Analisi dei Mercati: La Cina fa tremare il mondo, valute e indici profondo rosso

Massiccia vendita di oro, argento e petrolio. I timori di un lento declino della economia mondiale hanno inaugurato la sessione europea dei mercati finanziari con i maggiori indici che hanno salutato il lunedì in territorio negativo. Timori e allarmismo,  alimentati dal rilascio dei dati sulla produzione industriale e sul PIL cinese,  resi noti  nel corso della sessione asiatica. Le reazioni degli investitori di fronte ai segnali di un possibile rallentamento della crescita economica globale hanno innescato immaginabili effetti collaterali anche sul mercato valutario. L’euro che venerdì scorso si è spinto a quota 1.3125 appare in palese fase di consolidamento dopo aver raggiunto il minimo e chiuso  la  sessione asiatica a 1,3064.  Per la valuta unica i l livello di 1.3040 (ritracciamento Fibonacci) si conferma essere un supporto chiave che  nel breve potrà fornirci indicazioni più precise sulla direzionalità della coppia. Solo in caso di violazione di questo importante livello statico potremmo immaginare l’avvio di un nuovo trend ribassista che potrebbe portare la valuta principe  a incrociare nuovamente la soglia psicologica di 1.30. Contrariamente a coloro che già la settimana scorsa attendevano un breakout rialzista attraverso la violazione della resistenza in area 1.3115 (situazione che avrebbe impresso una forte direzionalità verso l’alto), alla prova dei fatti la coppia ha chiuso al di sotto di questo livello che suggestiona i compratori, con molta probabilità non ancora pronti a spingere l’euro verso nuovi massimi. Come dicevamo la resistenza statica in area 1.3150 si conferma quale livello chiave da superare e ulteriori movimenti bullish sono prevedibili solo attraverso la violazione di questo livello. Nel breve  il grafico orario indica il posizionamento del prezzo EURUSD al di sopra della SMA a 20 periodi. Ciò significa che con l’Euro in territorio positivo, potrebbe essere ragionevole  valutare l’opportunità di aprire posizioni in acquisto, considerando il dovuto e prudenziale stop loss secondo un ottimale rapporto risk/reward.  Riepilogando, al di sotto di 1.3040, proiezione di prezzo  sul livello statico e psicologico a 1.30.  Resistenze da considerare a livello 1.3115, 1.3150 e in proiezione dinamica a 1.3185.

STERLINA, SENTIMENT “BEARISH”, MA A BREVE DIVERGENZA RIALZISTA

La sterlina continua a mantenere posizione al di sopra di 1.53. Anche per il cable, quella appena trascorsa, è stata una settimana dal bilancio caratterizzato nel complesso dal segno positivo. Sul fronte orario è possibile individuare quale livello resistenziale più prossimo l’area di 1.5360. Di contro abbiamo la maggior parte degli indicatori  in direzione contraria rispetto al trend rialzista, oggi  difficilmente ipotizzabile in un quadro complessivamente negativo. La sterlina, come è possibile osservare su timeframe a 4 ore, appare in decisa fase di consolidamento. Il supporto più prossimo sul quale eventualmente fare più opportune considerazioni e dunque valutare l’apertura di posizioni,  è rappresentato dalla fascia di prezzo oscillante fra 1.53 e 1.5310. In uno scenario ribassista, la violazione di tale supporto suggerisce in profondità il proprio target in area 1.5258 – 60 (ritracciamento Fibonacci 50%).  Il rischio di una ripresa del trend ribassista si manifesterebbe  in modo più evidente  con un breakout al di sotto del livello di prezzo a 1.5290 con proiezione a 1.5220. Per quanto concerne i livelli resistenziali il quadro  rialzista vede come primo livello di prezzo 1.5360, e in successione  1.5410 e 1.5445. Per la sterlina quella attuale non si prospetta essere una settimana ottimale. Influenzata dai dati cinesi in apertura d’ottava, è atteso domani   l’appuntamento con la pubblicazione dei dati relativi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo su base annuale e mensile, il PPI, seguito mercoledì dai verbali della BoE, dal tasso di disoccupazione e giovedì dall’indice sulle vendite al dettaglio.

L’AUSSIE IN CORREZIONE, SCARSA VENDITA DI MATERIE PRIME

 Sul fronte delle commodities currencies uno sguardo al dollaro australiano. Il sentiment degli investitori, dopo il grande successo dell’Aussie contro il dollaro, registra cenni di tentennamento, seguendo l’ondata emotiva  dei dati sull’economia cinese. L’australiano ha perfettamente ignorato il buon andamento dell’indice legato ai mutui nel mercato immobiliare, reagendo  in modo negativo e più consistente (100 basis point)   rispetto ai dati sul PIL cinese e alla scarsa performance nella vendita di materie prime. Resta il fatto che l’AUDUSD, secondo gli osservatori, mantiene nel complesso una buona tonicità sebbene nel breve si stia assistendo ad una fase di forte consolidamento. Il grafico orario mostra il prezzo al di sotto della 20 SMA,  con gli stocastici  in territorio negativo. Nel grafico a 4 ore prevale una sostanziale quadro neutrale  in attesa che il prezzo recuperi terreno. L’area a 1.0470 rappresenta  il supporto chiave sul quale optare eventuali posizioni di acquisto. Il primo target è rappresentato dalla resistenza in area 1.0550. Più profonde accelerazioni potrebbero portare l’Aussie verso 1.0620.  Al contrario i livelli di supporto sono fissati rispettivamente a 1.0500,  1.0470  e 1.0440.

 

Autore: Onofrio D'Alesio

Onofrio D’Alesio, 52 anni, giornalista radiotelevisivo e direttore responsabile di agenzia, nel corso della sua attività professionale annovera numerose collaborazioni con testate giornalistiche della carta stampata a livello locale e nazionale. Trader per passione ha coltivato il forte interesse per la finanza e i mercati, approfondendo i temi legati al mondo del Forex, partecipando a numerosi corsi di analisi tecnica e collaborando alla divulgazione di tecniche operative meccanizzate.

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