Imposta sugli intrattenimenti o ISI: cos’è e cosa bisogna sapere

L’imposta sugli intrattenimenti, nota anche come ISI, è una tassa che è andata a sostituire quella sugli spettacolari, a partire dal 2000 (l’ISI è regolata dal D. Lgs. 60/1999). E’ un’imposta che colpisce tutti i ricavi che sono derivanti da specifiche attività nel settore dello spettacolo, dei giochi e degli intrattenimenti.

Una delle prime cose che bisogna tenere a mente è la differenza tra intrattenimento e spettacolo. In maniera specifica, si stabilisce che l’intrattenimento include tutte le attività che hanno un aspetto ludico e di divertimento prevalente, e si riferisce in maniera particolare a chi ha una partecipazione attiva all’evento. Lo spettacolo, al contrario, si caratterizza per la partecipazione passiva dello spettatore ad un dato evento, che può anche essere un evento culturale.

Sono assoggettate a ISI:

  • tutte le esecuzioni musicali di ogni genere, tranne i concerti strumentali e/o vocali e ad esclusione degli trattenimenti danzanti a condizione che la musica sia dal vivo e per una durata temporale inferiore al 50% dell’orario totale di apertura al pubblico;

  • l’uso ogni tipo di apparecchio a gettone o a moneta, anche se automatico;

  • l’ingresso in sale da gioco;

  • l’esercizio del gioco medesimo all’interno delle già citate case da gioco.

Il calcolo dell’ISI viene fatto sulla base di precisi elementi:

  • importo dei servizi o accessi venduti al pubblico;

  • eventuali aumenti dei prezzi relativi alle consumazioni o ai servizi che sono offerti al pubblico;

  • i corrispettivi delle singole cessioni e delle singole prestazioni legate ai servizi accessori;

  • il totale degli abbonamenti e dei proventi che arrivano dagli sponsor.

L’imposta sugli intrattenimenti non deve essere invece pagata dalle associazioni culturali, da quelle sportive e, in generale, da quelle non profit per quel che riguarda le attività che sono svolte, in sede istituzionale, verso i soci. Al contrario, se si svolgono delle attività che prevedono l’uso di determinati apparecchi (quelli previsti per legge) in maniera continuativa e rivolgendo alla generalità delle persone (dunque non solo ai soci) con l’obiettivo di avere un guadagno, allora anche l’associazione deve pagare l’ISI (oltre a questo, deve avere anche una partita IVA in quanto sta svolgendo un’attività commerciale, anche se non esclusiva all’attività associativa).

Perché è importante l’ISI

Da un punto di vista statale, si tratta di un’imposta importante in quanto garantisce un certo gettito monetario e fiscale, anche non indifferente. Se consideriamo che in Italia, in maniera particolare quando è caldo, in estate, ci sono tanti comuni dove si svolgono le più disparate attività, ecco che il gettito economico garantito da questa entrata non è assolutamente da scartare.

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