Prescrizione tassa automobilistica: tutto quello che c’è da sapere

In materia di prescrizione della tassa automobilistica, la legge italiana afferma che la tassa in questione va in prescrizione dopo tre anni, termine che vale sia per l’accertamento che per la riscossione vera e propria. Tale scadenza triennale è stata confermata anche da tutta una serie di pronunciamenti giurisprudenziali che sono stati fatti nel corso del tempo, come la sentenza n. 3658 del 2007 emessa dalla Corte di Cassazione, la numero 44 del 2007 del CTP Taranto e la numero 137 del 2005 del CTR Lazio.

E’ da considerare che il bollo auto è una tassa che è competenza delle regioni a statuto ordinario sin dal 1993, mentre rimane erariale nel caso di regioni a statuto speciale.

In ottica di prescrizione, bisogna tenere presenti i vari provvedimenti regionali di proroga o di condono, i quali possono incrementare il termine ultimo entro cui si può esercitare il diritto di richiesta del bollo auto da parte delle amministrazioni.

Con questo obiettivo in mente, bisogna guardare con attenzione alla Sentenza n. 311 del 2 ottobre 2003 emessa dalla Corte Costituzionale, che ha confermato come le varie Regioni non possono fissare, in maniera autonoma, delle proroghe alla decadenza e alla prescrizione in merito alla riscossione del bollo auto.

La legge, infatti, stabilisce che anche se le Regioni ad autonomia ordinaria possono gestire il gettito della tassa, oltre che operare in termini di riscossione e recupero della stessa, non hanno diritto di modificare le prescrizioni.

In maniera particolare per quel che riguarda il pagamento del bollo auto, la notifica triennale deve essere rispettata sia nel caso di accertamento che per quel che riguarda la cartella di pagamento. Ecco dunque che la notifica dell’atto amministrativo (che sia un avviso di accertamento, una cartella esattoriale o un’ingiunzione fiscale) anche se porta all’interruzione della prescrizione non determinano, invece, la trasformazione della stessa in un termine decennale, così come previsto dall’art. 2953 del Codice Civile (bisogna far riferimento alla sentenza n.12263 del 2007 della Corte di Cassazione). Ecco dunque che la notifica di avviso della liquidazione interrompe il termine triennale, che ricomincerà a partire dal giorno successivo.

Sulla notifica e sulla correttezza dei vari termini è intervenuta la CTP di Cosenza con la sentenza n. 1711 del 2015, che ha chiarito come, se arriva una notifica per il mancato pagamento del bollo auto entro i termini, non vale il cosiddetto “principio del doppio termine di notifica”, pertanto il termine rimane fermo al momento della consegna del plico all’ufficiale giudiziario o all’ufficiale postale, mentre per quel che riguarda il destinatario della notifica, essa è considerata come perfezionata dal momento in cui l’atto viene ricevuto (o comunque dal momento in cui si è nella condizione di poterlo ricevere).

Di recente è stata emessa anche la sentenza n. 4718/44/2015 della CPT di Milano, che entra nel dettaglio del tributo prendendo in considerazione vari aspetti, come ad esempio la conferma della competenza regionale del bollo, ma solo per quel che riguarda il gettito, l’accertamento e la riscossione, anche se esso resta in ogni caso e a tutti gli effetti un tributo dello Stato.

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