potrebbero riguardare non solo le valute ma anche avere delle ripercussioni sul mercato azionario, che si trova vicino ai dei massimi relativi importanti e sull’oro, che, dopo la correzione dai minimi, si trova ora in fase congestiva. I livelli tecnici di prezzo sono ancora molto interessanti e mettono in evidenza la possibilità di operare con degli ottimi rapporti Rischio/Rendimento.

EurUsd

Abbiamo già parlato di quello che è successo a questo rapporto di cambio, affermando ancora una volta l’importanza del supporto attorno al prezzo di 1,2750, l’ultimo prima di quello a 1,2660 che possiamo definire come strategico nel medio periodo. Andando ad analizzare un grafico a 4 ore, vediamo che la tenuta e la risalita dai minimi potrebbe indicare una nuova divergenza rialzista tra il prezzo e l’oscillatore stocastico, che trova nel prezzo di 1,2840 il primo obiettivo, con estensioni fino a 1,2930. Un test prima di nuove vendite è quello che si ha a quota 1,2810 , con l’implementazione di posizioni in vendita con obiettivo “rivisitazione dei minimi”.

UsdJpy

La rottura al ribasso della linea di trend crescente che rimaneva valida da metà giugno è stata decisamente significativa. Ora siamo di fronte a dei pullback in area 100,85 con delle ripartenze short che hanno i prezzi di 100 e di 99,30 i punti di arrivo. Un ritorno al di sopra di 101,25 ci metterebbe di fronte ad un falso segnale di vendita, con obiettivo fino a 101,80.

EurJpy

Questa coppia di valute ha messo in evidenza un importante ribasso, spinto anche dal calo dell’eurodollaro esattamente nel momento in cui la coppia usd/jpy si è mantenuta piatta. Interessante ora il livello di supporto che si trova a quota 128,20 , con la linea di trend crescente sui minimi sin dalla metà giugno, in corrispondenza della quale il grafico orario potrebbe mettere in evidenza una divergenza rialzista con lo stocastico e far segnare dei ritorni al di sopra di 128,65 , prima fino a 129 e poi fino a 129,40. Interessante operare in Stop Entry al di sotto di 128,20 con obiettivi a quota 127,65.

GbpUsd

Per quanto riguarda i nuovi sviluppi per tale coppia di valute conviene guardare il grafico a 4 ore che mette in evidenza una divergenza rialzista con lo stocastico che permette di operare con degli stop all’incrocio con la media mobile esponenziale a 21 periodi che passa per il prezzo di 1,4940 (tale media è stata fino ad ora fenomenale nel respingere il prezzo). Degli approfondimenti potrebbero arrivare fino a 1,5010 come primo obiettivo. Se invece dovessimo avere la tenuta del livello di breve a quota 1,4915 , allora potremmo valutare nuove vendite fino ai minimi di ieri.

AudUsd

Il canale ribassista che era in evidenza sin dalla fine di giugno è stato violato proprio ieri al rialzo e la cosa ha portato degli acquisti fino a quota 0,92 , salvo poi “scemare” e tornare nuovamente il prezzo fino ai prezzi della “vecchia” resistenza dinamica, che ora funge da supporto. Il riferimento è ora il canale rialzista sui minimi crescenti con dei tentativi di rottura dei prezzi massimi a quota 0,92 , che potrebbero far salire il prezzo fino a 0,9250, oppure dei test dei supporti a quota 0,9150, che potrebbero far scendere il prezzo fino a 0,9110.

Spx500

L’indice americano si trova su dei livelli molto delicati. Il prezzo di 1,654 è una forte resistenza, così come confermato dallo swing di metà giungo in seguito alla Fed. Siamo ancora di fronte al canale rialzista che vediamo sin dal 25 giungo, giorno in cui si ebbero dei minimi, il quale, insieme con la media mobile esponenziale a 21 periodi sul grafico orario, è stato ottimo per spingere il prezzo al rialzo. Ottima l’operatività OCO per degli acquisti al di sopra di 1,654, con obiettivi a quota 1,666 , oppure per delle vendite al di sotto di 1,647 con obiettivi a 1,635.

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Fase di attesa

Abbiamo visto ieri di come i differenziali tra i tassi d’interesse degli Stati Uniti e della zona euro, oltre che del Regno Unito, siano in una fase di allargamento, così come la crescita economica e, di conseguenza, le attese in merito alle politiche delle varie Banche Centrali. Quello che abbiamo visto sul finire della settimana scorsa è stato alquanto chiaro: sia Draghi che Carney hanno dichiarato che la politica monetaria sarà ancora molto accomodante. A conferma essi hanno introdotto la “forward guidance”, ovvero la descrizione di quello che si farà in futuro dal punto di vista dei tassi di interesse. Solo il giorno seguente gli USA hanno messo in evidenza i nuovi dati relativi ai posti di lavoro che sono stati creati, che hanno messo in evidenza dei miglioramenti da questo punto di vista, anche se il tasso di disoccupazione è tornato al 7,6%.

Siamo in ogni caso in una situazione che vede,in linea generale, il dollaro americano potersi rafforzare contro le altre valute. Questo modo di vedere non è in ogni caso sufficiente per implementare sin da subito delle posizioni lunghe sul dollaro, che in un ottica di aperture di posizioni “multiday” sono più che sensate. Meglio invece guardare ad un trading che possa andare in favore di una tendenza del mercato che potrebbe durare in maniera più forte. Abbiamo visto, nello specifico, un lunedì dalla volatilità contenuta, che ha messo in evidenza delle correzioni contrarie al dollaro americano, che si possono in ogni caso sfruttare dato che siamo su dei livelli di supporto e di resistenze statiche dalla grande importanza, con ottimi rapporti tra rischio e rendimento ed una buona probabilità di riuscita, visto lo scarno calendario economico. Oggi potremmo vedere una giornata simile a quella di ieri per quanto riguarda la volatilità, la quale potrebbe toccare in maniera circoscritta la divisa britannica dato che alle 10,30 ci sarà la pubblicazione della Bilancia Commerciale, della Produzione Industriale e della Produzione Manifatturiera del paese britannico.

Per quanto riguarda i principali rapporti di cambio, invece, siamo in corrispondenza di punti che potrebbero mettere ancora più in evidenza la correzione che è in atto e che, una volta testati, potrebbero generare una ripresa del trend di fondo.

EurUsd

Il rapporto di cambio eurodollaro si trova in una fase di correzione dopo la rottura della congestione di ieri notte e dopo il superamento della media mobile esponenziale oraria a 21 periodi. Sempre la media mobile sta venendo testata in questi momenti sul grafico a 4 ore. Sembra naturale ora pensare ad un approdo fino alla media a 100 periodi, che si trova in area 1,2900/10. La tenuta della stessa potrebbe essere importante per andare short sul cambio, con obiettivi 1,2870 ed in continuazione 1,2840, oltre che con tentativi di raggiungimento dei minimi fino a 1,2810. Il superamento, invece, di quota 1,29 (sempreché sia svolto in maniera decisa) e quello di 1,2930, porrebbe invece far salire il rapporto di cambio fino a 1,2965 e fino a 1,2990.

UsdJpy

Il canale rialzista che è tracciato partendo dai minimi della metà del giugno scorso, in area 93, è ancora valido. La linea di supporto ora si trova in corrispondenza del prezzo di 100,85. Guardando il grafico orario vediamo che la media esponenziale a 21 periodi opera ora come supporto dinamico, con possibili salite fino a 101,40 ed in continuazione fino a 101,55 e fino a 101,80. Oltre questi prezzi potremo vedere un breakout rialzista che pone il prezzo di 102,50 come obiettivo. Se invece i prezzi appena visti dovessero tenere, potremmo valutare una discesa fino a 100,85 e fino a 100.

EurJpy

Per questa coppia di valute abbiamo visto un grande canale rialzista, anche se meno preciso rispetto a quello della coppia usd/jpy. La correlazione positiva che viene a volte messa in evidenza per la coppia di valute eur/usd e per la usd/jpy , permettono a questo cross di valute di avere degli interessanti movimenti, che si possono sfruttare al rialzo nel caso di superamento del prezzo di 130,30 , con primo obiettivo a quota 130,80 ed in superamento a 131,20. Se il prezzo di 130,30 dovesse invece tenere, allora potremmo vedere al supporto compreso tra 129,70 e 129,50.

GbpUsd

Interessante la correzione di questo rapporto di cambio, che si sta appoggiando sul livello 23,6% di Fibonacci che abbiamo visto sull’ultimo ribasso, partendo da 1,53 fino a 1,4860. Il superamento del prezzo di 1,4970 potrebbe porre il livello di prezzi di 1,5030 come obiettivo ideale, pari al 38,2% di Fibonacci, prezzo avvalorato anche dalla media mobile oraria a 21 periodi, che è ora un supporto dinamico per dei raggiungimenti della media a 100 che passa proprio nei pressi del suddetto livello. La tenuta della resistenza di breve periodo, a quota 1,4970 , ci permette di mettere in evidenza ottimi Risk/Reward con obiettivi short fino a 1,4915 e fino a 1,4860.

AudUsd

In questo caso è da prendere in considerazione il canale ribassista che vediamo partendo dalla fine della correzione di giugno. In queste ore il mercato sta testando la linea di trend in discesa, che si trova molto ben sovrapposta alla media mobile oraria a 200 periodi. La sua rottura, insieme con il livello statico a quota 0,9180 , potrebbe farci salire fino a 0,9250. Se invece l’area dovesse tenere, allora potremmo vedere una divergenza ribassista con lo stocastico ed il raggiungimento di,9110 e dei minimi in area 0,9050.

XauUsd

L’oro ancora al rialzo, considerando anche la maggior inclinazione positiva del canale rialzista dove si trovano i prezzi sin dai minimi che sono stati toccati venerdì, a quota 1.210. Possiamo vedere la rottura al rialzo del prezzo di 1.260 con obiettivi di 1.270 e 1.290 per un breakout. Ottimo il rapporto di risk/renard per le operazioni short al di sotto di 1.260 , con obiettivi fino a 1.243 dollari per ogni oncia.

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Dollaro come da attese

Come da attese, il dollaro americano è stato il grande protagonista della settimana scorsa, una cinque giorni fondamentale dal punto di vista dei market movers. Giovedì abbiamo visto i meeting della Bank of England e della Banca Centrale Europea, che hanno confermato le rispettive politiche monetarie accomodanti, provocando degli aumenti di volatilità circoscritti al rapporto di cambio eurodollaro e al gbpusd , dando anche dei buoni spunti sull’azionario europeo. Venerdì invece i dati sui nuovi posti di lavoro USA e sul Tasso di Disoccupazione americano hanno provocato una tendenza generale “long” sul dollaro. Questi dati hanno portato alla rottura di importanti punti tecnici sui diversi rapporti di cambio.

Dunque dal punto di vista delle correlazioni tra i mercato, la giornata di venerdì ci ha dato un quadro già atteso che potremmo seguire ancora per le prossime settimane, dato che abbiamo visto il tema “globale” che guiderà i prezzi in futuro e che pone al centro di tutto i tassi di interesse. La divergenza tra tali tassi di interesse, tra Stati Uniti ed Eurozona (Regno Unito incluso) ha dato un segnale importante nella settimana scorsa: i dati sul lavoro made in USA hanno portato in alto i titoli denominati in dollari americani, mentre i discorsi di Carney (nuovo numero uno della BoE) e di Mario Draghi hanno invece depresso la situazione nel Vecchio Continente. Stiamo parlando dei tassi attesi, che hanno mostrato una divergenza storica tra USA ed Europa, sin dai tempi della nascita della moneta unica.

I segnali in favore del dollaro sono chiari: dopo il trend in calo, sia a livello strutturale che ciclico, l’economia americana sta migliorando molto, tanto che la Fed sta pensando di uscire dal suo QE non appena le condizioni del mercato lo permetteranno. L’uscita dal QE da parte della Federal Reserve avverrà in ogni caso, anche se i dati non saranno esattamente in linea con le attese per quanto riguarda eventuali orizzonti temporali. Anzi, sembra che la banca centrale americana, piuttosto che cercare tra i dati fondamentali indici per diminuire il suo QE, stia cercando suggerimenti per non farlo.

Dal punto di vista del trading siamo in una situazione particolare, in cui i livelli sui grafici ci portano ad una grande attenzione poiché siamo di fronte ad eventuali rotture di punti tecnici che sono propedeutici ad altri valori e che potrebbero farci vedere, nel caso delle coppie di valute eur/usd, gbp/usd e aud/usd, prima delle correzioni di breve periodo in senso rialzista, poi dei movimenti di trend ribassista fino a rivisire dei prezzi inesplorati da mesi.

EurUsd

Il prezzo di questo rapporto di cambio, dopo le vendite al di sotto di quota 1,29, si è appoggiato sul supporto a quota 1,28, dove abbiamo visto una nuova distribuzione che possiamo sfruttare in seguito ai primi aumenti di volatilità. Per operazioni “long”, occorre attendere il superamento della media mobile esponenziale a 21 periodi, che passa per quota 1,2835 , con primi obiettivi quelli di quota 1,2885 ed in estensione quello di quota 1,2930. Al contrario, volendo operare “short”, conviene attendere la rottura dei minimi attorno al prezzo di 1,28 , aspettando in ogni caso il pullback di eventuali false rotture. Il supporto si trova a quota 1,2750 , prezzo che precede quello cruciale di 1,2660.

UsdJpy

Abbiamo rivisto degli alti livelli per questo rapporto di cambio, al di sopra di 100 yen per 1 dollaro. Nel breve tali movimenti sono molto speculari. Importante anche in questo caso la la media mobile oraria a 21 periodi, che passa sul supporto di breve periodo a quota 101,10 . Tale livello di prezzo, insieme con quello di 100,85, segna la zona ottimale per andare “long”, con primo obiettivo a quota 101,55 ed in estensione fino a 101,90. Dall’altra parte, invece, possiamo andare “short” al di sotto di 100,85 con obiettivo a 99,90.

EurJpy

La serie di massimi decrescenti è stata rotta e ora l’azione dei prezzi segna dei segnali discordanti con quelli delle medie mobili a 21, a 100 e a 200. Tutte queste media mobili, sui time frame ad 1 ora e a 4 ore, confluiscono nell’area attorno al prezzo di 129,00 , senza dare idee certe di direzionalità. I primi spunti operativi si possono avere dal punto di vista “long” sulla rottura al rialzo di 130,20 , con obiettivo a 131,20. Al contrario, una rottura al di sotto di 129,60 potrebbe invece spingerci “short” con obiettivi 129 e 128,55.

GbpUsd

Questo rapporto di cambio ha un quadro tecnico simile a quello dell’Eurodollaro. Il prezzo si è appoggiato poco al di sopra del supporto fondamentale a quota 1,4840 , che in precedenza è stato strategico nella correzione di prezzo dopo il trend in calo che lo aveva visto arrivare da quota 1,63. Le indicazioni sono dunque molto simili a quelle per la coppia EurUsd, con la media mobile esponenziale oraria a 21 periodi che rappresenta, nel breve periodo, il maggiore livello di resistenza dinamica. Possiamo andare long, dunque, in area 1,4915 con obiettivi 1,4960 ed in superamento 1,5030. Al contrario, invece, consideriamo un’entrata alla rottura dei minimi relativi a quota 1,4860 , con stop nelle vicinanze quota 1,2840/35.

AudUsd

Anche questa coppia di valute ha dei punti tecnici molto delicati, che si trovano vicino alla soglia di 0,90. Il Risk/Reward è ottimo per eventuali acquisti al di sopra di 0,9070, con obiettivi 0,9125 e 0,9175 in continuazione. La rottura dei minimi a 0,9035 potrebbe farci scendere fino a 0,90 ed in continuazione fino a 0,8950.

XauUsd

Siamo al momento di fronte ad una correzione al ribasso che, se dovesse essere confermata della tenuta dell’area compresa tra 1.225 e 1.220 , potrebbe farci tornare in area compresa tra 1.208 e 1.200. Dal punto di vista long, invece, potremmo entrare nel mercato solo al superamento di 1.235 , con obiettivi 1.260 e 1.270.

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Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Euro e sterlina protagonisti

Gli incontri della Bank of England e della Banca Centrale Europea non hanno deluso le attese, dunque ieri sterlina ed euro sono stati i protagonisti assoluti del mercato che ha visto, almeno fino a ieri, a causa del Giorno dell’Indipendenza Americana, poca volatilità, dei movimenti non direzionali e una liquidità inferiore al solito. Tutti questi fattori, uniti con le decisioni prese dalle due banche centrali appena citate, hanno creato un duplice contesto tecnico: da un lato abbiamo visto de movimenti violenti e veloci dei prezzi legati al fatto che delle quantità inferiori nei flussi di investimento sono sufficienti per poter far muovere il prezzo più velocemente, dall’altro la mancanza stessa di una parte di liquidità non ha permesso l’approfondimento dei movimenti che abbiamo visto nelle ultime ore, che invece, con la giusta liquidità, avrebbero potuto essere ancora più forti e violare valori critici.

In maniera particolare ci riferiamo ai rapporti di cambio che contrappongono la sterlina e l’euro al dollaro americano.

Nel primo caso, la vendita della divisa britannica è stata significativa, sebbene non abbiamo avuto il superamento del supporto psicologico a quota 1,50, mentre per quanto riguarda il rapporto di cambio “principe” del forex, ovvero l’eurodollaro, abbiamo visto degli interessanti ribassi che non sono arrivati neanche ad avvicinarsi al prezzo fondamentale di 1,2840.

Per andare a vedere in maniera sintetica quello che è accaduto ieri, la Bank of England, presieduta per la prima volta presieduta dal neo Governatore Carney, ha lasciato invariato il tasso di interesse allo 0,50% e ha fatto sapere di non voler ritoccare il suo Quantitative Easing, che attualmente vale 375 miliardi di sterline. Per quanto riguarda la BCE, invece, i tassi sono rimasti invariati e Mario Draghi ha affermato che la politica monetaria sarà accomodante ancora per un lungo periodo, praticamente per tutto il tempo necessario, in maniera da poter favorire la ripresa economica prevista per il 2013 e per il 2014. Parlando specificatamente dei tassi, Draghi ha confermato che lo 0,50% non è per forza il limite inferiore.

Draghi ha risposto in maniera evasiva alle domande che hanno toccato sia sull’argomento “rialzo dei rendimenti dei titoli di stato”, che alcuni paesi stanno vivendo, come il Portogallo, che sull’argomento OMT che saranno necessarie se l’obbligazionario dovesse ancora peggiorare. Sono questi i punti importanti da tenere in considerazione nel corso delle prossime giornate.

Per quanto riguarda la sessione odierna, vedremo la pubblicazione dei Non Farm Payrolls e del Tasso di Disoccupazione USA, che hanno un consenus rispettivamente di 165mila unità e del 7,5%. Oggi, inoltre, vedremo un ritorno della liquidità, che farà avere presumibilmente dei movimenti in favore del dollaro americano. Al di là della volatilità di brevissimo al momento dell’uscita del dato, per poter cogliere il movimento direzionale, più importante, occorre focalizzarsi, oltre che sullo scostamento dai dati attesi, anche sul cambiamento della forza lavoro, che indicherebbe realmente la crescita della fiducia sui mercati. Attenzione dunque ai livelli tecnici e la giusta protezione efficace del rischio sono fondamentali per poter avere successo in questi contesti.

EurUsd

Come anticipato, abbiamo visto la progressiva rottura dei punti statici alle quote 1,2990, 1,2965, e 1,2925 , che hanno messo in piedi un movimento che non è andato al di sotto di 1,2885. Questo valore è la base per un nuovo consolidamento del prezzo, con il valore di 1,2930 che rappresenta il primo punto di resistenza statico da considerare, oltre quelli già citati. Potremmo pensare ad un rialzo in seguito allo sviluppo di una potenziale divergenza rialzista con lo stocastico sul time frame a 4 ore, nel quale caso potremmo avere come obiettivi quelli della media mobile esponenziale a 21 periodi, a quota 1,2965 , ed in estensione a 1,3040. Delle rotture al ribasso, invece, potrebbero far scendere il prezzo fino a 1,2840, con altri obiettivi quelli di 1,28 e di 1,2750.

UsdJpy

Abbiamo visto per questo rapporto di cambio dei tentativi di ripresa dopo le vendite che abbiamo avuto lo scorso mercoledì. L’azione dei prezzi si trova in un canale al rialzo che vede passare, sul grafico orario, la media mobile esponenziale a 21 periodi, la quale è passata dal fungere come resistenza al farlo come supporto dinamico, con potenziale supporto dei prezzi per delle rotture al di sopra di 100,40 e possibilità di rivedere ancora una volta i massimi relativi a quota 100,80 , con nuovi obiettivi fino a 101,20 ed in continuazione fino a 101,85. Al contrario, invece, il primo livello di interesse è quello della confluenza tra supporto statico e dinamico, a 99,90, al di sotto del quale possiamo vedere dei prezzi a quota 99,25 e a quota 98,60.

EurJpy

Per questo rapporto di cambio vale ancora il canale al ribasso, con interessante presenza di supporti sia statici che dinamici formati dalle medie mobili a quota 128,90 . Se tale valore dovesse essere rotto, potremmo vedere un ulteriore calo fino a 128,40 , con delle estensioni fino a 126,60. La violazione della linea di trend al di sopra di 129,40 , invece, potrebbe metterci di fronte agli obiettivi di 129,90, 130,40 e 131,15.

GbpUsd

Questo rapporto di cambio ha avuto un tonfo clamoroso, essendo andato a rompere i supporti statici più importanti fino ad arrivare a quota 1,5040. Nel breve periodo, i punti più importanti sono quelli di 1,5030 e di 1,5080 , con dei movimenti in favore del dollaro che potrebbero portare a delle rotture al di sotto di 1,50 , fino a 1,4930 , mentre degli andamenti in favore della sterlina inglese potrebbero far salire il prezzo del rapporto di cambio fino a 1,5175.

AudUsd

La divergenza rialzista con lo stocastico sul grafico a 4 ore è stata decisamente bella, con il primo target che è stato raggiunto in area 0,9150 , con possibili estensioni fino a 0,92. Sul grafico orario vediamo la correzione ribassista che può essere in grado di creare altri movimenti al ribasso. Al di sotto di 0,91 , invece, occorre guardare ancora una volta i minimi relativi , con obiettivi l’area compresa tra 0,9050 e 0,9030.

XauUsd

L’oro si è mosso in lateralità. Il metallo giallo, lo sappiamo, è più sensibile alle dinamiche del dollaro americano che a quelle dell’euro. La compressione della volatilità fa presupporre degli interessanti strappi per la giornata di oggi, che potranno essere al ribasso nel caso in cui il dato dovesse andare in favore del dollaro americano, fino a rivedere l’area di 1.220 e 1.200 , mentre al rialzo nel caso contrario, con delle rotture al di sopra di 1.270 , con obiettivi 1.302 e 1.337 dollari l’oncia.

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BOE e BCE nell’Indipendence Day

Proprio ieri abbiamo scritto di come il mercato stesse vivendo uno scenario alquanto strano e di come la sua interpretazione non fosse univoca a causa di vari fattori: price action dei principali strumenti che si trovavano su dei livelli di prezzo già molto delicati, liquidità in diminuzione considerando la giornata del pre-festivo negli USA, market mover di oggi e di domani. La combinazione di tutti questi elementi ci avrebbe potuto far avere delle interessanti fiammate di volatilità, considerando anche i percentili di volatilità implicita sui tassi di cambio, che però non sono state in grado però di creare una forte direzionalità nel mercato. Andando a vedere il caso più interessante, il rapporto di cambio tra euro e dollaro ha rotto i minimi relativi a quota 1,2965 , arrivando fino a 1,2925 , per poi invertire e tornare fino a 1,30. Una cosa simile è accaduta al rapporto di cambio aud/usd , che aveva dato la sensazione di poter rompere al ribasso al di sotto di 0,90 ma che, dopo essere entrato nell’area di supporto compresa tra 0,9050 e 0,9030, è rimbalzato tornando a quota 0,91.

Dal punto di vista delle borse, in maniera particolare quelle in Europa, abbiamo visto una partenza disastrosa, con il Dax che in 2 ore ha perso 150 punti, ma hanno poi recuperato tonicità, anche grazie alle performance degli indici americani. L’oro si è dimostrato assolutamente non correlato con gli altri mercati e si è mosso ancora con una certa lateralità, intorno al prezzo di 1.250 dollari per un’oncia. Oggi è una giornata particolare, dato che negli USA non si lavora per il 4 luglio e questo potrebbe incidere molto sulla liquidità. Nel frattempo vediamo l’incontro della Bank of England, che ora ha un nuovo Governatore (Carney) che potrebbe portare delle novità in termini di politica monetaria rispetto al suo predecessore, sir King, dunque attesa una forte volatilità per la sterlina.

Da tenere d’occhio anche la conferenza stampa di Mario Draghi, che arriva proprio nel momento in cui il cielo sopra Portogallo e Grecia si sta rannuvolando. Il Paese ellenico è sotto l’occhio dei riflettori dato che sembra che la Troika potrebbe non dare al paese la nuova tranche di denaro dato che il paese non ha messo in piedi le giuste riforme richieste. Il Portogallo, invece, si trova al centro di forti tensioni politiche che hanno portato i due ministri del Governo Coelho a dimettersi e che hanno portato ad un crollo in Borsa, oltre che a nuove tensioni per i titoli obbligazionari con durata oltre 10 anni, che ora hanno un rendimento superiore al 8%. Draghi dovrebbe dunque tenere a bada le preoccupazioni relativamente al rialzo dei rendimenti sui titoli di stato dell’Eurozona. Le previsioni vedono anche la possibilità che Francoforte acquisti i titoli di uno Stato, con scadenza a 3 anni, sul mercato secondario a condizione che, oltre alla sottoscrizione di un programma di riforme, il Paese stesso sia in grado di potersi finanziare su scadenze più lunghe, cosa che il Portogallo non può fare se non prima del prossimo anno. Oggi, dunque, attesa una grande volatilità sul mercato.

EurUsd

Questo rapporto di cambio ieri rotto il minimo a quota 1,2965 , per poi tornare in maniera forte al di sopra di 1,30. La rottura non è stata definitiva, dunque il quadro tecnico è ancora decisamente confuso. Importante è stata la media mobile esponenziale a 21 periodi che abbiamo visto sul grafico a 4 ore, che ha operato come livello di resistenza dinamico e che sta nuovamente contenendo il prezzo nell’area compresa tra 1,3000 e 1,3010. Se tale resistenza dovesse essere rotta, potremmo vedere altre salite fino a 1,3040 , dove passa la media  mobile semplice e quella esponenziale orarie a 200 periodi. Il questo caso potremmo vedere i livelli successivi a 1,3080, 1,3105 e a 1,3150. La rottura dei minimi relativi, invece, farebbe scendere il prezzo fino a 1,2850.

UsdJpy

La rottura al ribasso della congestione creatasi tra 100,50 e 100,80 si è risolta al ribasso, in seguito allo sviluppo della divergenza al ribasso con lo stocastico e in seguito al ritorno sul supporto a quota 99,90 . Quando tale valore è stato rotto, abbiamo visto il prezzo scendere fino a 99,40. Dopo questo valore, abbiamo visto una salita fino al prezzo di 100 , dove vediamo la media a 21 periodi sul grafico a 4 ore , che opera come resistenza di prezzi e che si contrappone al supporto di 99,80. Potremmo pensare a posizioni “long” in caso di salite al di sopra di 100,10 con possibilità di vedere dei massimi relativi a quota 100,90 , mentre potremmo andare “short” con superamento al ribasso di 99,70 , con obiettivi prima 99,35 ed in superamento 98,70.

EurJpy

Questo rapporto di cambio ha messo in evidenza una grande volatilità, prima fermata dal ribasso di eur/usd e usd/jpy , poi aumentata dal rialzo dei cambi di cui prima. Interessante lo sfruttamento degli aumenti di volatilità oltre la correzione che si è creata tra i prezzi di 129,60 e quello di 130,30, con possibilità di arrivare fino a 128,85 al ribasso e fino a 131,15 al rialzo.

GbpUsd

Molto tonico questo rapporto di cambio. Una volta che si è appiattito in area 1,5140, abbiamo visto una salita molto forte sullo sviluppo della divergenza rialzista, con lo stocastico sul grafico a 4 ore che si è portato fino a 1,520 e poi fino a 1,5290 , andando anche a toccare il prezzo di 1,53. Abbiamo visto il superamento anche della media a 21 periodi sul grafico a 4 ore , che da due settimane operava come resistenza dinamica. Da considerare dei pullback sulla stessa in corrispondenza dell’area di 1,5240 , con delle riprese al rialzo che, in caso di superamento del prezzo di 1,53 , potrebbe trovare il prezzo di 1,5350 come obiettivo. Una rottura di 1,5240 potrebbe invece far scendere i prezzi fino a 1,52 e fino a 1,5140 , punti precedenti.

AudUsd

Decisamente interessante la divergenza rialzista che abbiamo visto con lo stocastico sul grafico a 4 ore. Oltre il livello di 0,9150 , è interessante avere come obiettivi il prezzo di 0,92 e quello di 0,9250. I primi spunti al ribasso si possono avere al di sotto del prezzo di 0,91 , con possibilità di vedere dei nuovi minimi relativi.

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Dollaro al top

Il DOW JONES FXCM Dollar Index si è portato al suo valore massimo da tre anni, arrivando a rompere i precedenti livelli massimi, toccati poco più di un mese fa, che abbiamo visto a quota 10.880, confermando inoltre la forza relativa del dollaro contro le altre major. Andando a vedere i vari rapporti valutari che vanno a formare questo indice, vediamo che il trend in favore del dollaro americano è cominciato nella notte di ieri in seguito allo statement pubblicato dalla Reserve Bank of Australia che ha messo in evidenza come la valuta del suo paese aveva ancora una forza ritenuta “eccessiva”, cosa che ha portato a delle vendite per la coppia di valute aud/usd. Altre vendite si sono avute nel corso di questa notte dopo le parole del Governatore della banca centrale australiana, Stevens, che ha detto come è fondamentale avere un cambio flessibile come fattore di aggiustamento per le varie fasi di ciclo economico, confermando che “se un’economia ha bisogno di un tasso di cambio inferiore, probabilmente esso si avrà”. Queste affermazioni non hanno lasciato spazio ad interpretazioni diverse e dunque hanno “scatenato” una nuova serie di vendite sull’australiano, che ha toccato nuovi mimimi a quota 0,91.

Molto significativa è stata la violazione al ribasso del valore di supporto a quota 1.3000 del rapporto di cambio tra euro e dollaro americano, fatto che potrebbe metterci di fronte ad altri ribassi importanti. Lo stesso si può dire per la coppia di valute Gbp/Usd , che potrebbe scendere verso nuovi minimi relativi, e per la coppia di valute Usd/Jpy, che invece si è mossa verso altri rialzi al di sopra del valore di 100. In appoggio di questi movimenti tecnici abbiamo visto anche le parole del Presidente della Fed di New York, William Dudley, che ha parlato di un’accelerazione della crescita economica americana nel corso del 2014 , che potrebbe portare ai tagli del QE di cui si è parlato molto nei giorni scorsi. Il dollaro si muove in maniera univoca contro le altre major, proprio in procinto di una forte sottrazione di liquidità dal mercato a causa delle limitate contrattazioni che si avranno oggi per il Pre-Indipendence Day Americano. Lo stesso dicasi anche per la giornata di domani, durante la quale i mercati saranno chiusi per la celebrazione del Giorno dell’Indipendenza.

Sempre domani, invece, vedremo il meeting della Bank Of England guidato dal neo Governatore Carney ed il meeting della Banca Centrale Europea.

Venerdì avremo la pubblicazione dei Non Farm Payrolls e del Tasso di Disoccupazione USA, dunque possiamo interpretare il mercato come in una situazione molto delicata, che vivrà i principali movers in un contesto di poca liquidità. Per la giornata di oggi volatilità potrebbe darci delle “fiammate” e che, in ogni caso, possa rimanere ancora elevata, anche se probabilmente non è in grado di mettere in mostra una direzionalità del mercato, considerando anche il calendario economico che vedrà la Bilancia Commerciale e i Sussidi di Disoccupazione USA. A livello operativo occorre dunque fare molta attenzione ai livelli tecnici attuali, che sono in ogni caso molto delicati e che possono metterci di fronte a dei rapporto tra rischio e rendimento molto vantaggiosi per i trader.

EurUsd

Questo rapporto di cambio ha messo in evidenza un movimento importante proprio nella giornata di ieri, che ha violato la linea di trend di supporto e i minimi che si erano formati sin dalla metà dello scorso mese di maggio. Questa linea di trend è base del canale di correzione rialzista che fa parte del trend discesista del rapporto di cambio. Il superamento al ribasso del prezzo di 1,2990 non ha portato a movimenti significativi al ribasso, che potrebbero in ogni caso diventare definitivi solo dopo il valore di 1,2950 , con obiettivo 1,2915 ed in estensione fino a 1,2850. Sempre in ottica di ribassi, sono significativi i pullback in area 1,30 in corrispondenza del passaggio della media mobile esponenziale oraria a 21 periodi. Se tale valore dovesse essere superato potrebbe far tornare il prezzo a quota 1,3040.

UsdJpy

Questo rapporto di cambio si è mosso al di sopra della media mobile oraria a 21 periodi che si rivela ancora valida come supporto dinamico. La rottura del prezzo di 99,90 e quella del prezzo psicologico a quota 100 hanno fatto salire il prezzo fino a 100,80. Se nella giornata di oggi dovessimo vedere un superamento di questo prezzo, come parte della rottura della congestione che si trova tra 100,50 e 100,80 , dove passa la media oraria a 21 periodi, potremmo vedere altre salite fino a 101,30.

EurJpy

Questo rapporto di cambio è stato decisamente tecnico durante la giornata di ieri. Abbiamo visto l’arrivo a quota 131 in intraday, anche grazie ai rialzi dei cambi originali, ovvero eur/usd e usd/jpy. Molto preciso è stato il rimbalzo sull’area di supporto a quota 130, che ha visto delle precise risalite che sono ora sostenute dal supporto a quota 130,30 e dalla pennant che si vede sul grafico orario. I livelli di prezzo 130,75 e 131,10 sono i primi obiettivi al rialzo, con possibile arrivo fino a 131,70 in estensione.

GbpUsd

Come già accaduto per il rapporto di cambio tra euro e dollaro, anche questo rapporto di cambio ha visto una precisa rottura della correzione rialzista, con arrivo sul supporto in area 1,5140. Da notare l’importanza della media mobile esponenziale a 21 periodi che abbiamo visto sul grafico a 4 ore per un nuovo test del prezzo, che potrebbe arrivare non appena, su questo time frame, dovessimo avere una divergenza con lo stocastico. Il livello da prendere in considerazione è quello di 1,5220. Interessanti potrebbero anche essere delle aperture di posizioni al di sotto di 1,5140, con primi obiettivi a quota 1,5115 e successivamente a 1,5075 e 1,5040.

AudUsd

Per questo rapporto di cambio, di cui abbiamo già scritto, abbiamo visto un interessante breakout ribassista al di sotto di 0,9115 , che ora vede nell’area compresa tra 0,9050 e 0,9030 un punto di arrivo. Il prezzo di 0,9120 è da considerare in caso di correzione.

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E’ finita la bassa volatilità?

La giornata di ieri è stata alquanto piatta, con i mercati che non ci hanno dato alcuno spunto interessante, neanche per chi volesse operare in intraday, almeno fino alle prime ore della mattina di oggi. La banca centrale australiana, la Reserve Bank of Australia, si è incontrata al fine di decidere le sue mosse di politica monetaria, optando per lasciare il costo del denaro invariato, al 2.75%, dato che avrebbe potuto portare ad un nulla di fatto per quanto riguarda le reazioni degli investitori dato che le attese degli analisti sono state precise con il dato effettivamente pubblicato. Come accade spesso, alla fine è stato lo statement che ha accompagnato la decisione della RBA a far muovere effettivamente i mercati. Secondo il numero uno della RBA Glenn Stevens, il dollaro australiano è considerato dalla stessa banca centrale su livelli ancora elevati, dunque si potrebbe vedere un ulteriore deprezzamento nel corso del prossimo futuro, con l’obiettivo di migliorare la crescita economica del paese australiano, che rimane ancora buona ma al di sotto dei livelli attesi e di quelli storici. La reazione del mercato infatti non si è fatta attendere, con la coppia di valute AudUsd scesa al di sotto del livello di 0.9200. La divergenza ribassista che abbiamo visto sul grafico orario ci conferma l’idea che nel medio periodo potremmo vedere ancora dei ribassi al valore della valuta australiana. Le materie prime risultano sono ancora sotto pressione per quanto riguarda i prezzi, anche se dal punto di vista del trend storico siamo ancora su livelli elevati da parte del board australiano, con l’inflazione che si trova invece attorno agli obiettivi di mercato. Prestiamo attenzione ai potenziali aggiustamenti dei mercati prima dell’Indipendence Day USA, che potrebbe porci di fronte a dei mercati molto volatili a causa della combinazione tra la bassa liquidità e gli appuntamenti di giovedì della Bank of England e della BCE.

Oggi attendiamo la pubblicazione alcuni dei dati americani, che in ogni caso non dovrebbero mostrare effetti sui mercati dato che sono dati che, secondo gli investitori, sono poco importanti.

EurUsd

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, per l’euro non è cambiato nulla. Seguiamo ancora l’area di prezzi attorno al valore di 1.3085 al fine di poter valutare dei ripiegamenti del mercato. Un superamento del prezzo di 1.3115 potrebbe farci vedere nuove risalite oltre ai massimi precedenti, che si trovano in area 1.3150. Il prezzo di 1.2970 rimane invece fondamentale per vedere degli aumenti di volatilità al ribasso, fino a quota 1.2925.

UsdJpy

Questa coppia di valute si è mossa ancora al di sopra della media mobile oraria a 21 periodi, che mostra ancora la sua validità come supporto dinamico. Al momento siamo vicini al prezzo di 100 e pensiamo che il mercato potrebbe farci vedere delle rotture rialziste che però, fino a che non vedremo la rottura del prezzo di 100.25 , non saranno definitive. Se tale valore dovesse essere rotto potremo vedere delle estensioni fino a quota 100.50 e fino a 100.75. Se invece dovessimo vedere un ritorno al di sotto di 99.40 , potremmo vedere altri tentativi di discesa con obiettivo a quota 99.10 e in continuazione 98.70.

EurJpy

Per questo rapporto di cambio, per il quale siamo al di sopra della media oraria a 21 periodi, prendiamo in considerazione l’area di 130.60 come validante di posizionamenti short, tenendo però conto che un superamento del prezzo di 130.75 potrebbe portare ad altre salite fino a 131.00. Al contrario, un ritorno al di sotto di 129.70 potrebbe invece esserci utile per valutare delle discese dei prezzi fino ai valori di supporto e fino alla media oraria a 100 periodi.

GbpUsd

Dopo la buona partenza ribassista che abbiamo visto ieri in mattinata, il dato sul PMI manifatturiero (positivo) ha portato ad una inversione del mercato, anche se non abbiamo superato il livello resistenza che passava per 1.5260. Siamo ora attorno al valore di 1.5200, con le medie orarie che sono ancora impostate al ribasso. La potenziale operatività di oggi è di difficile interpretazione, per questo motivo prendiamo in considerazione un avvicinamento fino ai minimi di venerdì o fino ai massimi di ieri prima di valutare l’entrare nel mercato.

AudUsd

Abbiamo già parlato delle previsioni per il dollaro australiano. Siamo ora nelle vicinanze del prezzo 0.9150, punto focale per valutare altri ribassi fino a 0.9100. Se questo valore dovesse essere rotto, potremmo vedere delle forti discese che potrebbero portarci a superare il valore di 0.9000 . Prima di poter vedere delle salite occorre attendere la rottura dell’area di 0.9210, che è data dai punti precedenti della salita di ieri.

Inflazione europea sotto esame

Siamo in attesa, già nella mattinata di oggi, di nuovi dati macro che potrebbero portare a degli aumenti di volatilità nel breve periodo. Il mercato ha messo in evidenza una nuova forza del dollaro americano che, sin dall’apertura asiatica, ha corretto contro l’euro, contro la sterlina e soprattutto contro il dollaro australiano, grazie anche ai dati del PMI manifatturiero della Cina, che sono stati pubblicati, secondo le attese, a quota 50.1, al di sopra della soglia di 50, che separazione l’espansione da una contrazione economica.

Alle ore 11 di oggi vedremo la pubblicazione del dato dell’inflazione europea, che però non dovrebbero smuovere le attese degli analisti in merito alle future mosse della BCE in termini di politica monetaria. Da considerare però che una rilevazione al di sotto delle attese (che sono pari a 1.6%) potrebbero mettere in evidenza delle reazioni sul mercato. Se infatti l’inflazione dovesse continuare a scendere (in maniera particolare se il suo valore dovesse essere inferiore a quello di 1.4%, dato precedente), dal punto di vista delle mosse che la BCE potrebbe mettere in campo, non si può escludere un nuovo taglio di tassi, che la banca centrale può fare da mandato, dato che essa deve vigilare sulla stabilità dei prezzi e può agire sui tassi di interesse in maniera da regolare la quantità di denaro in circolazione. Se l’inflazione, dunque, dovesse calare, e dovessimo vedere nuove ripartenze sul mercato obbligazionario in tutto il mondo (le obbligazioni sono infatti in grado di drenare la liquidità), potremmo essere di fronte a delle spirali che, se non corrette in maniera decisa a livello di politica monetaria, potrebbero portare ad una deflazione. In questo caso, gli investitori potrebbero decidere di vendere pesantemente l’euro.

EurUsd

Il mercato ha messo in evidenza un tentativo di rialzo attorno all’area di prezzi di 1.3100, prima di mettere in evidenza una decisa inversione che abbiamo visto in corso d’opera grazie alla divergenza ribassista a 30 minuti. Tale inversione ha spinto i prezzi fino a tentare la rottura al ribasso del prezzo di 1.3000, anche questa volta negata. Siamo ora nei pressi della media oraria a 21 periodi, che si muove internamente a pochi punti, che però potrebbero presto lasciare il passo ad un deciso incremento di volatilità. Da prendere in considerazione il prezzo di 1.3085 per poter valutare delle vendite di euro. Teniamo presente che un eventuale superamento del prezzo di 1.3115 potrebbe far salire il prezzo fino ad oltre i massimi precedenti, mentre al ribasso il prezzo di 1.2970 è quello da superare per poter vedere ulteriori cali fino a 1.2925.

UsdJpy

La media oraria a 21 periodi, che avevamo visto lo scorso venerdì come un supporto dinamico, ha tenuto in maniera ottimale. Ora ci troviamo al di sopra di 99.00 e ancora al di sopra della media oraria a 21 periodi. Da prendere in considerazione l’area di 99.00 come un supporto potenziale, che potrebbe essere però invalidato dal momento in cui il mercato dovesse andare al di sotto rispetto all’area di 98.70, dove valutare delle accelerazioni fino a 98.20. Un superamento, invece, dei massimi, potrebbe far registrare nuove salite fino a 100.25.

EurJpy

Questo rapporto di cambio ha raggiunto i massimi precedenti e ora siamo al di sopra della media oraria a 21 periodi. Il prezzo di 128.75 è un buon punto di supporto, dato dai minimi precedenti, che si può sfruttare per poter valutare dei posizionamenti al rialzo. Il prezzo di 128.50 è invece quello da valutare per poter vedere altri giri ribassisti del mercato che potrebbero portarci ad avere degli aumenti di volatilità fino a 128.00. Dal punto di vista dei rialzi, seguiamo i livelli di massimo che abbiamo toccato prima della discesa la scorsa settimana, al fine di ipotizzare delle rotture fino a 130.60.

GbpUsd

Questo rapporto di cambio ha fatto segnare un nuovo calo al di sotto di 1.5300 , prezzo che ha prima ben resistito, poi ha ceduto in vista di ripartenze al di sotto di 1.5200. Ora ci troviamo nei pressi della EMA21 oraria, al di sotto dei punti statici precedenti, dunque possiamo valutare degli acquisti del dollaro americano fino a che non vedremo il superamento dell’area a quota 1.5260. In questo caso, possiamo vedere dei potenziali tentativi di raggiungimento del prezzo di 1.5300, con il valore di 1.5340 che deve essere oltrepassato per poter vedere delle nuove risalite.

AudUsd

Il quadro tecnico del dollaro australiano è alquanto confuso. Il mercato ha messo in piedi dei nuovi minimi, senza però raggiungere il prezzo di 0.9100, che è adesso il principale punto da seguire per poter vedere altre discese dell’aussie. Da un punto di vista operativo, siamo al di sopra della media a 21 periodi, il che permette di dare grande importanza ai punti statici che passano per 0.9215. Tali punti possono essere usati per valutare un acquisto del dollaro americano in considerazione del fatto che il mercato potrebbe tentare nuove estensioni fino a quota 0.9235 prima di poter vedere nuove discese. Se invece dovessimo vedere un superamento al rialzo di quota 0.9250 , allora questo cambierebbe lo scenario generale, con il prezzo di 0.9285 che diventerebbe propedeutico ad ulteriori accelerazioni definitive al di sopra di 0.9300.

Disclaimer

Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Golden Week

La notte appena passata può essere stata vista come una “notte d’oro”, ma in senso contrario, perché le ore di buio hanno portato il metallo giallo a scendere prepotentemente fino ai minimi, in area 1,180.00, senza riuscire però a scendere del 20% nel giro di due giorni, andando invece a chiudere una discesa molto ordinata dal punto di vista tecnico e dei vari livelli, la quale ci ha permesso di operare in rottura dei minimi che in pull back sulle aree di resistenza, il tutto con un interessante risk reward. Guardando il time frame giornaliero, vediamo che i prezzi sono ancora lontani dalla media mobile a 21 periodi, che sono i prossimi livelli a cui prestare attenzione non appena ci saranno delle nuove correzioni, mentre rimane fondamentale seguire gli andamenti di oggi al fine di capire se potrebbero esserci altri approfondimenti, decisamente probabili vista la grande presenza di ordini al di sotto dei punti di minimo.

Se il prezzo dovesse andare oltre l’area di prezzi a quota 1,175.00 , potremmo vedere delle estensioni fino ai nuovi punti precedenti, che passano per 1,150.00, dei livelli di prezzo che non si vedevano dal mese di luglio 2010. Per poter invece valutare dei rimbalzi, da prendere in considerazione sono le aree di resistenza che si trovano intorno al valore di 1,225.00 e, partendo da esso, ogni 25 punti circa.

Se invece analizziamo la situazione del mercato delle valute, vediamo come ci sono dei movimenti misti del dollaro americano, che si è rafforzato contro il paniere di valute che solitamente consideriamo (ovvero eur, gbp, aud e jpy), anche se contro l’euro la strada fatta al rialzo è stata decisamente minore, cosa che si può spiegare con la grande liquidità di questo rapporto di cambio e con il fatto che l’euro rimane in posizione di forza contro il “buck”.

Per la giornata di oggi bisogna più che altro stare attenti alle prese di profitto dei movimenti più grandi, cosa che potrebbe portare a delle correzioni che non dovrebbero invece interessare chi ha aperto dei posizionamenti di medio periodo, mentre potrebbero essere importanti per chi opera intraday.

EurUsd

Dopo un tentativo di rottura al ribasso, che non è andato oltre quota 1.3010, il mercato è tornato verso i valori di resistenza, per poi tentare una rottura al ribasso della bandiera, che si è arenata sui primi obiettivi dati dalla proiezione dell’altezza della figura sui punti di rottura, senza andare ad approfondire fino a 1.2960. In corrispondenza di 1.3000 , invece, il mercato ha avuto un grande rimbalzato, mettendo in evidenza come l’area che si trova a quota 1.2985 sarà la più importante da prendere in considerazione per valutare dei movimenti al ribasso importanti. Siamo al momento in una zona di prezzi compresa tra 1.3050 e 1.3100 , con le aree che passano al di sotto di 1.3085 che potrebbero essere delle interessanti resistenze, da poter sfruttare per vendere la moneta unica, anche se il fatto che si siano formati dei minimi crescenti, con forte negazione della rottura di quota 1.3000, non ci permettono di stare tranquilli.

UsdJpy

La rottura al rialzo di questa coppia di valute è stata decisamente interessante e, dopo aver raggiunto i primi obiettivi che si sono posti a quota 98.25, abbiamo visto un pullback della linea dinamica del triangolo che abbiamo visto ieri, prima di riuscire a raggiungere i massimi e di arrivare ad una rottura, che era attesa nel caso di una rottura al rialzo del triangolo su cui abbiamo impostato l’operatività rialzista e ribassista. Abbiamo dunque toccato il prezzo di 99.00 ed ora siamo di fronte alla concreta possibilità di vedere delle correzioni che potrebbero legarsi alla media a 21 periodi, la quale, insieme ai punti precedenti che passano per 98.50 , potrebbe essere un buon supporto. Un ritorno al di sotto di 98.25 , invece, è fondamentale per poter valutare una discesa, che potrebbe in ogni caso non spingersi oltre l’area di 97.70.

EurJpy

I prezzi sono arrivati sulle resistenze e hanno cominciato una dura lotta tra rottura e continuazione dell’andamento laterale. Il superamento del prezzo di 128.00 ha portato, come previsto, all’accelerazione verso l’alto, che ha mutato lo scenario, facendolo diventare direzionale e non più laterale. Siamo ora di fronte ad una situazione simile a quella che abbiamo visto sul rapporto di cambio UsdJpy, con il prezzo di 128.50 che potrebbe operare come supporto e con quello di 128.00 che potrebbe essere il punto focale per valutare degli approfondimenti della correzione. Se dovessimo vedere un non passaggio dei supporti, la rottura dei minimi dello yen potrebbe farci salire verso dei massimi precedenti.

GbpUsd

Il cable ha messo in evidenza una bella rottura al ribasso della bandiera, che ha portato i prezzi prima al di sotto di 1.5300, per poi correggere ma rimanendo sempre sia sotto i punti statici precedenti che sotto la media a 21 periodi, prima di tornare a scendere fino a quota 1.5200. Le resistenze che abbiamo visto ieri, sia statiche che dinamiche, hanno operato in maniera perfetta. Siamo ora in una situazione similare, con il prezzo di 1.5300 che opera da livello di resistenza, dato dalla media oraria a 21 periodi e da dei punti precedenti, che hanno agito prima come supporti e poi come resistenze. Se dovessimo vedere un superamento rialzista di tale prezzo, ci aspettiamo che il mercato non sia pronto a ripartire con forza fino al superamento di 1.5340.

AudUsd

I massimi decrescenti che abbiamo visto ieri hanno portato ad un calo di questo rapporto di cambio, il tutto all’interno di un quadro tecnico visto come abbastanza confuso, ma che comunque ha portato a dei buoni aumenti di volatilità al ribasso. Anche per la giornata di oggi possiamo seguiare l’evoluzione intraday del rapporto di cambio, cercando di individuare dei livelli su cui poter operare.

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Mercati tecnici

La giornata di ieri non ci ha dato interessanti novità dal punto di vista macroeconomico, tranne la pubblicazione del PIL americano, che ha fatto registrare un calo dal 2,4% al 1,8%. Nonostante tutto, il dato non ha avuto grande impatto sui mercati, dato che le politiche monetarie sono viste come più importanti. Proprio i mercati hanno continuato, anche dopo la pubblicazione del Prodotto Interno Lordo, nelle loro direzioni, cioè piccoli recuperi per le borse (questa notte anche l’indice giapponese Nikkei è tornato a salire in maniera timida), la lateralità del dollaro americano (che continua ad avere una certa posizione di forza nel brevissimo periodo contro le altre major, ovvero euro, sterlina, dollaro australiano e yen giapponese), gli andamenti variabili delle materie prime (il greggio è stato in recupero, mentre l’oro ha provato degli importanti approfondimenti).

Se ci concentriamo proprio sull’oro, vediamo come è stato raggiunto l’obiettivo di 1,225.00 che avevano ipotizzato ieri nel caso in cui ci fossero stati degli approfondimenti ribassisti al di sotto di 1,245.00. Ora ci stiamo muovendo attorno alla media mobile oraria a 21 periodi, la quale, insieme con i punti precedenti che sono stati toccati dai prezzi, potrebbe essere una interessante area di resistenza in corrispondenza della quale valutare possibili vendite del metallo giallo, che potrebbero far andare di nuovo i prezzi verso i minimi. Se tali valori dovessero essere superati, potrebbero lasciare spazio ad altri cali fino a all’area compresa tra 1,210.00 e 1,215.00, al di sotto della quale potrebbero essere aperti vari ordini in grado di darci degli importanti movimenti al ribasso. L’oro dovrebbe essere lavorato solo su punti importanti a livello multiday, per cui da seguire con attenzione l’andamento dei prezzi sui minimi.

Guardando i cambi, si potrebbe pensare di operare con la congestione, come spesso si fa sui cambi “europei”, ma la presenza di punti di resistenza e di altri punti precedenti sui quali si è fermato il recupero dei prezzi, ci fanno propendere per un’operatività in pull back.

EurUsd

Il quadro tecnico dell’euro è stato praticamente perfetto. Dopo la tenuta delle resistenze abbiamo visto dei tentativi di discesa al di sotto di 1.3000, con stop a 1.2985 , mettendo in mostra un movimento tipico legato alla pulizia degli stop da parte di trader di breve periodo. Un ritorno al di sotto di 1.3010 in questi momenti è propedeutico per una nuova rivisitazione dei minimi, che se dovessero essere rotti potrebbero portarci fino a 1.2960, un punto cruciale da valutare per capire eventuali rotture definitive. I prezzi potrebbero dunque accelerare fino all’area compresa tra il punto indicato e quello di 1.2925 , a causa della presenza di vari punti precedenti che rendono difficile l’interpretazione ed il posizionamento di nuovi ordini. Siamo inoltre nei pressi della media a 21 periodi, all’interno di una bandiera di continuazione ribassista, relativamente alla quale i punti che passano intorno a quota 1.3060 potrebbero essere delle buone resistenze per poter valutare acquisti di dollaro americano, tenendo anche conto che un superamento dell’area di 1.3085 potrebbe portare a degli andamenti al rialzo del mercato, con i primi target posizionati tra quota 1.3100 e quota 1.3130.

UsdJpy

Il rapporto di cambio UsdJpy ha stretto la volatilità ed ora si trova all’interno di pochi punti, fatto che potrebbe portare a delle grandi accelerazioni di volatilità nel momento in cui dovessimo passare dei punti più importanti. Dal punto di vista del rialzo, l’area che è data dalla linea superiore del triangolo passa intorno al prezzo di 98.00 , con i punti precedenti che passano a quota 98.25. Un superamento del primo valore potrebbe portarci ad un livello di resistenza importante, che se dovesse essere superato potrebbe lasciare spazio al raggiungimento di nuovi massimi e a dei potenziali tentativi di nuove rotture. Al ribasso la situazione è praticamente uguale, con la linea dinamica che passa a quota 97.40 e con l’area statica che invece si trova a quota 97.25.

EurJpy

Ancora fase laterale per questo rapporto di cambio, che continua ad essere ancora seguito dallo stocastico. La rottura al ribasso del prezzo di 126.90 ha permesso il raggiungimento della parte inferiore del canale, con i prezzi che ora si trovano tra la media a 21 periodi e quella a 100 periodi, al di sotto dell’area di resistenza dinamica. Se lo stocastico dovesse girare al ribasso, potremmo valutare delle discese di prezzi. In ogni caso, da tenere conto che, in caso di superamento del prezzo di 128.00, potremmo vedere un interessante cambiamento di scenario.

GbpUsd

Questo rapporto di cambio non ha raggiunto l’area di resistenza a quota 1.5470 , con i prezzi che sono scesi direttamente andando a toccare dei nuovi minimi. Ora siamo al di sotto della media oraria a 21 periodi, all’interno di una figura molto simile a quella già vista sull’euro. Intorno al prezzo di 1.5350 si trovano degli interessanti punti statici che già in passato hanno funzionato molto bene, prima come supporto e poi come resistenza. Per poter valutare dei rialzi occorre attendere il superamento di quota 1.5375, fatto che potrebbe portare i prezzi a salire fino a 1.5425.

AudUsd

La rottura del prezzo di 0.9315 ha portato a delle estensioni fino ai livelli di massimo che abbiamo visto dopo la forte discesa dello scorso 19 giugno, senza far vedere delle accelerazioni fino a 0.9400. I prezzi hanno creato, nella notte, dei massimi inferiori rispetto a quelli visti ieri, fatto che potrebbe indicare la perdita di momentum e delle potenziali discese, anche se tecnicamente il cambio non è impostato bene. In questo caso occorre attendere delle evoluzioni prima di poter pensare a cosa fare. In ogni caso teniamoci pronti a possibili operazioni in breakout nel caso in cui le resistenze di ieri dovessero essere rotte.

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Alte potenzialità di breakout

La giornata di ieri ha visto le borse in calo e la pubblicazione del dato macroeconomico IFO tedesco, che è stato in linea con le attese a quota 105.9, mentre oggi la pubblicazione degli ordini di beni durevoli del mercato americano, alle ore 14.30 (le attese sono per un dato del 3% , mentre le attese sono state a quota 3.5%), e la fiducia dei consumatori americani, alle ore 16.00 (in questo caso le attese sono per un dato di 75.1 contro un valore precedente di 76.2). Tutti e due questi valori potrebbero portarci a dei buoni aumenti di volatilità, soprattutto dopo che, nella giornata di ieri, i cambi hanno visto una giornata decisamente tranquilla, con l’unica eccezione dello yen giapponese, che si è rivalutato, anche se in maniera leggera, contro il dollaro americano e contro l’euro. I percentili di volatilità sono ancora molto alti (la maggior parte delle coppie di valute si trovano vicine al 100%), il che comporta delle buone probabilità di vedere delle rotture di breve periodo dopo che siano stati raggiunti i più importanti punti tecnici. Relativamente alle aspettative del mercato, non ci sono state modifiche e gli occhi degli investitori sono ancora puntati al potenziale calo del QE made in USA, che rappresenta il maggior spauracchio in assoluto e che fino ad ora ha portato a delle grandi correzioni sia negli indici azionari che nelle materie prime (tranne per quanto riguarda l’oro, che invece corregge verso l’alto). La liquidità è fondamentale per la crescita delle borse, anche in considerazione del fatto che i titoli di stato hanno subito un duro colpo, con i rendimenti dei bond a 10 anni americani che si trovano intorno al 2.50% , con potenzialità di far registrare altre salite.

EurUsd

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, l’euro si trova in una fase di movimento laterale, senza aver avuto, ieri, alcun importante spunto operativo. L’area che parte da 1.3140 e che arriva fino a 1.3165 (ovvero la media oraria a 21 periodi e i punti di massimo precedenti) potrebbe essere vista come una resistenza, dove poter pensare a degli acquisti di dollaro USA, considerando che un suo superamento potrebbe portare a dei tentativi di accelerazione fino a 1.3200 ed in continuazione fino a 1.3250. Se invece dovessimo vedere un approfondimento al di sotto di 1.3100 , allora potremmo pensare ad una vendita dell’euro, con il mercato che deve superare nuovi minimi prima di poter arrivare fino a 1.2970.

UsdJpy

La coppia di valute UsdJpy ha ancora un andamento laterale un po’ decrescente, con i supporti principali che si muovono in corrispondenza del prezzo di 96.90, dato da punti precedenti. Un approfondimento al di sotto di tali punti potrebbe portare a nuove accelerazioni fino a 96.20, un’area che, se dovesse essere rotta, potrebbe lasciare spazio ad altri cali fino a 95.75. Se invece tali valori dovessero tenere, potremmo vedere i prezzi salire fino a quota 98.00. Se tale valore dovesse, a sua volta, essere superato di 15 punti circa, potremmo pensare ad un ritorno sui massimi del periodo.

EurJpy

Questa coppia di valute si stsa muovendo in un canale ribassista che si può vedere sul grafico orario. L’indicatore stocastico ha unito molto bene l’andamento dei prezzi, dunque lo possiamo seguire a partire dal momento in cui indicasse una zona di ipervenduto, con i prezzi sulle resistenze che possono dare delle ottime possibilità operative. Lo stesso discorso si può fare nel caso in cui l’indicatore stocastico fosse in ipercomprato, in questo caso da seguire sarebbero i prezzi sui supporti. Se i prezzi dovessero avvicinarsi ai supporti o alle resistenze, con lo stocastico che si trova lontano dalle zone importanti di osservazione, potremmo avere delle importanti indicazioni di rottura dei prezzi, che in caso di ribassi potremmo vedere fino agli ultimi minimi in area 126.90, mentre in caso di rialzi allora potremmo fare capo alla distanza che separa i vari massimi, che potrebbe darci modo di operare sulla rottura a livello dinamico della resistenza che è rappresentata dalla linea di trend discendente che si trova di fianco all’andamento dei prezzi.

GbpUsd

Il cable si è mosso, nella notte, in maniera laterale, dopo il tentativo di salita che abbiamo visto ieri. Per chi opera “short” potremmo attendere la rottura della congestione,tenendo conto che se dovessimo vedere la salita dei prezzi, allora tutta l’area che passa tra quota 1.5470 e quota 1.5500 potrebbe essere vista come resistenza, anche se la vicinanza al prezzo di 1.5530, livello dove il mercato si è invertito al ribasso pochi giorni fa, rende difficile riuscire a trovare dei punti precisi per la valutazione dell’enter nel mercato. Se dovessimo vedere la rottura al rialzo di 1.5470, allora potremmo vedere altre accelerazioni fino alle ultime resistenze. Se esse dovessero essere rotte di almeno 10 pips, allora potremmo vedere dei rialzi più sostenuti fino a 1.5575. Se invece le resistenze dovessero tenere, allora potremmo vedere un andamento fino ai minimi del pomeriggio di ieri, prima in area 1.5400 e poi, in estensione, fino all’area di 1.5340.

AudUsd

Questo rapporto di cambio si sta muovendo in maniera decisamente laterale, con un tentativo di rottura rialzista della congestione, senza però riuscire a superare il livello di 0.9300. Occorre fare attenzione, anche in questo caso, all’oscillatore stocastico, dato che esso potrebbe darci delle importanti indicazioni, come nel caso della già analizzata coppia di valute EurJpy. I livelli che possiamo tenere in osservazione per poter valutare delle rotture di prezzi sono 0.9315 con 0.9400 a rialzo e 0.9190 con 0.9140 a ribasso.

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Il post-FED

Il Triple Witching Day (ovvero giorno in cui sono scadute contemporaneamente i futures, le opzioni sugli indici e le azioni del mercato americano), ha portato a dei grandi volumi di contrattazioni, nonostante il fatto che non abbia messo in essere una forte volatilità di mercato, che si era invece mostrata appena dopo le parole del presidente della FED, Ben Bernanke. L’annuncio relativamente a possibili uscite dal QE3 ha fatto vedere degli effetti importanti, soprattutto sulle Borse, che hanno perso in media il 3 o 4%, sull’oro, crollato fino a quota 1.250 dollari per ogni oncia, ma soprattutto sul mercato obbligazionario, che ha visto una repentina salita dei tassi, addirittura in eurozona (addirittura anche in Germania i bund hanno subito dei rialzi dei tassi). Solo il dollaro americano ha avuto modo di guadagnare terreno contro tutte le altre valute. Ora occorre comprendere se la logica di interconnessione tra i mercati potrebbe andare ancora avanti e se sarà dunque un fattore strutturale, oppure se sarà solo una correzione (anche se importante) del mercato.

I movimenti che sono stati innescati con l’annuncio di Bernanke sono stati indubbiamente figli della volatilità di breve periodo, che è a sua volta un fattore più emotivo che tecnico, anche se un ragionamento più lucido e distaccato mette in evidenza come la politica monetaria espansiva della Fed è ancora lontana dall’essere terminata, sia perché il QE3 continuerà ancora ad immettere sui mercati 85 miliardi di dollari al mese, sia perché i tassi d’interesse saranno ancora ancorati allo zero per altri due anni almeno. Se a questo si aggiunge che l’inflazione corrente e quella attesa si trovano ancora a livelli decisamente bassi, ecco come il quadro è completo. Il mercato guarda da sempre, con grande attenzione, alle banche centrali e alla loro credibilità, per cui se quella della Fed dovesse essere stata mal riposta, potremmo vedere degli andamenti precisamente contrari a quelli visti nelle ultime ore.

Proprio questa settimana vedremo un totale di 7 interventi da parte dei membri del Board Fed. Da essi potremo vedere altre sfumature interessanti, considerando anche le diverse vedute che si hanno nel FOMC, con Bullard, che punta molto sul QE, e Faber, che invece è pessimista in merito e più volte è stato critico verso Bernanke. Per poter operare correttamente è importante valutare i corretti punti tecnici in corrispondenza dei quali potremmo vedere degli equilibri tra compratori e venditori, partendo dai quali potremmo vedere delle nuove tendenze.

EurUsd

Questo rapporto di cambio ha avuto una certa lateralità ed ora vediamo l’azione dei prezzi che si trova in corrispondenza della media mobile semplice a 200 periodi. L’individuazione dei punti statici che si trovano a quota 1,3110 e a quota 1,3080 mettono in evidenza il recente movimento laterale, utile per operare in seguito a dei movimenti di volatilità sia al ribasso, con i quali poter andare a cercare il supporto a quota 1,3040, sia al rialzo (ma solo in seguito al superamento della media mobile a 21 periodi), con cui poter andare a cercare i prezzi di 1,3160 ed in estensione a 1,32.

UsdJpy

Questo rapporto di cambio mostra un andamento rialzista su time frame a 4 ore, grazie anche ad una impostazione di medie mobili di breve, di medio e di lungo periodo, che sono orientate ad agire sui supporti dinamici di prezzo. Tale supporto dinamico è rappresentato dalla linea di trend che unisce i minimi crescenti a partire dalla rottura della congestione che aveva nel prezzo di 95,75 il limite maggiore. Il prezzo di 98,40 è il primo supporto statico che, se dovesse essere superato al ribasso, potrebbe portare a dei test della media a 21 periodi in corrispondenza del prezzo di 98, con l’area di 97,30 in estensione. Se invece il prezzo di 98,40 dovesse tenere, allora potremmo vedere una rottura dei massimi recenti a quota 98,60 , valore che porterebbe a dei livelli progressivi a quota 99,30 e, in superamento, a quota 100.

EurJpy

Questo rapporto di cambio si è dimostrato decisamente volatile e poco direzionale, anche in considerazione degli attuali disallineamenti tra i cambi originali eur/usd e usd/jpy. Potremo andare ad operare con degli aumenti di volatilità al di fuori dalla congestione di breve termine che è delimitata tra quota 129,20 e quota 128,80. I prezzi di 129,90 e di 128,10 sono i primi target.

GbpUsd

Il prezzo di supporto a quota 1.5360 è molto chiaro e preciso. Se tale valore dovesse essere rotto, potremmo vedere un eventuale arrivo fino a 1,5320. Se invece il prezzo dovesse tenere, allora potremmo valutare il superamento, al rialzo, della media oraria a 21 periodi, che al di sopra di 1,5410 ci permetterebbe di operare con uno stop entry con primi obiettivi a quota 1,5475.

AudUsd

La congestione compresa tra i prezzi di 0,9175 e quello di 0,9260 è stata decisamente perfetta. Il primo approccio è da considerare nell’ affidabilità dei prezzi relativamente alla loro tenuta, almeno fino a che la volatilità resta moderata. Potremo usare uno Stop&reverse in caso di rottura al rialzo di quota 0,9315 ed in estensione fino a 0,9400 . Mentre, al ribasso, potremo considerare il livello di 0,9080.

Disclaimer

Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Effetto FED

La grande attesa che abbiamo visto durante la giornata di ieri era legata alla reazione delle varie borse mondiali al meeting del FOMC e alle parole pronunciate da Ben Bernanke relativamente ad un calo del Quantitative Easing già entro la fine del 2013. Le aspettative non hanno deluso e hanno portato i prezzi versi dei forti andamenti al ribasso. Gli indici azionari principali hanno perso oltre il 2% . Tra essi vediamo l’S&P500 e il Dow Jones che sono tornati al di sotto dei valori psicologici, rispettivamente, di 1.600 punti e 15.000 punti , mentre l’indice della volatilità VIX, è arrivato a quota  20 per la prima volta nel corso di quest’anno. Lo stesso andamento è stato riscontrato sulle borse europee, che non avevano scontato subito la volatilità legata alle parole della FED di mercoledì sera. Il mercato azionario è in ogni caso solo una parte di questo “sistema”, che vede l’oro scendere di oltre il 6,5%, il greggio in calo di oltre 3 punti percentuali e i rendimenti sul mercato dell’obbligazionario che sono saliti sia in Europa che dall’altra parte dell’oceano.

Anche se la reazione delle Borse sembra eccessiva per la forza del movimento ribassista, è chiaro come un mercato che si è sostenuto, fino ad ora, sulle inizioni di denaro della FED, si possa trovare in crisi non appena le stesse iniezioni vadano a ridursi. Tenendo a mente tutte queste premesse, possiamo attenderci ancora oggi una grande volatilità dei mercati, con possibilità di vedere dei veri e propri scossoni, soprattutto per quanto riguarda i valori macroeconomici relativi al mercato del lavoro a stelle e striscie.

Dal lato delle valute, per poter cercare di capire il trend dei vari rapporti di cambio, potremmo pensare di valutare i flussi di capitali che vedremo nei nuovi scenari. I paesi emergenti potrebbero farci vedere dei periodi di rallentamento, se non addirittura di contrazione, dato che la crescita era sostenuta proprio dalla grande liquidità che era in circolo, dunque dovranno iniziare a ragionare in termini di crescita sostenibile legata alla domanda interna. In maniera particolare la Cina ha messo in evidenza dei segnali di debolezza dopo le notizie recenti su delle manovre pensate per cercare di porre fine al credit crunch che sta colpendo il paese. Il Giappone sta vivendo una fase di netto stravolgimento storico, dopo aver messo in campo una serie di misure decisamente aggressive per cercare di far salire la crescita. L’Europa, al di là dei dati macro che sono in deterioramento, potrebbe pensare di adottare delle politiche monetarie ancora più restrittive rispetto al Giappone e agli USA. Il paese americano potrebbe essere interessato anche da importanti rientri di capitale di cui il dollaro potrebbe beneficiare.

EurUsd

Dopo la perdita di mercoledì sera abbiamo visto dei tentativi di correzione. Questo rapporto di cambio, dopo aver cercato di andare al di sotto di 1,32 , si è consolidato al di sopra di questo valore, portando il prezzo di 1,3250 a diventare una importante resistenza di breve periodo. Sul grafico orario possiamo vedere una interessante figura di continuazione discesista che, se dovesse essere confermata dalla tenuta del prezzo visto sopra, potrebbe metterci di fronte a nuove vendite con obiettivo sui minimi di ieri. Una salita al di sopra di 1,3250, invece, ci permetterebbe di vedere delle salite verso 1,3300.

UsdJpy

Anche per questo rapporto di cambio abbiamo visto dei tentativi di correzione. Il livello di supporto a quota 96,90 , in corrispondenza del quale il prezzo ha rimbalzato fino alla prima resistenza sui massimi a quota 98,20, è decisamente forte. Al di sopra di 98,20 il primo punto interessante è 98,90, mentre delle vendite a partire da esso ci permetterebbero di avere un buon Risk Reward in cerca del supporto statico che si trova al di sotto di 97.

EurJpy

L’azione dei prezzi di questo rapporto di cambio è decisamente simile a quella appena descritta. Vediamo i prezzi di 128,20 e di 130.00 come i livelli più importanti. Proprio il prezzo di130.00 sembra il raggiungibile nel breve periodo in seguito ai rialzi della notte. Si potrebbero dunque pensare a dei posizionamenti “short” almeno al livello intermedio di 129.00 , con possibilità di vedere uno Stop&reverse con obiettivo a 130,75.

GbpUsd

Possiamo vedere, sul grafico orario di questo rapporto di cambio, delle divergenze regolari ed inverse, in entrambi i casi in senso ribassista, che ci potrebbero far aprire dei posizionamenti short in area 1,5530 con obiettivo a 1,4590 ed in estensione fino a 1,5440. La rottura al rialzo al di sopra del primo punto indicato mette in evidenza il valore di 1,56 come potenziale punto di arrivo.

AudUsd

La ripresa di questo rapporto di cambio è stata decisamente interessante dopo che la valuta australiana aveva fatto registrare un clamoroso calo negli scorsi due giorni. Importante è il livello che si trova a 0,9260. Se esso dovesse essere superato, potremmo vedere degli importanti rialzi fino a quota 0,9330. Se invece tale prezzo dovesse tenere, allora avremmo delle conferme del pesante momentum al ribasso con ripresa dei minimi a quota 0,9170.

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The FED’s Day

Siamo finalmente arrivati al giorno tanto atteso per questa settimana di trading, legato alla FED e al suo presidente Ben Bernanke. Il Chairman della banca centrale americana comunicherà le decisioni del FOMC relativamente ai tassi di interesse (che ovviamente non saranno cambiati) ma parlerà, soprattutto, del Quantitative Easing 3, che al momento vede la Federal Reserve acquistare 40 miliardi di dollari al mese di buoni del tesoro USA e 45 miliardi di Mortgage Backed Securities, ovvero titoli che sono legati ai mutui immobiliari.

Le attese degli investitori sono legate alla possibilità che Bernanke possa dare maggiori informazioni sulla exit strategy da parte della banca centrale americana. Legato a questo QE, oltre che ai tassi di interesse a zero, abbiamo visto i rialzi del mercato azionario sin dal 2009 e il calo dei tassi sulle obbligazioni made in USA. Non c’è infatti alcuna altra giustificazione che possa mettere in evidenza la crescita del mercato che stiamo vivendo in questi giorni, che si può paragonare a dei periodi di boom economico, anche in considerazione del fatto che i risultati delle aziende sono appena modesti.

Bernanke più volte è stato chiaro relativamente a dei possibili aggiustamenti del QE solo quando ci sarebbero stati dei dati rassicuranti e di crescita sul mercato del lavoro, dato che l’inflazione, che si trova al 1,4% su base annua, non preoccupa assolutamente. Di recente gli USA hanno mostrato un tasso di disoccupazione in crescita, pari al 7,6%, che appare ancora più grave se si valuta anche il tasso di partecipazione, che si trova ai minimi storici. Sicuramente il QE non potrà durare all’infinito, dato che si rischiano delle pericolose bolle speculative, in maniera particolare dal lato del credito (chi ha dimenticato il fallimento di Lehman Brothers?), ma probabilmente Bernanke sceglierà ancora una politca di attesa, dato che una uscita repentina dal QE porterebbe instabilità sui mercati finanziari a causa di una crescita economica che stenta ancora.

Si può dunque pensare ad un discorso che potrebbe fare accenno allo scenario di rientro dagli acquisti di asset, ma, come per l’altra volta, solo in seguito ad un miglioramento netto sul lato occupazionale. Ecco dunque che potremo attenderci una forte volatilità, anche prima della conferenza, prevista per le ore 20.30 in Italia, con la possibilità di vedere una duplice fase: una in cui si acquista il dollaro americano nel caso in cui si parlasse di altri e futuri riacquisti di asset dalla Fed, l’altra in cui il “buck” sarebbe venduto nel caso di una esclusione di tali misure.

Anche ieri abbiamo visto una dinamica dei prezzi che in qualche modo ha anticipato questo possibile andamento, con il dollaro che si è apprezzato contro l’euro, contro la sterlina e contro lo yen, per poi tornare ad essere nuovamente venduto. Lo stesso discorso può essere fatto per il prezzo dell’oro, che ha tentato delle rotture al ribasso, e per il mercato azionario made in USA, che invece è salito per poi tornare a scendere sui livelli di apertura. Ecco dunque che è importante modificare l’operatività considerando dei possibili aumenti di volatilità, rimanendo però flessibili ad eventuali cambiamenti veloci, senza dimenticare l’uso di stop loss protettivi ma che siano abbastanza elastici da non incappare in una uscita dal mercato a causa della sola volatilità.

EurUsd

Dopo vari tentativi, questo rapporto di cambio ha rotto ieri i livelli di massimo relativi a quota 1,3390 senza riuscire ad arrivare alle prime importanti resistenze, a quota 1,3430. Il quadro tecnico è orientato al rialzo, con la possibilità di vedere delle correzioni sullo sviluppo di una divergenza con time frame a 4 ore tramite l’oscillatore stocastico, che si può “tradere” solo al supermento della media esponenziale a 21 periodi, che passa per l’area di 1,3370. Delle interessanti possibilità operative si hanno sui tentativi di rottura della congestione della notte, che ha portato il prezzo ad appoggiarsi sulla media mobile oraria a 21 periodi, che è utile per poter vedere delle scelte long di breve periodo con obiettivo rivisitazione dei massimi a quota l’1,3430 e a quota 1,3475 in estensione, o “short” in caso di rottura al ribasso dello stesso valore, con obiettivo 1,3370 ed in superamento fino a 1,3330.

UsdJpy

I prezzi di questo rapporto di cambio si muovono ancora una volta in un certo range che ha come limite superiore il prezzo di 95,70 e come limite inferiore quello di 93,80. Diventa importante la tenuta del prezzo di 95, che potrebbe essere propedeutico per l’apertura di posizioni short con obiettivi sui minimi fino a 94,40 . Dalla parte opposta, potremmo andare long alla rottura di 95,70 con obiettivi a quota 97.

EurJpy

Il prezzo di 127,20 è il primo supporto da guardare, quello dove si trova la media a 21 periodi su grafico a 4 ore, che ora forma un supporto dinamico del prezzo. Questo è un buon punto di ingresso long con massimi relativi a quota 128,10 , stop in pari ed estensioni fino a 129. Da considerare invece uno stop and reverse al superamento al ribasso di 127,20, con obiettivi 126,20 ed in estensione fino a 125.

GbpUsd

Questo rapporto di cambio ha messo in mostra dei segni di debolezza, dopo aver visto l’allontanamento dai massimi che si trovavano in area di 1,5730 . Abbiamo visto infatti il superamento al ribasso del livello di 1,5620 , per poter tornare al di sopra di 1,5660 in corrispondenza del test della media a 21 periodi su time frame da 4 ore , che fornisce un eccellente ex supporto dinamico che ora invece potrebbe operare come resistenza. Da considerare delle vendite al di sotto del pivot point giornaliero, con obiettivo 1,5570, con possibilità di andare long al di sopra di 1,5660 per rivisitare nuovamente i massimi.

AudUsd

Rimane ancora valida la violazione del canale al rialzo con il superamento dei livelli statici a quota 0,9580 e a 0,9510, con arrivo a 0,9440. Proprio questo livello è la base della congestione attuale che è delimitata, dal lato alto, dal pivot point in area 0,9510. Diventa buona un’operatività OCO in violazione della lateralità, che ci permette di vendere fino a 0,9390 e di comprare fino a 0,9575.

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