FTSE Mib, Mib30 e Mibtel: cosa c’è da sapere?

L‘indice italiano FTSE MIB, acronimo di Financial Times Stock Exchange, ovvero l’indice della borsa di Milano, è il più importante tra gli indici borsistici del nostro paese. Si tratta del paniere di titoli che racchiude, tranne alcune rare eccezioni, le azioni delle 40 società quotate in Italia, anche se la loro sede legale si trova all’estero.

Tra i titoli più importanti quotati, oggi, in questo indice, possiamo trovare BPER Banca, Brembo, Campari, Enel, Eni, Ferrari, Fiat, Intesa SanPaolo, Moncler, Saipem, Tenaris, UBI Banca, Unipol e Yoox.

Storia di questo indice

L’indice FTSE Mib nasce dopo la fusione della Borsa Italiana con il London Stock Exchange, la borsa di Londra, operazione che ha dato vita al London Stock Exchange Group. L’indice è operativo dal 1º giugno 2009 e rappresenta circa l’80% del totale della capitalizzazione del mercato azionario in Italia.

Per quel che riguarda i valori storici, il minimo storico è stato toccato il 24 luglio 2012, un valore di 12.295,80 punti, un ribasso legato alla speculazione che aveva colpito, ai tempi, i titoli di stato italiani e, come conseguenza di questo, tutto il settore bancario del nostro paese.

Da questo punto di minimo, l’indice Ftse Mib è salito in maniera lenta ma costante, arrivando a toccare un massimo di 22.502,97 punti lo scorso 10 giugno 2014, grazie ad una serie di politiche monetarie accomodanti che sono state messe in essere dalla BCE nel tentativo di far ripartire la lenta crescita europea.

Nonostante questo, l’indice non è riuscito a mantenersi in area 22.000, dato che è stato spinto poi al ribasso dalla crescita in Italia e in Eurozona, e dalla paura di un nuovo contagio legato alla crisi del debito sin dalla periferia dell’Eurozona.

Nel corso del 2015 c’è stato invece un forte rialzo, sia grazie alle mosse espansive della BCE, che ha lanciato il Quantitative Easing (cioè l’acquisto in massa dei titoli di stato sovrana, che per la temporanea soluzione della crisi in Grecia, fino anche ai primi segnali di ripresa economica che abbiamo visto in eurozona, tra i vari possiamo trovare il rialzo dell’Indice Pmi. Altro record lo scorso 15 aprile 2015, un valore di 24.031 punti.

Le tensioni europee sono state tuttavia pesanti e il nostro indice ha subìto dei contraccolpi non da poco, con il 2 novembre 2015 che è sceso a quota 22.482,39 punti, mentre il 10 dicembre 2015 era al ribasso di altri 1.000 punti arrivando a 21.500.

Il Mibtel

Il MIBtel era il principale indice della Borsa di Milano, che “riassumeva” il valore delle azioni quotate sul MTA e sul MTAX, inclusi gli indici MIB30 e Midex. Questo indice era calcolato nuovamente ogni minuto nel corso della negoziazione.

Si trattava di un indice di prezzo che non prendeva in considerazione lo stacco dei dividendi né eventuali frutti periodici che erano pagati dalle società che ne facevano parte.

Mib30

Il Mib30 è stato, invece, uno dei principali indici sintetici della Borsa Italiana, un sottoinsieme del MIBTEL. Era composto dalle azioni delle 30 principali azioni quotate sulla borsa milanese.

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