Il petrolio scende mentre il dollaro sale
Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2010


Il petrolio perde terreno e scivola verso quota 80 dollari al barile, anche a causa di aumento di valore del dollaro. L’indice USDX del dollaro ha registrato che il biglietto verde ha guadagnato qualche punto percentuale rispetto ad un paniere di valute, mentre il greggio è sceso di 50 centesimi. Sappiamo che un dollaro debole tende a sostenere i prezzi del petrolio.
Secondo le previsioni il mercato del greggio per i prossimi mesi includerà una gamma di prezzi tra 75 e 85 dollari, mentre il rialzo al di sopra degli 85 dollari al barile sarà possibile solo entro la metà di questo anno, ma molto dipende dall’andamento della ripresa economica.
La domanda di petrolio degli Stati Uniti è cresciuta dello 0,3 per cento durante l’ultimo mese, rispetto allo stesso periodo di un anno fa, il che ha contribuito ad aumentare le aspettative. Le scorte di greggio degli Usa, durante la scorsa settimana, sono salite secondo un valore più ampio del previsto, di 4,1 milioni di barili.
Durante gli ultimi mesi i prezzi del greggio sono oscillati da un minimo di 69 dollari ad un massimo di 84 dollari al barile, anche a causa dell’incertezza circa il ritmo della ripresa economica. Ma un calo globale delle scorte greggio e l’eccedenza in stoccaggio ha posto le basi per un incremento verso un range di valori compreso tra 80 e 90 dollari.
Gli ultimi dati resi noti dalla Joint Oil Data Initiative hanno messo in evidenza come domanda asiatica di greggio sia cresciuta di oltre 2 milioni di barili al giorno rispetto all’anno precedente. Se dunque la domanda asiatica può crescere a questi tassi, quando i prezzi sono compresi tra 70 e 80 dollari al barile, allora i prezzi non possono rimanere in tale intervallo per molto tempo, è quanto hanno detto degli esperti del settore.

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