Sistema Di Base (Parte 5)

Quinta parte di questo sistema che stiamo costruendo insieme. Prima di andare avanti è bene rivedere quanto scritto in precedenza:

1. Sistema di base (parte 1)
2. Sistema di base (parte 2)
3. Sistema di base (parte 3)
4. Sistema di base (parte 4)

Dopo aver stabilito che la cosa più importante da fare è stabilire il trend principale sul weekly e cercare di individuare eventuali ritracciamenti, dedichiamoci al grafico daily.

Cosa vedete? Nulla? Tra poco il grafico vi sembrerà molto più chiaro. Andiamo a tracciare i massimi e i minimi relativi, utilizzando un diverso colore ogniqualvolta cambia il trend.

 

1. Il trend è al rialzo, ho utilizzato il giallo per collegare il minimo relativo col massimo relativo;

2. Ritracciamento normale dall’uptrend, ci troviamo ancora in un uptrend, utilizzo il colore giallo;

3. Il prezzo non riesce a superare l’ultimo massimo, siamo usciti dall’uptrend, utilizzo un colore diverso, il rosso nell’esempio;

4. Il prezzo non riesce a superare nemmeno l’ultimo minimo, non ci troviamo nemmeno in un downtrend, si torna al colore giallo;

5. L’uptrend viene confermato, congiungo il minimo relativo col massimo relativo ancora col colore giallo;

6. Il prezzo dimostra di aver cambiato direzione, viene oltrepassato il minimo precedente, fine dell’uptrend… si cambia ancora colore;

7. Si ritorna all’uptrend e si torna al colore giallo;

8. Breve ritracciamento, siamo ancora nel vivo dell’uptrend;

9. Altri minimi e massimi superiori, siamo nel pieno dell’uptrend;

10. Altro breve ritracciamento che di sicuro non compromette il trend rialzista;

11. Siamo ancora in un trend rialzista ma siamo in attesa del prossimo ritracciamento.

Dopo aver analizzato tutti i massimi e i minimi relativi, diamo una ripulita al grafico e andiamo a concentrarci di più sul trend vero e proprio. Prima di farlo però voglio ricordare che sul weekly abbiamo stabilito che il trend principale è rialzista, adesso sul daily stiamo andando a cercare informazioni sul trend secondario, o al massimo sul trend minore.

Racchiuso tra le due linee rosse c’è un trend rialzista, come classificarlo? Il trend dura poco più di un mese, si tratta di un trend secondario. Tra le due linee azzurre c’è un uptrend della durata di 16 giorni, questo può essere considerato un trend minore. Il trend ribassista tra le due linee in violetto può essere considerato secondario, infatti ha una durata di quasi un mese.
L’ultimo trend è chiaramente long, ed è ancora in atto. Per ora dura da circa 2 mesi, quindi è da classificare come trend secondario.
A cosa ci servono queste classificazioni e queste suddivisioni? Lo scopriremo nella prossima puntata!

Segnali Operativi (10/01/2013)

Pronti a vedere come stanno andando le nostre trade? Allora iniziamo!

EUR/USD

Abbiamo iniziato la settimana dichiarandoci nettamente a favore di una trade long, da allora il prezzo è salito di circa 80 pips, mica male? Il mio primo take profit si trova a 1.33, mentre per quanto riguarda lo stop loss abbiamo già chiarito ad inizio settimana che si può impostare in diversi punti, a seconda della strategia utilizzata dal trader.

USD/CHF

Avevo iniziato la settimana dichiarando di essere a -30 pips, ma di non essere molto allarmato. Adesso sto guadagnando poco più di 40 pips, le cose iniziano ad andare per il verso giusto!

GBP/USD

La coppia sembra rispettare il range che abbiamo segnalato ad inizio settimana, tuttavia non sono entrato short e non entrerò a causa della correlazione con EUR/USD che mi sembra nettamente long.

USD/JPY

Settimana che si avvia alla conclusione con un nulla di fatto per questa coppia, infatti il prezzo di apertura è stato di 88.11 mentre adesso siamo a 88.13. Resta valido il consiglio di investire a lungo termine contro lo yen o comunque di ipotizzare solo posizioni long.

USD/CAD

La coppia si sta muovendo davvero poco negli ultimi giorni, meglio lasciar perdere per il momento e andare avanti.

AUD/USD

Pronti a fare trading con le tecniche che conosciamo su supporti e resistenze? Sarà il caso di applicare di nuovo il rimbalzo o questa volta ci sarà l’occasione di tradare sul break? Lo scopriremo nei prossimi giorni.

NZD/USD

Preso il primo take profit su questa coppia! Adesso sposto lo stop loss della seconda posizione long sul punto di entrata, in modo da non rischiare nulla, mentre il secondo take profit sarà sopra l’ultimo massimo posto a 0.8510.

EUR/GBP

Altra posizione long andata a buon fine! Qui ho preferito non prendere i profitti, ma alleggerire la posizione e spostare lo stop loss sul punto di ingresso, in modo da avere un’altra trade priva di rischio… bello tradare così, vero?

EUR/AUD

Si riconferma una coppia abbastanza difficile da prendere, infatti entrambe le valute si sono dimostrate forti, ma sembra che per adesso il dollaro australiano sia il capo! Consiglio di aspettare momenti migliori per entrare.

EUR/CHF

Ancora in zona “no comment”.

EUR/JPY

Seppur di poco, per il momento sembra profilarsi un’altra settimana positiva per il mio investimento di lungo termine su questa coppia.

In conclusione cosa possiamo dire, per il momento è una settimana magica, circa il 4% in pochi giorni e nessuna trade sbagliata! Spero che sia andata bene anche a voi. Buona fortuna e buon trading.

Come Affrontare La Settimana 06 – 10 Gennaio (Parte 2)

Eccoci qui per affrontare la seconda parte dedicata ai segnali operativi.

USD/JPY

Lo yen merita un discorso a parte, infatti sembra che ci sia in atto una politica tesa a svalutare la moneta, quindi sono a favore solo di posizioni long. Non sono long su questa coppia ma ho una posizione di lungo periodo su EUR/JPY proprio per sfruttare questa manovra del governo giapponese.

USD/CAD

E’ una delle coppie che mi piace di meno in questo periodo, meglio andare oltre.

AUD/USD

Coppia che si avvicina al livello forte di 1.06, per adesso restiamo in attesa tenendo in mente sempre il nostro modo di affrontare supporti e resistenze.

NZD/USD

Avevo detto che poteva essere la prima coppia su cui entrare nel 2013, infatti così è stato per me. Ci sono tutti gli elementi per un’entrata long: trend principale rialzista, ritracciamento già compiuto (anche se è arrivato al 70% circa) e prezzo che torna su dopo aver toccato la trend line al rialzo. Il mio primo take profit si trova a 0.8450, mentre il secondo si trova sopra l’ultimo massimo, a 0.8510. Purtroppo per rispettare il mio rapporto RR non ho impostato lo stop loss al di sotto dell’ultimo minimo, ma si trova comunque a 0.8140, un punto che io ritengo affidabile perché si trova sotto la trend line rialzista.

EUR/GBP

Qui sono a favore di una posizione long, ancora una volta è chiaro il motivo: trend a favore, supporto che spinge il prezzo verso l’alto, ritracciamento effettuato (anche qui circa del 70%) e bullish engulfin pattern a termine del ritracciamento. Io ho scelto uno stop loss pari all’ultimo minimo, mentre il take profit pari all’ultimo massimo, però un trader intraday potrebbe considerare anche uno stop loss al di sotto del supporto e un primo take profit intorno a 0.8170.

EUR/AUD

Coppia abbastanza difficile da tradare per il momento. Preferisco aspettare l’evoluzione del prezzo per entrare con “più indizi”.

EUR/CHF

Coppia ancora ferma, niente di fatto.

EUR/JPY

Come dicevo in precedenza, in occasione dell’analisi su USD/JPY, conviene analizzare lo yen in chiave diversa, infatti sembra che la politica giapponese sia mirata ad indebolire lo yen per aumentare le esportazioni. Vi lascio vedere il movimento di questa coppia nelle ultime settimane:

Anche questa settimana abbiamo affrontato le principali coppie di valute. Come sempre vi invito ad utilizzare il box commenti per esprimere i vostri dubbi o semplicemente per dire la vostra, in alternativa potete sempre contattarmi in privato.
Vi auguro buona fortuna e buon trading.

 

Come Affrontare La Settimana 06 – 10 Gennaio (Parte 1)

Ben ritrovati con la nostra rubrica dedicata ai segnali operativi. Oggi andremo a vedere come comportarci con le principali coppie di valute.

EUR/USD

Come al solito andiamo a vedere il trend principale sul grafico weekly. Come possiamo notare, da metà luglio il trend è in salita, tuttavia sembra che proprio dall’inizio del nuovo anno sia iniziato un ritracciamento al ribasso (ultime due candele rosse). Cosa fare? Io entrerei ugualmente long impostando lo stop loss a 1.25, ovvero sotto il forte livello che abbiamo individuato, tuttavia per due motivi andremo ad analizzare anche il grafico giornaliero, prima di tutto perché so che molti di voi amano il brivido di posizioni di più breve durata, quindi in pochi metterebbero lo stop loss a 1.25; secondo motivo è che ammetto che il timing è un aspetto fondamentale nel Forex, quindi andremo a cercare l’entrata “perfetta” su TF minori.

Sul daily si può notare un uptrend secondario che si è formato a metà novembre, tuttavia anche qui si nota un ritracciamento nella parte finale del grafico. Cosa fare? Non è facile prendere una decisione qui, infatti l’uptrend sembra molto chiaro, ma un ritracciamento che va oltre il 62% è pericoloso. Io aspetterei di vedere il comportamento del prezzo sulla linea uptrend tracciata in nero, comunque in caso di entrata long manterrei lo stop loss a 1.25, in linea con il grafico weekly, però dal daily potete notare che ci sono occasioni di impostare uno stop loss abbastanza forte anche sotto il supporto a 1.2869.

USD/CHF

Qui sono già entrato short e dal grafico si può anche intuire il perché: si è presentata una shooting star dopo una correzione rialzista del mercato, questa candela che ha formato il pattern, ha toccato la trendline ribassista per poi tornare indietro e inoltre ha chiuso sotto una resistenza abbastanza affidabile… non si può certo dire che vi siano pochi elementi per entrare short!
Per adesso la mia trade short non sta andando molto bene in termini di pips, infatti sono a -30, però lo stop loss fissato a 95.45 mi fa stare tranquillo per ora.
Vorrei fare solo una piccola digressione: tenete presente la forte correlazione tra EUR/USD e USD/CHF per non andare fuori money management. Vi consiglio di entrare su una sola di queste due coppie.

GBP/USD

Coppia che sembra rispettare questo range, tuttavia non andrò alla ricerca di posizioni short per ora, soprattutto perché sono di ottica long su EUR/USD e potrei ritrovarmi incastrato in un gioco di correlazioni che mi farà perdere una delle due posizioni.

Mi raccomando, non perdete la seconda parte!

Segnali Operativi (05/01/2013)

Bentornati amici. Chi ha detto che l’analisi fondamentale è andata a finire nel dimenticatoio? Ieri abbiamo dedicato l’articolo a come fare trading su un dato significativo, i non-farm payrolls, andiamo a vedere se ha riscosso successo.

Questo era il grafico orario prima dell’uscita della notizia, avevamo ipotizzato un dato migliore delle attese proprio perché nelle ultime ore il dollaro sembrava molto forte, come se il mercato stesse già scontando una notizia positiva. La valuta è influenzata dallo stato di salute del Paese, quindi un dato migliore delle aspettative è sicuramente una buona notizia per il Paese e quindi per la valuta. Tuttavia, proprio per il ragionamento espresso in precedenza, l’idea era di entrare long anche ipotizzando un dato migliore delle attese, proprio perché il movimento short c’era già stato e quindi la coppia poteva tornare al trend principale che abbiamo visto essere un trend long.
L’aspettativa era di 150.000, che sarebbe la variazione del numero dei salariati per le attività non agricole. Alle 14:30 viene rilasciato il dato ed è 155.000, dato migliore delle attese proprio come avevamo previsto. Andiamo a vedere cosa è accaduto:

Il prezzo inizia a salire e chiude la giornata con un +70 pips circa dall’uscita del dato. Ottima giornata quindi per coloro che hanno seguito i segnali operativi, non per me perché ho promesso di restare in vacanza fino a lunedì, quindi niente pips per me questa volta.
Ciò che vorrei sottolineare non è la trade andata bene, ma il fatto di non sottovalutare qualsiasi tipo di analisi solo per sentito dire. Sicuramente la maggior parte di voi utilizza l’analisi tecnica, chi lo fa in un modo, chi in un altro. Sul web c’è di tutto, chi afferma di guadagnare con Fibonacci, chi afferma che con lo stocastico si vince sempre, c’è chi afferma addirittura che investendo sempre sulla sesta candela oraria della giornata guadagna sempre, il mio invito è ad aprire i vostri orizzonti, non esiste solo l’analisi tecnica, così come nell’analisi tecnica non esiste solo Fibonacci, e se non avete ancora trovato il modo di guadagnare non date retta a chi vi dice “l’analisi fondamentale non serve a nulla”, non potete sapere se non fa per voi fin quando non ci sbattete la testa per mille volte.
Con questo non voglio invitarvi a considerare l’analisi fondamentale, voglio invitarvi a cercare anche altrove, se non vi trovate bene col MACD e non riuscite a generare profitti, non date retta a chi dice che il MACD è migliore rispetto allo stocastico, non bisogna escludere nulla a priori. Concludo la mia piccola riflessione che spero possa esservi utile nella ricerca del vostro sistema ottimale e vi lascio ad un buon fine settimana.
Buona fortuna e buon trading.

Segnali Operativi (04/01/2013 Parte 2)

Ben ritrovati con la seconda parte dei segnali operativi. Dopo aver visto i due periodi precedenti, andiamo a vedere il background di quest’oggi per capire se ci troviamo in un caso simile:

Nel periodo precedente alla notizia il dollaro si mostra molto forte, addirittura il cambio ha perso 280 pips dall’inizio del nuovo anno, cosa possiamo aspettarci? Io mi aspetto un dato migliore delle aspettative per gli Stati Uniti, tuttavia questo, secondo me, non porterà ad un ulteriore forte movimento ribassista perché la news è già stata scontata ampiamente dal mercato. Per l’analisi appena fatta, sembra un’ottima opportunità per sfruttare la trend line che si può notare dal grafico daily:

Il dato migliore delle aspettative dovrebbe dare quasi un ultimo scossone alla coppia, facendo arrivare il prezzo proprio sulla trendline. Secondo questa analisi non dovrei far altro che aspettare per poi entrare long, magari all’inizio della prossima settimana, infatti molto probabilmente così farò. Tuttavia la mia è soltanto una previsione in base a studi ed esperienze passate che ho condiviso nella prima parte, il mercato potrebbe reagire diversamente, quindi come tutelarsi? Andiamo ad ipotizzare altri scenari.
Prima di tutto, dall’analisi svolta nel costruire il sistema di base, sappiamo che il trend principale è rialzista. Se il prezzo continua a scendere, oltrepassando la trendline sul daily e avvicinandosi al precedente minimo relativo sul weekly (1.2650 circa), vuol dire che è lo stesso uptrend che io sto considerando ad essere in grave pericolo, quindi in quel caso non è sbagliata solo la mia visione della notizia, ma anche la mia visione del trend principale in atto, in quel caso non potrei farci nulla, la trade la perderei con o senza notizia.
Adesso c’è da considerare questo: senza la notizia avrei aspettato la fine del ritracciamento sul weekly per poi entrare long in favore del trend, la notizia mi sta solo fornendo una spiegazione logica a questo ritracciamento in atto, quindi non c’è alcun motivo, secondo il mio punto di vista, di abbandonare un’ottica long.
Io entrerei già adesso sul mercato perché non vorrei escludere anche un’altra possibilità, cioè che il dato sia inferiore alle attese, cosa che probabilmente darebbe una forte spinta verso l’alto al cambio.
Utilizzerò la giornata di oggi come un esercizio per la mia visione dei mercati, dal fine settimana tornerò operativo (fine delle vacanze) con una visione long su EUR/USD.
Bene, spero che questo esercizio sia stato utile a me e a voi. Buona fortuna e buon trading.

Segnali Operativi (04/01/2013 Parte 1)

Eccoci qui pronti ad agguantare nuovi pips! Primo venerdì del mese, so che per molti vuol dire continuare a fare trading normalmente aspettando il fine settimana, io invece vorrei concentrarmi sul dato più interessante della giornata: la variazione dell’occupazione non agricola (non-farm payrolls).
Andiamo ad analizzare cosa potrebbe accadere al cambio euro-dollaro durante questa notizia (14:30).
Il dato che stiamo andando a prendere in considerazione riguarda il mercato del lavoro statunitense, potete notare che oggi ci saranno altri dati sul mercato del lavoro. In breve oggi saranno pubblici i dati relativi all’occupazione nel pubblico e nel privato, ciò è importante per l’attività economica futura nel Paese, per noi è importante perché lo stato economico degli Stati Uniti si riflette direttamente nel dollaro americano e quindi su EUR/USD.
La prima cosa che mi piace fare, quando vado ad affrontare notizie del genere, è guardare nel passato cosa è accaduto:

Il mese scorso c’è stato un dato nettamente superiore alle aspettative: 146.000 contro 89.000! Cosa è successo? Un dato superiore alle attese significa forza per gli Stati Uniti e quindi per il dollaro, di conseguenza il cambio EUR/USD dovrebbe subire un calo dovuto proprio alla maggiore forza del dollaro. Il grafico cosa ci dice? Che il mercato si aspettava già un dato molto positivo per gli Stati Uniti e aveva spinto la coppia verso il basso già ore prima l’uscita della news. Questo a cosa ci porta? Semplicemente al fatto che chi ha fatto trading sulla notizia sperando di trarre vantaggio dalla nuova forza del dollaro non ha trovato ciò che cercava perché il mercato aveva già scontato la news.

Andiamo ancora più indietro nel tempo, al primo venerdì del mese di Novembre:

Ancora una volta si nota un dato migliore delle attese e ancora una volta si vede come il mercato abbia anticipato i tempi, infatti la coppia era ampiamente short già ore prima rispetto all’uscita della notizia. Cosa si può trarre da quest’altro esempio? Chi ha fatto trading sulla news non è andato male, infatti il movimento short è rimasto intatto per altre ore, tuttavia ci si poteva aspettare che il movimento ribassista causato dalla news fosse già stato assorbito nel periodo precedente.
Nella seconda parte andremo ad osservare cosa sta accadendo nelle ore precedenti alla notizia di oggi per cercare di interpretare il sentiment del mercato, inoltre andremo a vedere se ci sono spunti operativi per fare trading su EUR/USD sfruttando la news.

Sistema Di Base (Parte 4)

Ben ritrovati con la quarta parte di questo sistema che stiamo costruendo insieme. Oggi voglio mostrarvi come applicare i ritracciamenti di Fibonacci al grafico weekly, ma prima voglio assicurarmi che abbiate letto i tre paragrafi precedenti:

1. Sistema di base (parte 1)
2. Sistema di base (parte 2)
3. Sistema di base (parte 3)

Iniziamo con una premessa: utilizzeremo i ritracciamenti di Fibonacci sul grafico weekly solo per capire  meglio il trend principale, non per aprire posizioni sul mercato. Andiamo ad analizzare di nuovo il grafico weekly riguardante il cambio euro-dollaro:

Come applicare i ritracciamenti di Fibonacci? Facciamolo prima per il passato, così ci renderemo conto di come farlo per il presente:

Primo ritracciamento di Fibonacci sensato da applicare al downtrend che abbiamo analizzato in un precedente articolo. Perché dico primo ritracciamento sensato? Perché non aveva senso applicarlo alla prima linea del downtrend (quella in giallo) perché lì non sapevamo ancora di essere in un downtrend e quella linea poteva anche essere un semplice ritracciamento al ribasso da un uptrend. Non ha senso applicarlo alla prima linea in rosso perché i ritracciamenti, in un downtrend, logicamente si tracciano solo alle linee al ribasso.
Ok, cosa ho fatto nell’immagine qui in alto? Non ho fatto altro che tracciare il ritracciamento dal massimo relativo al minimo relativo, facile no? Adesso passiamo all’interpretazione, cosa possiamo notare? Il prezzo è andato ben oltre il livello 61.8% di Fibonacci e inoltre il downtrend si era formato da poco, qui il trader non deve fare nulla perché il dubbio che il downtrend sia già finito è forte per i due precedenti motivi.
Allora cosa fare a quel punto? Nulla! Si aspettano occasioni migliori, nel frattempo potete passare ad un’altra coppia.

Anche qui ritracciamento facile facile, si parte dal massimo relativo e si va fino al minimo relativo. Qui il downtrend già aveva “una certa età” e inoltre potete vedere che il prezzo torna giù dopo aver superato di poco il livello 50 di Fibonacci: qui siamo nel pieno del downtrend, si va a caccia solo di occasioni short.

Altro ritracciamento e altre buone notizie, infatti il prezzo arriva al livello 38.2 prima di tornare giù e confermare il downtrend. Anche in quest’occasione Fibonacci ci aiuta a capire la fine del ritracciamento rialzista e, di conseguenza, la continuazione del trend ribassista.

Ultimo ritracciamento di Fibonacci tracciato per questo trend ribassista. In questo caso Fibonacci ci aiuta a capire che il trend ribassista, molto probabilmente, è giunto al termine, infatti il prezzo ha superato nettamente il livello 100%, superando, quindi, anche il massimo precedente: così si ha la fine del downtrend considerando la definizione di Dow di massimi e minimi decrescenti.
Un dubbio poteva venire però, infatti sul livello 50 di Fibonacci c’è una candela short, lì probabilmente si poteva ipotizzare la fine del ritracciamento e quindi avere ancora un’ottica short. Una sola candela al ribasso è un po’ poco per credere alla fine di un ritracciamento, però in alcune occasioni capita di interpretare male un grafico e subire perdite, altrimenti potremmo dire che questo sistema sia infallibile.
Provate ad applicare anche voi Fibonacci per il nuovo trend rialzista e fatemi sapere quale interpretazione riuscite a ricavarne.
Per oggi è tutto, buon trading e ancora buon anno!

Come Affrontare La Settimana 30 Dicembre – 4 Gennaio

Buon anno a tutti voi! Non c’è modo migliore di iniziare l’anno con una bella analisi settimanale… in effetti ci sono modi migliori però noi ci accontenteremo di questo 😉
Mi scuso per il ritardo ma c’è stato un problema tecnico. Volatilità al minimo in questi ultimi 15 giorni, quindi non ci aspettiamo di trovare grosse occasioni.

EUR/USD

Abbiamo postato questa immagine anche nel descrivere il nostro sistema operativo, quindi sappiamo benissimo che il trend è rialzista e che non ci sono punti importanti da considerare nelle vicinanze. Per adesso resto di ottica long anche non entrando direttamente sul mercato.

USD/CHF

Data la forte correlazione negativa con la coppia precedente, qui c’è una situazione in cui prevale un’idea short.

GBP/USD

Giusto in tempo per la nostra trade short, infatti il prezzo, come potete vedere, torna su. Riuscirà a tenere di nuovo la resistenza a 1.63? Questa volta sembra che la coppia sia proprio intenzionata a rompere questo muro, vedremo più avanti.

USD/JPY

Formidabile la salita di questa coppia che guadagna circa 1000 pips in 4 mesi!  Sono sicuro che i trader sono già indecisi per questo 2013: ritracciamento o ancora salita?  Io penso che il dollaro possa continuare a guadagnare contro lo yen nel 2013, tuttavia sono anche d’accordo con un ritracciamento a breve, bisogna pensare ad una buona strategia di azione perché i due pensieri non si escludono a vicenda, anzi sono indizi che possono restringere il campo nella scelta della strategia da adottare.

USD/CAD

Non sono molto sicuro su questa coppia, penso che la scelta migliore sia di aspettare ancora per vedere che direzione prenderà il prezzo.

AUD/USD

Coppia che ha rispettato la nostra analisi, adesso sembra stabile e noi possiamo anche accontentarci e restare fermi cercando di osservare il prezzo per capire quale direzione prenderà.

NZD/USD

Coppia che torna su confermando la mia visione rialzista del mercato. Questa potrebbe essere una delle prime coppie su cui entrerò nel 2013.

EUR/GBP

Coppia un po’ difficile da tradare in questo periodo, aspetteremo occasioni migliori.

EUR/AUD

Abbiamo chiuso in negativo una posizione short qualche settimana fa, scelta giusta perché non si può certo dire che i sellers abbiano il controllo per ora.

EUR/CHF

Coppia ancora ferma.

EUR/JPY

5 mesi, 2100 pips, certo che i numeri parlano chiaro in questo caso! L’euro ha guadagnato davvero molto contro lo yen che invece si è mostrato debole nella seconda parte del 2012. Sono a favore di una posizione long ma mi aspetto un ritracciamento da un momento all’altro, quindi per il momento me ne sto buono ad aspettare.

Per oggi è tutto, un buon anno a tutti voi.

Sistema Di Base (Parte 3)

Avete letto attentamente le prime due parti di questo sistema?

1. Sistema di base (parte 1)
2. Sistema di base (parte 2)

Andiamo a considerare tutti gli elementi insieme su un grafico della MetaTrader 4. Ovviamente si parte dal grafico weekly:

Cosa vedete in questo grafico? Nulla? Non vi preoccupate che tra poco avrete le idee più chiare! La prima cosa che andremo a fare è tracciare i massimi e i minimi relativi.

Ho utilizzato due colori per indicare quando il trend sta cambiando o è cambiato. All’inizio in giallo c’è un uptrend, poi in rosso c’è un downtrend, poi si torna al giallo per indicare l’inizio di un uptrend. Il downtrend in rosso (che comprende anche la linea gialla prima della prima linea rossa) è durato 16 mesi circa, siamo in linea con la nostra definizione di trend principale, ovvero dai 3 mesi a un anno o anche più. Il nuovo uptrend che si sta delineando è più giovane, ma è abbastanza vecchio per metterlo nella categoria dei trend principali, infatti dura da circa 5 mesi.
Non mi piace molto tracciare le trendlines sul grafico weekly, lo faremo quando passeremo al daily o al H4, per ora sappiamo di trovarci in un uptrend semplicemente adottando la definizione di Dow.
E’ importante, invece, andare a tracciare le linee di supporto e di resistenza, per capire se il prezzo si trova in un’area difficile da superare.

Ho trovato un solo livello abbastanza significativo, potete anche lasciare solo la linea nera togliendo la zona evidenziata che ho inserito solo per ricordare che i livelli di supporto e resistenza costituiscono un’area e non un punto fisso. Potete anche togliere le linee rosse verticali che ho tracciato solo per dividere i trend individuati.
All’inizio avevamo un grafico bianco, adesso sappiamo che il trend è in salita e che il prezzo ha superato una resistenza, è stato attratto da quel livello e ha rimbalzato sul nuovo supporto per tornare su… mica male per due semplici passaggi che richiedono 5 minuti?
I più precisi potrebbero andare alla ricerca dei pattern della Price Action sul weekly, tuttavia non è indispensabile, ci serviranno più avanti.
Cosa abbiamo capito da quest’analisi del grafico weekly? Che il trend principale è rialzista e non ci sono ostacoli in vista, quindi andremo solo alla ricerca di occasioni long.
Per ora è tutto appuntamento alla prossima parte, in cui andremo ad introdurre Fibonacci nel sistema e ad analizzare il grafico daily.
Buona fortuna e soprattutto buon anno!

Sistema Di Base (Parte 2)

Eccoci qui, siamo giunti alla seconda parte del sistema di base che stiamo costruendo sfruttando gli argomenti studiati in questi 4 mesi insieme su mondoforex. Andiamo subito ad elencare i punti principali del sistema:

1. E’ un sistema trend-following, quindi andremo ad aprire posizioni solo a favore del trend, MAI contro.

Qui c’è da aprire una piccola parentesi perché ci si può confondere tra i vari tipi di trend. Infatti la prima domanda che può sorgere è: quanto deve durare un movimento per essere considerato un trend? Posso andare ad analizzare il trend anche sui grafici a 5 minuti? Io mi baso sulla definizione di trend data da Charles Dow, quindi adotterò anche la classificazione fornita da Dow:

a. Trend principale – da 3 mesi ad un anno o anche più;
b. Trend secondario – da 3 settimane a 3 mesi;
c. Trend minore – da pochi giorni a 3 settimane.

Penso che adesso sia più chiara la risposta alla domanda “posso vedere il trend anche dal grafico a 5 minuti?”. Al massimo si può osservare il trend minore sul grafico a 5 minuti, ma bisognerebbe rimpicciolire le candele al massimo sul grafico. Solitamente andremo ad osservare il trend principale sul weekly, il trend secondario sul daily e il trend minore sul H4, con le dovute eccezioni.

2. Il trend viene rilevato con la definizione di Dow di massimi e minimi, le trend lines saranno utilizzate solo come supporto alla nostra definizione di trend, o per aprire posizioni in determinati casi.

3. Sappiamo che i ritracciamenti sono correzioni del mercato, che devia “momentaneamente” dal trend principale: utilizzeremo i ritracciamenti di Fibonacci per cercare di cogliere la fine di questi ritracciamenti per poi entrare sul mercato in linea con il trend principale.

4.  I ritracciamenti dal trend principale costituiscono quasi sempre dei trend secondari, andremo ad applicare le nostre conoscenze dei segnali di inversione per capire quando un trend secondario sta giungendo al termine e, di conseguenza, quando il prezzo sta rientrando nel trend principale.

5. Applicheremo le nostre conoscenze di supporti e resistenze per cercare di capire quando il prezzo affronterà un livello difficile da superare e anche per tentare di entrare con le tecniche del rimbalzo o del break.

Questi sono i punti principali, da questo si può intuire che il sistema si basa sul lungo periodo, visto che diamo importanza primaria al trend principale tracciato sul weekly, tuttavia non è per forza così, infatti, come vedremo successivamente, il sistema può essere utilizzato anche per trades di periodo più breve come un giorno o pochi giorni.
Prossimamente sarà pubblicata la terza parte che entrerà più nel vivo del sistema, infatti inizieremo a vedere come combinare tutti gli elementi sul grafico della MetaTrader 4.

Sistema Di Base (Parte 1)

Ormai si avvicina la fine del 2012, è tempo di domande: chi di voi ha guadagnato col trading? Chi di voi ha guadagnato grazie alla condivisione di idee di trading che c’è stata con la rubrica sui segnali operativi? Spero tanti!
Bene, per fortuna il mondo non è finito ma è stato comunque un anno molto impegnativo, per me e per tutti voi immagino, quindi ho deciso di regalarvi questo sistema di trading basato esclusivamente su ciò che abbiamo studiato in questi 4 mesi insieme.
E’ un sistema che si adatta molto bene a chi è ancora essenzialmente un principiante e si sta sforzando per entrare nella categoria “intermedi”, perché è molto semplice e non ci sono cose straordinarie da sapere, davvero vi basta quanto studiato in questi 4 mesi. Ne approfitto per una piccola premessa: il sistema che sto per introdurre è solo una piccola porzione dell’analisi che io svolgo per tradare sul mercato, quindi non è il sistema che io utilizzo, però partendo da questo, che secondo me già potrebbe darvi soddisfazioni, col passar del tempo potrete fare esperienza, continuare a studiare e magari introdurre qualcosa di vostro, come un indicatore specifico o un concetto frutto dell’esperienza, che andranno a rafforzare il sistema.
Altra piccola premessa: l’ho chiamato sistema, ma non vi aspettate una serie di regole che dovete applicare meccanicamente per entrare ed uscire da una trade, c’è sempre una forte componente interpretativa in tutto ciò che andremo a vedere.
Detto questo, iniziamo ad entrare nel vivo del sistema considerando gli “ingredienti” che servono per prepararlo:

1. Tutto quanto scritto nella rubrica “il Forex semplice”, è davvero indispensabile perché non si può iniziare a fare trading sul mercato se non si conosce il concetto di leva o non si sa cos’è un trend;

2. I pattern di inversione visti nel corso di Price Action, in particolare: hammer e hanging man, engulfing pattern, shooting star, inverted hammer, tweezers tops e bottoms, belt-hold lines;

3. Tra gli argomenti principali da rivedere ci sono: supporto e resistenza (parte 1), supporto e resistenza (parte 2), tipi di ordine (parte 1), tipi di ordine (parte 2), trend lines, ancora sul trend (parte 1), ancora sul trend (parte 2), ancora sul trend (parte 3), ancora sul trend (parte 4), canali (parte 1), canali (parte 2), il rimbalzo, utilizzare le rotture a proprio favore, ritracciamenti (parte 1), ritracciamenti (parte 2).

Ovviamente sarebbe importante anche vedere gli articoli dedicati alla pratica, ma non temete perché ci saranno tanti esempi anche a seguire. Appuntamento alla seconda parte!

Analisi Con La Price Action (29/12/2012)

Andiamo a vedere come sono andate le ultime coppie che abbiamo analizzato:

1. Analisi con la Price Action (18/12/2012)
2. Analisi con la Price Action (21/12/2012)

AUD/USD

Per non riprendere tutto l’articolo precedente, analizziamo solo i pro e i contro:

PRO:

– Linea di resistenza molto forte;
– Trend principale tendenzialmente in discesa;
– Stocastico nella zona di iper-comprato (lo metto solo perché io uso lo stocastico, dal punto di vista del vostro studio potete ometterlo);

CONTRO:

– Trend secondario tendenzialmente rialzista;
– Trend minore fortemente rialzista;
– Le candele verdi continuano ad avere una certa consistenza, ciò potrebbe voler dire che la forza dei buyers non è ancora terminata;
– Ultimo massimo eguagliato, potrebbe portare alla fine del downtrend sul weekly.

Andiamo a scoprire come è andata la trade:

La trade sarebbe andata bene, tuttavia non l’abbiamo aperta perché i “contro” erano più numerosi e più forti.

GBP/USD

Anche qui andiamo ad analizzare solo i pro e i contro, potete trovare l’articolo completo ad inizio pagina (secondo link):

PRO

– Resistenza molto forte;
– Bearish belt hold;

CONTRO

– Trend tendenzialmente rialzista.

La posizione short è stata aperta ed è andata anche bene. Adesso si può notare la formazione di una candela che fa da bullish engulfing pattern, per cui sarebbe meglio ritirare la posizione short mantenendo i profitti realizzati. Tuttavia per i più testardi, che vogliono mantenere la posizione short, ho buone notizie. Analizzando il weekly si notano alcune cose interessanti:

Siamo nella parte alta di un canale laterale, quindi si potrebbe pensare di continuare a speculare sulla posizione short anche sul lungo periodo.
Inoltre andando ad ingrandire si notano altri segnali incoraggianti:

Due candele di inversione, una shoorting star e un hanging man. Io manterrei la posizione short, tuttavia mi sentirei più tranquillo con una conferma data da una candela short dopo i due segnali di inversione appena visti.

Anche oggi l’analisi termina qui, se avete qualche dubbio o qualche grafico da voler analizzare potete scrivermi, se non avete la mia casella mail o altri contatti potete anche commentare qui. Per oggi è tutto, buon trading con la Price Action e buone feste.

 

 

Pratica Con Fibonacci

Ricordate la parte teorica dedicata a Fibonacci? Potete trovare tutto qui.

E’ importante capire la parte teorica perché qui facciamo un po’ di pratica proprio con i ritracciamenti di Fibonacci:

Si tratta di EUR/USD sul grafico H4. La prima cosa da fare è individuare il trend e tracciare i massimi e i minimi, così come è stato fatto con le linee in giallo.
Andiamo a ripetere alcune cose apprese nella parte teorica dedicata ai ritracciamenti di Fibonacci. Prima di tutto sappiamo che bisogna tracciare la linea del ritracciamento di Fibonacci a partire da sinistra verso destra, considerando solo i movimenti in linea col trend.
Inoltre sappiamo che Fibonacci serve per aiutarci a capire quanto dura un ritracciamento, andiamo a vedere nella pratica come ragionare:

Primo ritracciamento di questo uptrend, vediamo che la correzione di mercato supera la percentuale del 61,8% quindi non era da aprire alcuna posizione long perché troppo pericolosa (in effetti lì non si poteva nemmeno essere sicuri sulla nascita di un trend al rialzo). Dopo il prezzo torna a salire, l’uptrend continua e non ci resta che aspettare il prossimo ritracciamento del prezzo.

Il prezzo torna indietro fino a superare di poco il livello 38,2% di Fibonacci, si poteva aprire una posizione su quel livello, tuttavia vorrei chiarire che difficilmente utilizzare solo Fibonacci può risultare profittevole, bisogna abbinare qualche altra strategia all’uso di Fibonacci, magari un indicatore o i candlestick pattern.
Una posizione long avrebbe dato sicuramente dei profitti, infatti il prezzo torna a salire, non resta che cavalcare l’onda e aspettare il prossimo ritracciamento.

Ritracciamento di circa il 100%, sicuramente qui si poteva pensare alla fine di questo uptrend, tuttavia come vi ho anticipato nella parte teorica, quasi sempre al livello 100% si forma questa sorta di supporto che potete notare anche voi nel grafico. Il supporto in questo caso ha funzionato e ha spinto di nuovo il prezzo verso l’alto, tuttavia io non avrei aperto alcuna posizione, né long né short.
L’uptrend continua e il prezzo sale ancora:

Ecco un’altra linea di Fibonacci tracciata che ancora non ha dato risultati infatti il prezzo è stabile tra la parte alta e il livello 38,2%. Cosa bisogna fare? Io sono a favore dell’uptrend quindi aspetterò un segnale long non appena il prezzo arriverà nell’area compresa tra il 38,2% e il 61,8%.

Come primo esempio pratico su questo argomento ho voluto fare le cose molto semplici, spero che sia tutto chiaro fin qui.
Buona fortuna e buon trading.

 

Segnali Operativi (27/12/2012)

Settimana natalizia abbastanza tranquilla visto che non abbiamo segnalato nulla da tradare, tuttavia andiamo ad esercitarci ugualmente con l’analisi settimanale.

EUR/USD

Coppia in leggero rialzo questa settimana, a testimonianza che la nostra visione long è sensata. Continuo ad aspettare la fine delle vacanze, poi andrò a pianificare un’entrata long.

USD/CHF

Stessa situazione, come già scritto in precedenza sto pianificando un’entrata short che forse andrà a sostituire la posizione long su EUR/USD.

GBP/USD

La nostra preferenza per una posizione short si concretizza! Sicuramente fa piacere fare l’analisi giusta utilizzando i pochi pattern che abbiamo studiato nella parte teorica, tuttavia un po’ dispiace perché finora abbiamo un 3 su 3 ma nessuna trade aperta!

USD/JPY

Il prezzo sale ancora arrivando al massimo degli ultimi 2 anni, ancora una volta analisi giusta, c’è un forte trend rialzista che sta diventando un trend principale (utile analisi per iniziare al meglio il 2013).

USD/CAD

Ancora dollaro in ripresa sul dollaro canadese, ma non abbiamo trovato nulla di interessante quindi anche qui non c’è nulla da segnalare.

AUD/USD

Altra settimana al ribasso, la nostra resistenza (che potete trovare anche qui nell’articolo di inizio settimana) ha regalato sicuramente un buon natale a tutti coloro che l’hanno seguita.

NZD/USD

Ritracciamento al ribasso pericoloso, infatti adesso è di circa il 70%. Prima stavo considerando una posizione long, adesso sono un po’ indeciso. Attenderò l’evoluzione del prezzo nei prossimi giorni per capire da che parte schierarmi, per ora preferisco ancora una posizione long a favore del trend.

EUR/GBP

Altra dimostrazione di forza dell’euro che guadagna circa 65 pips sulla sterlina inglese questa settimana. Bisogna iniziare a pensare anche qui ad una formazione di un trend al rialzo che parte dal 22 luglio 2012, 5 mesi al rialzo sono sufficienti per affermare che ci troviamo in un uptrend.

EUR/AUD

Ad inizio settimana ho scritto di aver chiuso la posizione per via delle vacanze anche se con un po’ di dispiacere, adesso posso scrivere di essere stato fortunato perché l’euro sta letteralmente spazzando via la concorrenza e nemmeno il dollaro australiano riesce a tenere il passo.

EUR/CHF

Coppia ferma, nessun regalo di Natale qui.

EUR/JPY

Ad inizio settimana avevamo alcuni dubbi legati alla resistenza in area 111.40, adesso non ce ne sono: la coppia sta confermando l’uptrend e ha subito addirittura un’accelerazione dovuta alla rottura della resistenza!

Spero che quest’analisi sia utile come esercizio o per coloro che non conoscono le parole “pausa” e “vacanze”. Per oggi è tutto, buon trading e ancora buone feste!

Ritracciamenti (Parte 2)

Dopo aver visto la prima parte sui ritracciamenti sono sicuro che avete poca voglia di vedere ancora matematica, quindi vi rassicuro perché oggi saranno di più i concetti teorici e ci sarà meno matematica.
Inoltre oggi faremo riferimento a un personaggio molto amato da voi, Fibonacci.
Nella prima parte abbiamo visto l’importanza del numero 3, infatti abbiamo diviso i ritracciamenti in “terzi”, un terzo (33%), metà (50%) e due terzi (66%), invece Fibonacci va a modificare leggermente queste percentuali. Secondo la teoria dei ritracciamenti di Fibonacci i numeri più importanti sono 38 (38.2 per la precisione), 50 e 62 (61.8), ciò indica che, in caso di forte trend, il minimo ritracciamento deve essere del 38%, mentre in caso di trend debole, la massima percentuale di ritracciamento è del 62%.

Questo ci porta ad affermare una cosa molto importante: i sostenitori di Fibonacci non applicano un range pari a 33-66 come visto nella prima parte, ma applicano un range di 38-62, quindi un ritracciamento inferiore al 38% non è da considerare, lo stesso vale per un ritracciamento superiore al 62%.
Una teoria molto interessante e poco nota nell’ambito dei ritracciamenti di Fibonacci è che in caso di forte trend il ritracciamento più probabile ci sarà tra il 38 e il 50%, mentre in caso di trend debole il ritracciamento più probabile ci sarà tra il 50 e il 62%.
Una percentuale di ritracciamento solitamente sottovalutata è il 100%, infatti questa percentuale indica che siamo usciti dal trend in atto, quindi non ci sarebbe più nessuna occasione di entrata, però quasi sempre questa percentuale viene a coincidere con un livello di supporto o di resistenza (almeno forma un doppio massimo o un doppio minimo).
Andiamo a considerare una domanda molto gettonata: come si tracciano i ritracciamenti di Fibonacci sul grafico della MetaTrader?
La prima cosa da fare è individuare il trend, il ritracciamento va disegnato dall’inizio del trend (sia esso principale, secondario o minore) alla fine del trend:

Ecco come tracciare Fibonacci considerando l’esempio precedente. Ricordate sempre di partire dall’inizio e arrivare alla fine del trend, non bisogna fare il contrario altrimenti le percentuali di ritracciamento si ritroverebbero invertite!
Il trend è caratterizzato da una serie di zig-zag formati da trattini lunghi e trattini un po’ più corti (i ritracciamenti), bisogna semplicemente partire dall’inizio del trattino lungo fino alla fine del trattino per tracciare Fibonacci.
A questo punto ci si può chiedere “ma come faccio a sapere quando finisce il trattino lungo ed inizia il trattino breve, ovvero il ritracciamento?”. Noi tracciamo Fibonacci non per fare trading sul ritracciamento, ma per capire quando finisce per poi entrare di nuovo sul trend principale, quindi l’importante non è capire quando finisce il trattino lungo, perché lo possiamo notare anche a posteriori con l’andamento del prezzo, l’importante è capire quando termina il trattino corto, ovvero il ritracciamento, e Fibonacci ci aiuta proprio in questo.
E’ un concetto un po’ difficile all’inizio ma pian piano diventa semplice come fare 2+2, prossimamente ci occuperemo di una terza parte teorica molto interessante per poi passare alla pratica proprio sui ritracciamenti e su Fibonacci per capire meglio.

Linee Di Contrattacco

Siamo quasi alla fine di questo capitolo dedicato ai pattern di inversione, quindi vediamo gli ultimissimi in maniera rapida, anche perché non li useremo (o li useremo pochissimo) quando andremo ad analizzare le varie coppie di valute. Oggi andiamo ad analizzare un pattern che ho visto una sola volta in vita mia ma non l’ho mai utilizzato, quindi non approfondiamo l’argomento.

Linee di contrattacco

Le linee di contrattacco (o counterattack lines) sono segnali formati da due candele. Possiamo distinguere tra bearish counterattack line e bullish counterattack line.
Una bearish counterattack line si può trovare alla fine di un uptrend e potrebbe segnare la fine di quel trend al rialzo. E’ un pattern formato da una candela rialzista seguita da una candela ribassista. Le caratteristiche fondamentali per la formazione di questo pattern sono:

1. Un gap tra la prima e la seconda candela;
2. Il prezzo di chiusura delle due candele deve essere lo stesso.

Una bullish counterattack line ha la stessa configurazione e le stesse caratteristiche della bearish counterattack line, solo che si trova alla fine di un trend ribassista e, ovviamente, è un segnale rialzista.
Quindi volendo descrivere le caratteristiche di questo pattern potremmo ancora dire che c’è bisogno di:

1. Un gap tra la prima e la seconda candela;
2. Il prezzo di chiusura delle due candele deve essere lo stesso.

Fate attenzione a non confondere questi due segnali con il dark-cloud cover e con il piercing pattern, perché le linee di contrattacco solitamente hanno meno forza, per questo non le utilizzeremo nelle nostre analisi.
Infine una piccola nota che forse avete già capito dando uno sguardo all’immagine: si tratta di un pattern che si presenta pochissime volte a causa di due caratteristiche la cui combinazione è estremamente rara.

Siamo giunti alla fine di questa nostra lista di segnali di inversione. Spero che, oltre al pattern, abbiate capito come ragionare quando si entra sul mercato grazie ad alcuni esempi proposti, ma se avete ancora difficoltà non abbiate alcun timore perché prossimamente arriverà una lunga parte dedicata alla pratica. Prima di iniziare la parte pratica della rubrica bisognerà affrontare alcuni argomenti molto interessanti, per cui la prossima volta vedremo gruppi di candele che formano segnali di inversione, sono sicuro che almeno il più famoso lo conoscete già, si tratta del pattern head and shoulders, ovvero testa e spalle.
Con questo vi auguro come sempre buon trading con la Price Action e ancora una volta buone feste.

 

Come Affrontare La Settimana 23 – 28 Dicembre (Parte 2)

Dopo aver approfondito l’analisi su EUR/USD e su USD/CHF, andiamo ad analizzare le altre coppie.

GBP/USD

C’è stato un trend al rialzo che ha trovato alcune difficoltà già a partire da Settembre, infatti potete notare un downtrend molto importante tra Settembre e Novembre. Al terzo rimbalzo sulla resistenza c’è una bearish belt hold che ci fa pensare ad un nuovo trend ribassista. Sono a favore di una posizione short, tuttavia abbiamo tempo per verificare l’andamento della coppia visto che siamo in vacanza per il periodo natalizio.

USD/JPY

Il trend al rialzo è evidente e nemmeno la resistenza che avevamo segnalato a 84.15 ha arginato il movimento rialzista, sembra proprio che la coppia voglia chiudere l’anno inaugurando un nuovo trend principale rialzista.

USD/CAD

Netta ripresa del dollaro statunitense contro il dollaro canadese, tuttavia non si intravedono buone occasioni per entrare su questo cambio.

AUD/USD

Continua il movimento al ribasso. Abbiamo già analizzato in precedenza questa coppia, descrivendo i meccanismi di entrata e di uscita (potete trovare tutto qui), tuttavia vorrei far notare come la trade stia andando bene anche per coloro che non hanno applicato un RR di 1:1 come me, ma sono andati oltre, puntando a qualcosa di più grande (magari 1:2).

NZD/USD

Altra settimana leggermente ribassista, ma continuo a sostenere che tra poco il prezzo arriverà ad un punto in cui si potrà iniziare a progettare un ordine long. Andando sul grafico daily si può già iniziare la ricerca di un pattern di inversione sul livello di ritracciamento del 61.8%:

EUR/GBP

Ottima decisione quella di aspettare, infatti il movimento davvero piccolo della scorsa settimana mi aveva creato una sorta di alert in testa che mi diceva di aspettare. La coppia si è mossa al rialzo superando la resistenza a 0.8155, quindi al più si può considerare di fare trading sulla rottura. Probabilmente non entrerò per via della correlazione con EUR/USD (o USD/CHF).

EUR/AUD

Chiusa in perdita questa trade anche se lo stop loss dava ancora sicurezza. Avremo modo di monitorare la coppia in questo periodo di feste natalizie.

EUR/CHF

Coppia ferma, nessuna trade per noi.

EUR/JPY

Continua l’uptrend ma resta il dubbio legato alla resistenza a 111.40 che sta attenuando il movimento al rialzo di questa coppia. Che sia il momento per un ritracciamento ribassista? Lo vedremo nei prossimi giorni.

Bene, con questo si conclude anche questa seconda parte dell’analisi settimanale. Colgo l’occasione per augurarvi buona fortuna, buon trading, ma questa volta soprattutto buon Natale e buone feste!

Come Affrontare La Settimana 23 – 28 Dicembre (Parte 1)

Sembra strano, ma anche nel periodo di Natale si può fare trading! L’articolo sarà uguale ai precedenti, ci saranno sempre consigli e verrà svolta l’analisi delle principali coppie come al solito, tuttavia voglio fare una premessa, ho già chiuso tutte le posizioni perché non voglio fare trading durante le vacanze per due motivi molto semplici: voglio restare tranquillo in famiglia senza passare gran parte del mio tempo al pc e inoltre c’è un motivo tecnico, i mercati sono molto più imprevedibili nei periodi di festa, quindi preferisco godermi le vacanze. A questo punto il consiglio è di trattare l’analisi delle valute di questa settimana come un esercizio.
Inoltre, come potete notare dal titolo, l’articolo sarà diviso in due parti per dare maggior spazio all’analisi su EUR/USD e USD/CHF.

EUR/USD

Confermata la presenza di un trend long, adesso non resta che decidere come entrare. Ho letto in giro, su altri siti e sui forum, che molti trattano questa rottura come una semplice rottura di una resistenza, in effetti il prezzo aveva trovato non poche difficoltà a superare l’area 1.3150, a tal proposito vi consiglio di leggere l’articolo “utilizzare le rotture a proprio favore” per capire bene come poter entrare su questo cambio.
Io tratterò questa coppia in maniera un po’ diversa, aspetterò la fine di questo movimento rialzista, e quindi l’inizio del ritracciamento ribassista, per poi andare alla ricerca di segnali long sul ritracciamento. Probabilmente non cambierà nulla, infatti è molto probabile che il ritracciamento ideale della coppia venga a coincidere con il livello di resistenza considerato.

USD/CHF

Situazione a specchio, anzi qui il downtrend sembra ancora più evidente rispetto all’uptrend su EUR/USD. Ovviamente non voglio entrare su due coppie che hanno una correlazione quasi pari a 1 (100%), quindi dovrò decidere su quale delle due entrare. Sono quasi sicuro di applicare il ragionamento fatto su EUR/USD ma entrare su USD/CHF, a questo punto c’è da chiedersi “per quale motivo?”. Per ora c’è una forte correlazione ma non possiamo sapere per quanto tempo durerà e la nostra trade sarà sicuramente di lungo periodo (potrebbe durare anche mesi!). Durante questi mesi potrebbe sciogliersi il cambio fisso a 1.20 tra euro e franco svizzero e le due coppie EUR/USD e USD/CHF potrebbero non essere correlate come adesso, allora resta da capire una cosa: “mi conviene puntare sulla forza dell’euro e quindi aprire EUR/USD, o mi conviene puntare sulla forza del franco svizzero e quindi aprire USD/CHF?”. Probabilmente non cambia molto, ma, proiettando la trade nel futuro, mi sento più tranquillo a puntare sulla forza del franco svizzero.

Pratica Forex Semplice (Parte 6)

Ben ritrovati con il Forex semplice, torniamo su una trade affrontata qualche giorno fa, ma prima di farlo vi invito a rivedere la tecnica del rimbalzo.
Vi ricordate questo grafico?

Si tratta di AUD/USD sul grafico daily. Avevamo notato questa resistenza e, solo utilizzando gli strumenti visti nella rubrica “Il Forex semplice”, stavamo cercando di applicare la tecnica del rimbalzo. Vogliamo vedere cosa è successo nel giro di alcuni giorni?

Missione compiuta, la tecnica del rimbalzo ha portato a casa un bel po’ di pips! Vediamo nel dettaglio come poteva essere sfruttata al meglio questa trade.

La linea blu indica l’ingresso. Perché entrare in quel punto? C’è stata la candela verde (una shooting star per coloro che seguono il corso di Price Action) che ha toccato la resistenza per poi scendere, la tecnica poteva essere applicata subito ma io preferisco sempre avere una conferma dalla candela successiva quindi l’entrata ideale è dopo la candela rossa che conferma la discesa del prezzo, ecco perché la linea blu si trova proprio su quel prezzo (prezzo di chiusura della candela rossa considerata).
Le due candele seguenti ci regalano una sorpresina, infatti sono entrambe candele long che vanno contro la trade, “fortunatamente” lo stop loss (linea rossa) è lontano, a questo punto sembra lecito chiedersi perché lo stop loss è stato fissato a 1.0625? Semplicemente perché si cerca di sfruttare la resistenza, infatti se pensiamo che sarà difficile per il prezzo superare quella resistenza, allora sarà ancora più difficile arrivare allo stop loss se lo collochiamo al di sopra della resistenza!
Dopo quelle due candele rialziste, il prezzo inizia a scendere e anche abbastanza velocemente, andando a colpire il take profit (linea verde) nel giro di pochi giorni. Di nuovo ci chiediamo: perché il take profit è stato impostato proprio lì? Vogliamo avere un ritorno economico che sia almeno pari al rischio che ci assumiamo, quindi dobbiamo avere un RR almeno pari a 1, per questo ho scelto un take profit dello stesso numero di pips dello stop loss, ma si poteva scegliere anche un take profit più largo.
Spero che questi esempi pratici siano utili per farvi capire come ragionare quando si cerca di entrare sul mercato e siano utili anche per farvi capire come impostare i parametri fondamentali, ovvero stop loss e take profit.
Per qualsiasi dubbio sono a vostra disposizione per chiarimenti, utilizzate pure il canale dei commenti.
Per oggi è tutto, buona fortuna e buon trading.