I ritracciamenti
Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2008

Il ritracciamento è connesso in maniera molto stretta ai trend. I ritracciamenti indicano, infatti, l’esistenza di una relazione quantitativa tra il trend principali e trend secondi del mercato stesso. Per chiarirci con un esempio, poniamo il caso di avere un trend ascendente. Dall’inizio alla fine di questo trend ascendente, noteremo certamente che ci sono dei trend secondari, solitamente di segno contrario, che “correggono” il trend principale.
Proprio questo percorrere al contrario il trend principale, è noto come ritracciamento. Secondo Charles Dow, i livelli di ritracciamento sono tre: 1/3, 50% e 2/3. Questi numeri stanno a significare che il trend, dopo un primo rialzo, la salita correttiva, ovvero il ritracciamento, sarà lungo 1/3, il 50% o addirittura i 2/3 del trend principale.
Anche in questo caso, se guardiamo con attenzione, noteremo una connessione con i numeri della successione di Fibonacci: 23.6%, 38.2%, 50%, 61.8% .
Nello specifico, il significato della correzione è diverso a seconda della grandezza dello stesso. In questa maniera, una correzione pari ad un 1/3 è una dinamica espansiva molto forte, una correzione del 50% è una crescita equilibrata, mentre una correzione dei 2/3 significa che la forza del trend in ascesa è quasi esaurita.
Tra i vari tipi di ritracciamento, sono senza dubbio da preferire quelli più forti, perché stanno a significare un aumento più forte. Quando una valuta o un indice ha avuto un ritracciamento molto forte, nel mercato si crea una situazione di deciso squilibrio. I compratori sono ansiosi di comprare, i venditori più paurosi escono. Se il nostro obiettivo è quello di fare grandi profitti in poco tempo, potremo sfruttare questi momenti favorevoli.

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