Agevolazioni Fiscali per le Imprese Agricole: cosa cambia in materia di IVA nel 2016

Tutti gli agricoltori possono vantare un regime IVA agevolato, così come stabilito dall’art. 34 del D.P.R. n. 633/1972, nel caso in cui abbiano un volume di affari che arriva fino a 7.000 euro. Per poter rientrare in questa categoria, inoltre, tutti gli imprenditori del settore devono rispettare due tipologie di presupposti, che vedremo in seguito in questo articolo. Qualora entrambi lo fossero, il regime agevolato viene applicato in maniera indistinta (fatta salva la volontà di optare per il regime di IVA più classico).

L’agevolazione riguarda, in maniera specifica, la detrazione dell’IVA, la quale non avviene sulla base dell’imposta sul valore aggiunto pagata ai fornitori, ma viene calcolata in maniera forfetteria tramite delle percentuali di compensazione che sono calcolate sulla base agli importi delle cessioni dei prodotti agricoli (ovvero delle vendite).

Come si calcola l’IVA nel caso di regime agevolato

Facciamo un esempio per cercare di capire meglio questa tipologia di agevolazione, come funziona e quanto vale “in soldoni”. Se un’attività vende oggetti per un totale di 1.000 euro, dovrebbe versare un’IVA di 100 euro (pari al 10%). L’imposta sul valore aggiunto che si può, invece, detrarre, è pari al 4% (40 euro, in questo caso), pertanto l’IVA che bisogna effettivamente versare è di 60% (ovvero il 6%).

Chi può vantare questo regime speciale sull’IVA

Sono due i presupposti che un’impresa del settore agricolo deve rispettare per poter entrare a far parte di questo regime agevolato: il primo è oggettivo, il secondo soggettivo.

Presupposto oggettivo

Si tratta, in sostanza, di un regime che viene applicato a tutte le cessioni dei prodotti agricoli ed ittici che rientrano nella tabella allegata al Dpr 633/72 ed indicata dalla lettera “A”, parte I. E’ possibile far rientrare in queste agevolazioni anche tutte le commercializzazioni dei prodotti agricoli che vengono acquistati dalle imprese agricole presso terzi, a patto che questa tipologia di attività non sia prevalente rispetto a quella che riguarda la commercializzazione di prodotti realizzati in maniera autonoma.

Si può parlare di regime speciale anche nel caso in cui il core business dell’azienda agricola sia la manipolazione, la conservazione, la trasformazione e la commercializzazione dei propri prodotti, oltre che di quelli acquistati da terzi (fatto salvo sempre che tale attività non sia prevalente).

Presupposto soggettivo

Tale presupposto definisce in maniera precisa tutte le persone e le aziende che possono far parte di questo regime IVA agevolata. In sostanza, possono farne parte tutti i produttori agricoli nel senso stretto del termine, cioè quelli che svolgono una o tutte le attività agricole previste dal Codice Civile (art. 2135) c.c. , oltre che coloro che compiono attività di pesca in acque dolci, oppure che allevano pesci, ostriche o altri crostacei, rane, indipendentemente dal volume di affari che viene realizzato.

Rientrano in questo regime agevolato anche tutti i soggetti che fanno cessioni di prodotti nel rispetto delle norme dettate dall’Unione Europea, le cooperative ed i consorzi, le associazioni che si occupano della cessioni di beni realizzati dai soci, oltre che tutti gli enti che possono vendere prodotto in maniera collettiva.

Quando non spetta il regime agevolato

La detrazione a forfait dell’IVA non si applica quando si parla di prestazioni di servizi o se la prestazione non rientra tra quelle previste dal già citato Dpr 633/72, lettera “A”, parte I.

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