Aspetti e caratteristiche dell’oscillatore stocastico

L’oscillatore stocastico è un indicatore dell’analisi tecnica che consente di misurare il rapporto tra il prezzo di chiusura di un titolo ed il range dei valori assunto dallo stesso in un dato periodo di tempo considerato.
Questo indicatore è stato ideato da George Lane, con l’obiettivo di individuare su un dato orizzonte temporale la posizione relativa della più recente chiusura rispetto all’intero range dei prezzi nel periodo considerato, il tutto per dire che tanto più il prezzo di chiusura si trova in prossimità dei massimi di mercato quanto più il trend sarà orientato positivamente, e viceversa, quanto più i prezzi si vanno ad attestare vicino ai minimi tanto più è desumibile un trend orientato al ribasso.
Il presupposto teorico della sua intuizione sta proprio nel osservare che nelle fasi rialziste i prezzi tendono ad essere più vicini ai massimi ed il contrario vale nelle fasi di mercato ribassiste.

Composizione grafica dell’oscillatore

Questo indicatore graficamente si presenta con due linee, %K e %D, che oscillano entrambe all’interno del range di valori 0-100. La prima linea, %K, viene solitamente visualizzata tramite una linea continua ed è la linea tra le due più veloce e sensibile alle variazioni dei prezzi quindi ha un andamento molto volatile. La linea %D, rappresentata da una linea tratteggiata, è invece la media mobile di %K, pertanto è una linea molto più lenta della precedente ed è molto importante in quanto è grazie al suo comportamento che si possono intuire i segnali operativi. Valori di entrambe le linee vicini a 100 indicano che il prezzo è vicino ai massimi di periodo, mentre valori prossimi allo 0 indicano una tendenza dei prezzi a viaggiare verso i minimi.

Fast stochastic vs. Slow Stochastic

Esistono diversi modi per calcolare queste linee, uno dei più comuni è quello di considerare come dominio, ossia come orizzonte temporale utilizzato per il calcolo dell’oscillatore, 14 giorni per la linea %K e 3 giorni per %D. Questa versione dell’oscillatore è quella che viene definita “fast stochastic”; esiste anche una versione lenta in cui il dominio di entrambe le linee è pari a 3 giorni. Quest’ultima versione ha il pregio di produrre delle curve più smorzate e meno erratiche e quindi di fornire dei segnali più attendibili.

Obiettivo n.1: Individuazione di situazioni di eccesso di domanda o di offerta del titolo e di incroci tra le due linee

Ci sono diversi modi per interpretare un oscillatore stocastico. Tra quelli più comuni vi è ad esempio quello di indicare situazioni di ipercomprato e di ipervenduto. Sotto questo aspetto occorre evidenziare che valori dell’oscillatore superiori ad 80 indicano uno stato di ipercomprato nel mercato, mentre valori inferiori alla soglia di 20 indicano una situazione di eccesso di vendite.
L’altra modalità ha a che fare con i segnali operativi in corrispondenza dei cross-over. In particolare, è possibile acquistare quando la linea %K taglia, andando dal basso verso l’alto, la linea %D, partendo da una situazione di ipervenduto (sotto area 20) e vendere quando, al contrario, l’incrocio avviene dall’alto verso il basso ed in corrispondenza dell’area di ipercomprato. E’ utile sottolineare che in realtà questi incroci sono molto più frequenti rispetto a quelli osservabili in presenza di indicatori quali ad esempio il MACD, per cui è opportuno non sottovalutare questo aspetto in ambito operativo.

Obiettivo n.2: verificare divergenze nel comportamento dall’oscillatore rispetto ai prezzi

La modalità ulteriore di utilizzo dell’oscillatore consiste nel verificare eventuali divergenze tra l’andamento delle quotazioni e quello mostrato dall’oscillatore stesso. In un trend volto al ribasso si dovranno cercare divergenze rialziste tramite minimi crescenti formati dalle due linee dell’oscillatore all’interno dell’area di ipervenduto per poter individuare interessanti segnali di acquisto. Quando, invece, il trend è rialzista bisogna guardare il comportamento dell’oscillatore per vedere se anch’esso segue il trend o se al contrario non riesce a replicare i massimi crescenti. In quest’ultimo caso si ha una chiara divergenza negativa che rappresenta un buon presupposto per poter operare al ribasso.
Riportiamo infine le formule utilizzate per il calcolo delle due linee.

%K= [CHIUSURA-MINIMO(%K)]/[MASSIMO(%K)-MINIMO(%K)]*100
%D=MEDIA MOBILE LINEARE DI %K (calcolata sul periodo N)

Autore: Emanuela Bisceglia

Emanuela ha conseguito la laurea in Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari con specializzazione in Mercati Finanziari e Finanza Quantitativa presso l'Università degli studi di Roma "Tor Vergata". Incuriosita dal mondo dei derivati finanziari, ha deciso di approfondire la materia durante la stesura della sua tesi di laurea. Successivamente, ha scoperto il mondo del trading sul Forex appassionandosene. E' il crescente interesse verso questo argomento a spingerla a scrivere nella sua rubrica intitolata "Pillole di Forex".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *