Immigrazione in Italia: dall’unione del paese ai dati Istat del 2016

Secondo uno studio che è stato condotto dall’Istat e si riferisce al 2016, il fenomeno dell’immigrazione per quanto riguardai il nostro paese è forte e costante, ma preme considerare che la popolazione straniera non è sinonimo di popolazione immigrata, anzi.

In questo secondo gruppo rientrano tutti coloro che sono nati all’estero con cittadinanza straniera e che solo dopo hanno acquisito la cittadinanza italiana; al contrario, gli stranieri sono coloro che hanno cittadinanza straniera anche se sono nati in Italia. Due concetti, e due numeri, ben diversi tra di loro.

Secondo Eurostat, inoltre, il nostro paese si trova al 3° posto in classifica, in Europa, per popolazione straniera, dopo la Germania e il Regno Unito, appena davanti alla Spagna e alla Francia. Siamo invece al 5° posto in classifica, sempre in Europa, per numero di popolazione immigrata, cioè nata all’estero, dietro alla Germania, al Regno Unito, alla Francia e alla Spagna.

Se si guardano i dati resi noti dall’istituto di statistiche italiano in merito agli stranieri residenti nel nostro paese, al 1° gennaio, vediamo una crescita che va da 1,3 milioni nel 2002 agli oltre 5 milioni nel 2016, per un trend che ogni anno è salito, senza esclusione. Dai numeri si evince anche che il totale della popolazione straniera che risiede nel nostro paese è pari al 8,3% del totale (60 milioni di persone).

I dati sui cittadini stranieri che sono residenti nel nostro paese non includono, però, tutti gli stranieri che sono naturalizzati italiani (cioè coloro che hanno acquisito la nostra cittadinanza), né gli irregolari, che sono ovviamente fuori da ogni controllo. Secondo il censimento del 2011, erano poco oltre 600 mila gli stranieri naturalizzati italiani, con le acquisizioni di cittadinanza che sono in costante aumento, partendo da poco oltre 4.000 richieste nel 1991 fino alle 178 mila del 2015 (+37% al confronto del 2014).

Per quanto riguarda le nazionalità degli stranieri che sono residenti in maniera regolare in Italia, troviamo al primo posto i rumeni, con oltre 1 milione di persone, seguiti dagli albanesi e dai marocchini. Più giù in classifica ci sono cinesi, ucraini, filippini, indiani e moldavi.

La crescita maggiore dal 2010 al 2016 è stata, invece, quella dei cittadini del Bangladesh (+61%), seguiti dai nigeriani (+59%) e dai pakistani (+57%). In calo, invece, le presenze di macedoni (-21%), tunisini (-8%) e polacchi (-7%).

Interessante anche la distribuzione dei cittadini stranieri all’interno del nostro paese: il 34% di essi risiede al nord-ovest, seguito dal nord-est con il 24%, poi il centro con il 25% e infine mezzogiorno ed isole con il 15% circa. Nonostante questo, c’è da dire che nel 2015 l’incremento di cittadini stranieri residenti in Italia è stato maggiore al sud che al nord.

Tra i comuni italiani che registrano il maggior numero di cittadini stranieri, la medaglia d’oro va a Roma, con oltre 365 cittadini, a seguire altre grandi città come Milano, Torino, Firenze e Bologna.

Un trend, quello dell’immigrazione, che non accenna a fermarsi, ma che non danneggia la nostra economia, a condizione che sia controllato e regolato.

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