TFR Netto: guida al calcolo della tassazione separata con aliquota media

Il TFR, acronimo di Trattamento di Fine Rapporto, è una somma di denaro che il lavoratore ha diritto di ricevere alla fine del suo rapporto di lavoro con un’azienda. Ma come si fa a calcolare l’importo del TFR netto? A quanto ammonta, effettivamente, l’importo che un soggetto può prendere al momento dell’uscita dall’azienda?

Come calcolare il TFR netto

Come stabilito dal TUIR all’articolo 17, il calcolo del TFR netto viene calcolato sulla base del numero di anni di servizio svolti e delle aliquote IRPEF che sono relative agli anni oggetto del calcolo. Si, perché sul TFR occorre pagare le tasse, con il vantaggio, però, che sull’importo ricevuto si andrebbero a pagare meno imposte rispetto a quelle che si pagherebbero se si effettuasse il calcolo solo sulla base delle aliquote in vigore.

E’ da considerare, tuttavia, che l’imposta che si paga sul TFR incassato potrebbe non essere quella definitiva, in quanto l’Agenzia delle Entrate si riserva il diritto di poterla ricalcolare entro un periodo di 5 anni.

Nel calcolo del TFR netto, a rappresentare il sostituto d’imposta è il datore di lavoro, che nel fare questo compito dovrà seguire questi 4 punti:

  • determinare la base imponibile del TFR, data dalla somma dei vari TFR accantonati nel corso degli anni e rivalutati;
  • determinare qual è il reddito di riferimento e quale, invece, l’aliquota media a cui tassare (per poterlo fare si può far aiutare da un bravo commercialista);
  • calcolare l’imposta IRPEF che egli deve trattenere dal TFR del suo (oramai ex) dipendente e versarla allo stato.

Calcolo TFR netto, un esempio in numeri

Per comodità, facciamo un calcolo del TFR netto partendo dall’esempio di un TFR di 30.000 maturato in 20 anni di lavoro.

Il TFR netto dovrà essere calcolato andando a moltiplicare il TFR lordo per 12 mesi e dividendolo per gli anni di servizio. Nel nostro esempio avremo:

30.000 x 12 / 20 = 12.000 €

A questo punto bisogna calcolare l’aliquota IRPEF usando il sistema classico della tassazione a scaglioni, così come previsto dalle norme attualmente in vigore. Sull’importo di 12.000 € si applica l’aliquota del 23%, il che ridà un ammontare pari a 2.760 € (23% di 12.000 €)

Quindi bisognerà fare la sottrazione tra il TFR lordo e l’ammontare dell’aliquota risultante dal calcolo appena fatto, dunque 30.000 € – 2.760 € = 27.240 € .

Questo significa che il TFR netto che quel dato lavoratore potrà portare a casa è di 27.240 € , non male.

C’è da dire, come abbiamo detto in precedenza, che il TFR netto potrà sempre essere rivalutato da parte dell’Agenzia delle Entrate entro un periodo massimo di 5 anni. Qualora l’imposta da pagare derivante da questo calcolo di conferma dovesse essere superiore rispetto a quanto versato dall’ex datore di lavoro, l’Agenzia delle Entrate stessa richiederà il saldo.

Versamento dell’IRPEF derivante dal TFR

Come detto in precedenza, spetta al datore di lavoro versare l’IRPEF che il dipendente dovrebbe pagare allo stato per il suo TFR. Sarà l’Agenzia delle Entrate stessa, anche in questo caso, a richiedere al datore di lavoro il pagamento dell’IRPEF del suo dipendente.

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