Salario: stipendio minimo sindacale in Italia. Retribuzione settore per settore

Si parla di salario minimo per intendere la somma di denaro oraria più bassa che un lavoratore dipendente può prendere per l’opera da lui o lei prestato. In Italia, a differenza del resto d’Europa, il concetto di salario minimo non esiste, per cui diciamo che ogni azienda potrebbe stabilire delle regole interne nel rispetto di quanto stabilito dai ccnl di settore. Certo, poi il mercato genera concorrenza, la quale a sua volta porta il salario minimo a salire per i lavoratori dipendenti più capaci, di conseguenza c’è un importo minimo “fisiologico” oltre il quale nessun’azienda riuscirebbe a trovare un lavoratore dipendente.

Salario minimo sindacale in Italia

Abbiamo anticipato il concetto di salario minimo sindacale per settore, ecco quello che è previsto in Italia per 7 industrie:

  • abbigliamento, 6,60 € / ora;
  • agricoltura, 7,13 € / ora;
  • alberghiero, 7,17 € / ora;
  • industria metalmeccanica, 7,32 € / ora;
  • edilizia, 7,59 € / ora;
  • alimentari, 8,21 € / ora;
  • credito, 11,11 € / ora.

La retribuzione oraria minima cresce ogni anno sulla base dei dati dell’inflazione, per cui non stupitevi se da qualche tempo a questa parte non ci sono grandi cambiamenti dato che questa percentuale non sta crescendo a causa della crisi economica.

Nonostante questo, in Italia è prevista un’indennità minima per la partecipazione agli stage, una cosa non di poco conto perché spesso, nel nostro paese, prendere parte ad uno stage è un’operazione che si fa completamente a titolo gratuito.

Le retribuzioni minime in Europa

Vogliamo fare adesso un confronto tra la nostra situazione e quella Europea, per capire come stiamo messi e se ci sono paesi in cui la situazione dei lavoratori subordinati è migliore.

I paesi in cui non è prevista alcuna retribuzione minima, oltre al nostro, sono anche la Svizzera, l’Austria e il trio scandivano. Si ha una retribuzione minima inferiore alle 500 nei paesi dell’Europa dell’Est, come la Polonia o l’Ungheria. E’ compresa tra 500 e 1.000 € in Spagna, Portogallo e Grecia, è infine superiore a 1.000 € al mese in Francia, Germania, Benelux, Regno Unito ed Irlanda.

Dunque, e se non c’è alcuna legge che regola il minimo, ci sono delle disposizioni sindacali a cui doversi necessariamente attenere.

Cosa fare se lo stipendio è inferiore al minimo?

Qualora si prenda uno stipendio inferiore rispetto al minimo sindacale, è fondamentale rivolgersi al sindacato di riferimento, che si occuperà di verificare la situazione. Dopo aver chiesto aiuto a questo ente per una consulenza ed un parere, si può fare ricorso, ovvero si può iniziare un’azione pratica con la quale il dipendente può essere certo della corrispondenza tra stipendio e mansione svolta. Qualora ci siano delle differenze, egli può ottenere indietro la differenza (anche passata).

In questo caso dovrà essere un giudice ad emettere una sentenza, dando disposizione all’azienda in questione di pagare gli arretrati.

Perché lo stipendio minimo è importante?

In maniera semplice, da lavoratore dipendente è fondamentale avere uno stipendio minimo di un certo livello per essere certo di avere uno stile di vita dignitoso e proporzionato al lavoro che si svolge.

Oltre a questo, lo stipendio minimo garantisce di non subire sfruttamenti di vario genere da parte del datore di lavoro, che deve rispettare quanto stabilito dai sindacati.

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