Antiriciclaggio: obblighi, sanzioni e adempimenti per i professionisti

Da sempre il professionista è una di quelle categorie lavorative chiamate ad adempiere ad un grande numero di obblighi. In maniera particolare, tutti devono rispettare le norme antiriciclaggio di denaro e di beni, inclusi i commercialista, gli esperti contabili e coloro che sono iscritti all’albo come consulenti del mondo del lavoro.

Quali obblighi per il professionista

Praticamente, tutti i professionisti che ottengono un incarico da un nuovo cliente, devono mettere in piedi una procedura finalizzata a controllare il soggetto cliente, la sua identità, oltre che la natura delle operazioni che vengono richieste.

Secondo l’art. 16 del D.Lgs 21 novebre 2007, per tutte le prestazioni professionali che hanno un valore maggiore di 15.000 euro, oltre che per quelle per le quali il valore economico non è adeguatamente determinabile, è fondamentale fare la verifica obbligatoria dei clienti. Oltre che capire ed accertare l’identità del soggetto, il professionista deve anche capire la natura del rischio del lavoro che deve svolgere, la quale è diversa a seconda dell’attività che bisogna fare, dell’area geografica di residenza e del tipo di operazione richiesta.

Il libero professionista è chiamato a svolgere questi controlli in maniera costante per tutta la durata del lavoro.

Quali sono gli adempimenti obbligatori, un riepilogo

Andando a riepilogare gli adempimenti che il professionista deve fare, ecco la lista completa:

  • Verifica dell’identità del cliente o, nel caso di una società, dei clienti;
  • Verifica dello scopo e della natura del lavoro che bisogna svolgere, che deve essere fatto non con l’obiettivo di far transitare, per il professionista, del denaro “sporco”;
  • Svolgimento di un controllo assolutamente continuativo per tutta la durata del lavoro;
  • Inserimento di tutte le informazioni che sono state raccolte in un registro della clientela, che può essere sia cartaceo che elettronico.

Come deve essere tenuto il registro della clientela

Ferma restando la facoltà per il professionista di scegliere se tenere tale registro in formato cartaceo o digitale, egli è obbligato a tenere una scheda per ogni cliente, una sorta di fascicolo in cui andare a salvare tutte le informazioni sul soggetto o sui soggetti.

La registrazione dei dati del cliente sul registro deve essere fatta necessariamente entro i 30 giorni dall’accettazione del lavoro e dalla firma del contratto, o comunque entro i 30 giorni dal momento in cui si è venuti a conoscenza delle informazioni necessarie.

Penali in caso di mancati controlli e di mancata tenuta del registro

Le sanzioni che il professionista potrebbe doversi trovare a fronteggiare nel caso in cui non adempia alla normativa, sono di carattere amministrativo e penale. Nel primo caso si può rischiare di pagare una multa fino a 50.000 euro, a seconda della gravità del reato commesso, mentre nel secondo caso è prevista la reclusione fino a 12 mesi.

Norme antiriciclaggio a carico del professionista, le conclusioni

Andando a concludere questo interessante discorso, si capisce come queste norme sono fatte per salvaguardare sia il professionista in sé, che eviterà di fare affari con una persona di mal’affare, che la collettività, nel tentativo di combattere la corruzione e il riciclaggio di denaro, due piaghe di qualunque società.

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