Tassazione Forex

Il tema della tassazione forex è sempre molto sentito, considerando anche il fatto che in Italia questo argomento è ancora molto lacunoso e non ci sono delle leggi precise al riguardo.

Il consiglio è quello di rivolgersi ad un buon commercialista, che saprà sicuramente interpretare le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, possiamo dire che la legge italiana afferma che sono tassabili solo quei proventi derivanti da operazioni tenute aperte per più di 7 giorni o che superino i vecchi 100 milioni di lire.

Stando però ad una recente decisione dell’Agenzia delle Entrate, sembra che i guadagni debbano essere dichiarati nella sezione II del quadro RT del modello unico. A tali guadagni si paga un’imposta del 12,50%. Nel caso in cui si abbia, invece, una perdita, allora questa non può essere dedotta in alcun modo.

La situazione, in ogni caso, è ancora poco chiara. La decisione dell’Agenzia delle Entrate non ha valenza di legge, ma non può neanche essere ignorata. Fineco, ad esempio, ha già provveduto ad avvertire i suoi utenti di tale tassazione, prendendo la decisione di trattenere quel famoso 1,50% , cosa che invece non ha ancora fatto la IwBank.

Se invece ti appoggi presso un intermediario straniero, allora non ti verrà trattenuto nulla, ma in ogni caso spetta a te fare denunciare le entrate dalla tua dichiarazione dei redditi.

E c’è chi si chiede se, mentre appare giusta una tassazione del 12,50%, come mai non è possibile portare in detrazione le perdite.